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Pensione con libretto famiglia

1 Novembre 2021 | Autore:
Pensione con libretto famiglia

Lavoratori occasionali che collaborano come assistenti familiari, baby sitter o docenti per ripetizioni: possono arrivare al pensionamento?

Aboliti i vecchi voucher, ad oggi, chi svolge un’attività marginale e saltuaria può essere retribuito o con contratto di prestazione occasionale, oppure con libretto famiglia: entrambe le forme di collaborazione prevedono l’accredito dei contributi previdenziali. In particolare, le attività che possono essere remunerate tramite il libretto famiglia sono tassativamente indicate dalla legge [1] e consistono in piccoli lavori domestici, inclusi i lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione, assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità, insegnamento privato supplementare. Ma si può arrivare alla pensione con libretto famiglia?

Per capire se è possibile arrivare alla pensione, per un lavoratore che è retribuito solo con libretto famiglia, bisogna innanzitutto tener presente che ogni ora di lavoro è retribuita con un titolo di pagamento del valore di 10 euro. Di questi 10 euro, 8 euro costituiscono il compenso del lavoratore, 1,65 euro vengono accantonati per la contribuzione Ivs alla Gestione Separata, 0,25 euro per il premio assicurativo Inail e 0,10 euro per il finanziamento degli oneri gestionali.

In buona sostanza, i contributi per la pensione del lavoratore con libretto famiglia ammontano al 20,63% del compenso.

Bisogna inoltre considerare che ciascun prestatore, con riferimento alla totalità dei committenti, non può percepire, tramite libretto famiglia, compensi complessivamente superiori a 5mila euro: l’importo è riferito ai soli compensi percepiti dal lavoratore, ossia al netto di contributi, premi assicurativi e costi di gestione.

Minimale per la pensione gestione Separata

Presso la gestione Separata Inps, che è la gestione presso la quale sono accreditati i contributi previdenziali dei lavoratori con libretto famiglia, si applica lo stesso minimale di reddito vigente presso le gestioni artigiani e commercianti, per il 2021 pari a 15.953 euro annui.

Chi è iscritto alla gestione Separata non è obbligato a versare i contributi su questo minimale di reddito ma, se versa sulla base di una retribuzione o di un reddito minore, vede un minore accredito ai fini della pensione.

Aldo, lavoratore autonomo iscritto alla gestione Separata, ha percepito compensi per 7mila euro e versato contributi, sulla base dell’aliquota del 25,98% valida per il 2021 per la sua categoria, pari a 1.818,60 euro (7.000 x 25,98%). Per la copertura dell’intero anno avrebbe dovuto versare 4.144,59 euro (15.953 x 25,98%). Ai fini della pensione, gli sono accreditati solamente 5 mesi di contribuzione (1.818,60 : 345,38 – valore pari a un mese di contribuzione).

Libretto famiglia e pensione

Abbiamo osservato che chi svolge lavoro occasionale ed è retribuito attraverso il libretto famiglia:

  • sconta un’aliquota contributiva piuttosto bassa, pari al 20,63% dei compensi;
  • non può superare 5mila euro di compensi annui, dalla totalità degli utilizzatori.

In parole semplici, in un anno, considerando il compenso massimo pari a 5mila euro e il minimale mensile contributivo di 274,26 euro, possono essere accreditati non più di 1.031 euro, corrispondenti a 3 mesi di contributi (per l’esattezza a 3,76 mesi di contributi, ottenuti dividendo la contribuzione annua massima di 1.031 euro per la contribuzione utile all’accredito di un mese ai fini pensionistici, pari a 274,76 euro).

Dai calcoli svolti emerge chiaramente che il lavoro occasionale retribuito con libretto famiglia, così come i vecchi voucher, nonostante l’aumento dei contributi previdenziali dovuti ha una scarsa utilità per la pensione.

Non dimentichiamo, però, che il lavoro occasionale è uno strumento finalizzato ad offrire una tutela minima per le attività lavorative saltuarie, quindi non può sostituirsi al lavoro stabile.

Per approfondire, puoi leggere la nostra guida al Libretto famiglia Inps.

Come arrivare alla pensione: contributi volontari gestione Separata

Per i lavoratori occasionali con libretto famiglia che desiderano arrivare alla pensione, nonostante il limitato importo dei compensi, una possibilità può essere data dal versamento dei contributi volontari, a carico del lavoratore.

L’autorizzazione al versamento dei contributi volontari, per gli iscritti presso la gestione Separata, è concessa quando l’assicurato può far valere almeno un anno di contribuzione negli ultimi cinque anni oppure, in alternativa, almeno 5 anni complessivi di contribuzione. Questi requisiti devono essere perfezionati sulla base della sola contribuzione versata nella gestione Separata stessa: non si possono valorizzare eventuali altri periodi lavorativi accreditati presso altre gestioni obbligatorie (come i periodi di lavoro dipendente).

Per quanto riguarda l’aliquota, cioè la percentuale da utilizzare per calcolare la contribuzione volontaria, il valore può essere adeguato al valore vigente nell’assicurazione obbligatoria, pari al 33%.

Per gli iscritti presso la gestione Separata, il reddito di riferimento è costituito dai compensi percepiti negli ultimi 12 mesi di contribuzione precedenti la domanda. Si deve in ogni caso rispettare l’importo del minimale di reddito vigente presso la gestione Separata, ossia, come già osservato, 15.953 euro annui per il 2021.


note

[1] DL 50/2017.

Autore immagine: pixabay.com


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