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Vaccino Covid, allarme sulla durata: in arrivo la terza dose

29 Luglio 2021 | Autore:
Vaccino Covid, allarme sulla durata: in arrivo la terza dose

Il Ministero valuta un nuovo richiamo per immunodepressi, persone fragili e sanitari: «Attuale copertura per loro forse fino a sei mesi». Si muove l’Ue.

In Israele, è già una realtà. In Italia, il dibattito si è acceso oggi dopo l’annuncio del ministero della Salute: più che probabile, anzi è praticamente sicuro, che una fascia della popolazione verrà richiamata per fare la terza dose del vaccino anti-Covid. Se già due dosi hanno sollevato delle polemiche, ora si sta aprendo un pandemonio.

A fare da apripista sono state le autorità di Gerusalemme, le prime al mondo che hanno deciso di inoculare per la terza volta il siero ai cittadini immunodepressi. La stessa strategia è stata seguita da Turchia, Indonesia e Thailandia. A ruota, si allinea oggi l’Unione europea: «Siamo molto consapevoli del fatto che potrebbe essere necessaria, una terza dose». Talmente consapevoli, aggiunge il portavoce della Commissione Ue per la Salute, Stefan de Keersmaecker, che Bruxelles ha già firmato un terzo contratto con BioNTech/Pfizer in virtù del quale sono state prenotate 1,8 miliardi (miliardi non milioni) di dosi. Si aggiungono ai 150 milioni di dosi ordinate grazie ad un secondo contratto sottoscritto con Moderna.

Troppa fretta, secondo l’Agenzia europea del farmaco e l’Organizzazione mondiale per la Sanità. La prima sostiene che «è presto per confermare se e quando ci sarà bisogno di una dose di richiamo, perché non ci sono ancora abbastanza dati dalle campagne vaccinali». L’Oms, invece, chiede di pensare prima ai Paesi poveri dove, anziché pensare alla terza dose, si sta aspettando ancora la prima.

Che intenzioni ha il Governo italiano di fronte a tutto ciò? Il ministero guidato da Roberto Speranza ci sta pensando, secondo quanto anticipa l’agenzia di stampa Adnkronos Salute. Si valuta l’ipotesi di un piano che possa prevedere un ulteriore richiamo per alcune categorie: le persone fragili, gli immunodepressi e anche gli operatori sanitari che hanno iniziato le prime dosi il 27 dicembre 2020 con il V-Day lanciato dallo Spallanzani di Roma.

Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, intervenendo a Radio Cusano Campus, ha lanciato un allarme a proposito della durata del vaccino: «Una quota della popolazione può avere una riduzione degli anticorpi dopo sei mesi, significa che in quelle persone bisognerà fare un richiamo. È possibile che ogni anno si debba fare un richiamo come per l’influenza».

Naturalmente, il mondo scientifico si è già scatenato in commenti, tra chi concorda con Ema e Oms sul fatto che sia ancora troppo presto per parlarne e chi spinge affinché le persone maggiormente a rischio vengano richiamate per la terza dose.



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5 Commenti

  1. ci hanno seccato con questo vaccino. io sono un no vax e nessuno può permettersi di dirmi cosa devo fare né può obbligarmi a farmi somministrare questo veleno che non si sa cosa abbia al suo interno o cosa possa provare alla nostra salute nel corso del tempo, e voi come tanti caproni abbassate la testa e seguite quello che vi vogliono dire. Ora è la terza dose, domani sarà la quarta e chissà fino a quando continuerà questa storia. Intanto, le case farmaceutiche contano i soldi incassati da tutta questa grande farsa

  2. Giuseppe ma sei impazzito? Ma ti rendi conto della gravità delle tue affermazioni?! Ognuno ha la libertà di pensiero e può esprimere le sue idee ci mancherebbe. Tuttavia, mi auguro che la gente non sia tanto stolta da credere a questi no vax convinti e pericolosi nel fare il lavaggio del cervello

    1. Lei si ritiene libero di vaccinarsi o non vaccinarsi, questo legalmente non è un mio problema.
      Non è libero comunque di dare dei caproni a chi lo fa il vaccino, forse lo si fa anche consapevoli di farlo anche per il bene degl’altri, per non farlo replicare e mutare in altre varianti.
      Certo è che i vaccini Vaiolo Morbillo La Spagnola la penicellina e tanto altro abbiano salvato milioni di vite umane e non.
      Ora perchè dovrebbero, produrre

  3. Non facciamola tanto lunga per un’altra dose. Sempre a voler cercare una tragedia nella tragedia. Ok forse dovremo fare una terza dose. E quindi? Ce l’avevano già anticipato. Cosa c’è di nuovo? un’eventuale terza dose dovrà essere la condizione per avere un altro permesso a viaggiare? se necessario, lo facciamo senza troppe discussioni sterili su complotti e altre stupidaggini

  4. Sig. Giuseppe, se Lei avesse avuto un decesso nella sua famiglia, parenti o un amico farebbe gli stessi ragionamenti?

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