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Come si scrivono le cifre su un assegno?

1 Novembre 2021 | Autore:
Come si scrivono le cifre su un assegno?

Guida alla corretta compilazione di un assegno bancario.

Ai giorni nostri, per effettuare pagamenti si ricorre sempre più spesso a strumenti telematici come le carte di credito e di debito. Tuttavia, in molti casi, vengono ancora utilizzati gli assegni bancari. Questi ultimi sono titoli di credito, sostitutivi del denaro contante, mediante l’emissione dei quali l’intestatario di un conto corrente (traente) ordina alla propria banca (trattario) di versare una determinata somma di denaro a favore di un’altra persona (beneficiario). Affinché non insorgano problemi alla riscossione, gli assegni non devono contenere errori, correzioni o cancellature e devono presentare specifici requisiti formali. Infatti, se sono privi anche di uno solo di essi, la banca può rifiutarne il pagamento. Perciò, è utile sapere come si scrivono le cifre su un assegno bancario e, più in generale, quali dati bisogna inserire in detto titolo.

L’assegno, indipendentemente dalla banca dove il traente è intestatario del conto corrente, deve essere compilato indicando: il luogo di emissione; la data di emissione; l’importo in cifre; l’importo in lettere; il nome e il cognome del beneficiario, se persona fisica, o l’intestazione, se persona giuridica; la firma di traenza.

Vediamo allora insieme come riempire le singole sezioni dedicate ai requisiti formali- ad esempio, come si scrivono le cifre su un assegno o dove va apposta la firma del traente – tenendo presente che ciascuna informazione deve essere comunque leggibile. Quindi, è consigliabile scrivere in stampatello piuttosto che in corsivo.

Dove riportare il luogo e la data di emissione?

In un assegno bancario nella prima riga in alto, dopo il logo dell’istituto di credito, vanno inseriti il luogo e la data di emissione.

Il primo requisito formale, ovvero il luogo di emissione, assume particolare rilievo in relazione al posto in cui ha sede la banca trattaria poiché incide sul termine di pagamento dell’assegno.

Più precisamente, se il Comune in cui viene compilato l’assegno coincide con quello ove si trova l’istituto di credito, il termine per il pagamento è di 8 giorni dall’emissione. In tal caso, si parla di assegno su piazza.

Invece, se l’assegno è fuori piazza, ovvero se il luogo di emissione non coincide con quello dove ha sede la banca, il termine per il pagamento è di 15 giorni dalla compilazione del titolo.

Trascorsi gli 8 o i 15 giorni, il traente può ordinare alla banca di non effettuare alcun pagamento e non è più possibile attivare le misure a protezione del beneficiario previste dalla legge in caso di mancato pagamento dell’assegno, tra cui il protesto, che consente di agire per via giudiziaria al fine di ottenere la somma dovuta.

Il secondo requisito formale è rappresentato dalla data di emissione, che va compilata nel seguente modo: giorno/mese/anno (ad esempio 26/08/2021). La data non può essere scritta a lettere. La sua indicazione è assai importante perché dalla stessa inizia a decorrere il termine utile per il pagamento del titolo. Inoltre, la data di emissione viene utilizzata dalla banca per la registrazione del pagamento sul conto corrente.

La legge non consente la postdatazione dell’assegno, ovvero l’indicazione di una data successiva a quella effettiva né la retrodatazione, cioè l’indicazione di una data precedente a quella di emissione.

Nel primo caso, ci potrebbero essere rischi qualora il traente non disponga di denaro sufficiente al momento dell’emissione. Infatti, la postdatazione non impedisce al beneficiario di presentare comunque l’assegno per l’incasso e l’indisponibilità a pagare da parte del soggetto che ha emesso il titolo è sottoposta a sanzioni.

La retrodatazione, invece, riduce i termini utili per l’incasso e la scadenza degli stessi non permette ai beneficiari di avere alcuna tutela in caso di mancato pagamento degli assegni.

Come scrivere l’importo in cifre e in lettere?

La sezione dedicata all’importo va compilata inserendo l’indicazione della somma da pagare sia in cifre sia in lettere.

L’importo in cifre va riportato in alto a destra, dopo l’indicazione del luogo e della data di emissione, mentre l’importo in lettere va riportato nella terza riga accanto alla dicitura euro.

Nel campo dell’importo in cifre è già presente una virgola e due piccole caselle a destra. Per compilare esattamente lo spazio le cifre intere vanno riportate a sinistra della virgola mentre a destra vanno riportati due decimali (ad esempio, euro 500,40). Nella sezione dell’importo in lettere i decimali vanno inseriti dopo una barra ma sempre in forma numerica (ad esempio euro Cinquecento/40).

I decimali vanno ugualmente inseriti rispettivamente dopo la virgola e dopo la barra anche se sono pari a zero (ad esempio nell’importo in cifre va scritto: euro 500,00; nell’importo in lettere va scritto: euro Cinquecento/00).

Lo scopo di ciò è di evitare che, una volta emesso l’assegno, l’importo venga variato con l’aggiunta di altre cifre, ad esempio trasformandolo da centinaia in migliaia di euro. A tal fine è opportuno anche che il valore indicato in numeri sia preceduto e seguito dal simbolo #, così che nessuno possa modificarlo successivamente.

Come indicare il beneficiario dell’assegno?

Il beneficiario è la persona, fisica o giuridica, alla quale va pagato l’assegno. Pertanto, la sua indicazione permette al traente di individuare con esattezza il destinatario dell’ordine di pagamento.

Il beneficiario va riportato nella quarta riga, sotto la sezione dedicata all’importo in cifre. Se è una persona fisica, sul titolo bisogna indicare solo il nome e il cognome senza inserire alcuna sigla come sig. o sig.ra. In proposito, occorre prestare particolare attenzione ai nomi composti e sapere se gli stessi devono essere riportati staccati o attaccati sull’assegno – ad esempio se scrivere Anna Rosa o Annarosa.

Se il beneficiario è una persona giuridica, va riportata la sua denominazione. Inoltre, nel caso si tratti di una società, occorre specificare ad esempio se è una spa, una srl o una sas.

Quando il beneficiario dell’ordine di pagamento è la stessa persona che emette l’assegno, si possono inserire anche le diciture “a me medesimo”, “m.m.”, “a me stesso” al posto del nome e del cognome.

Dove e come va riportata la firma di traenza?

La firma di traenza è la sottoscrizione dell’ordine di pagamento; corrisponde al nome e al cognome del soggetto che emette l’assegno e va apposta manualmente nella parte bassa destra dell’assegno.

La firma deve essere uguale a quella depositata in banca al momento della richiesta del libretto degli assegni per evitare il rischio di perdite in caso di una sua eventuale falsificazione. Inoltre, deve essere leggibile e apposta per intero. Non è possibile mettere una sigla né un graffietto o una singola lettera.

Per firmare è preferibile utilizzare penne ad inchiostro indelebile se non si vuole incorrere in alterazioni difficilmente riscontrabili dalla banca.



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