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Il Green pass è incostituzionale?

30 Luglio 2021
Il Green pass è incostituzionale?

Certificato verde: le ragioni per cui il decreto legge n. 105/2021 non viola la Costituzione. Ecco cosa dicono la legge italiana, la gerarchia delle fonti e le norme dell’Unione Europea. 

Il Green pass è incostituzionale? È la domanda del momento. La risposta è molto facile e si può leggere nelle stesse norme della nostra Costituzione. Cerchiamo allora di fare chiarezza e di fugare tutte le false notizie in merito.

Per essere “incostituzionale”, una norma deve violare uno o più articoli della Costituzione.

L’art. 16 Cost. riconosce la libertà di movimento a tutti i cittadini salvo che una legge disponga limiti, di carattere generale (ossia per tutti i cittadini o per categorie omogenee), dettati da motivi di salute.

Dunque, è la stessa Costituzione ad ammettere limitazioni. Ed a scegliere queste limitazioni – dice sempre la Costituzione – è la legge.

Il D.L. 105/2021 che istituisce il green pass è un atto avente forza di legge, ossia equiparato alla legge del Parlamento, immediatamente efficace e, quindi, vincolante.

Pertanto, il D.L. 105 rispetta pienamente l’art. 16 della Cost. trattandosi di una legge che pone restrizioni in ragione della salute pubblica.

A ben vedere, però, il green pass non costituisce neanche una limitazione alla libertà di spostamento (come invece il lockdown) ma è solo una condizione per l’accesso, in determinate forme, ai locali (una sorta di carta d’identità per entrare in determinati luoghi).

Il green pass non è neanche un indiretto obbligo di vaccinazione visto che si può avere anche con un tampone (purtroppo ancora a pagamento) o con l’avvenuta guarigione da non più di 6 mesi (chi dice di non spaventarsi del virus potrebbe anche infettarsi e poi chiedere il Green pass, se davvero è così coraggioso…).

Chi sostiene che il green pass è contrario al regolamento UE 953/21 non lo ha letto o compreso. Il regolamento vieta che si possa usare la vaccinazione come indiretto modo per limitare la libertà di circolazione tra Stati dell’UE, senza menzionare le limitazioni interne. Anzi, le giustifica. Tant’è che riporta testualmente quanto segue: «In conformità del diritto dell’Unione, gli Stati membri possono limitare il diritto fondamentale alla libera circolazione per motivi di sanità pubblica. Tutte le restrizioni alla libera circolazione delle persone all’interno dell’Unione attuate per limitare la diffusione del SARS-CoV-2 dovrebbero basarsi (…) sulla tutela della salute pubblica». Insomma, l’UE dice che il green pass è legittimo (tant’è che esiste proprio il green pass europeo).

Chi sostiene che il green pass violi il regolamento Ue sulla privacy (il GDPR) non lo ha letto perché non sa innanzitutto che:

  1. limitazioni alla privacy possono essere disposte dalle autorità per motivi di salute pubblica;
  2. ai privati è comunque fatto obbligo di non trattare i dati dei clienti che esibiscono il green pass;
  3. il green pass finisce per essere una documentazione al pari di un documento personale, da non pubblicare ma da esibire solo all’occorrenza come avviene appunto con gli attuali documenti di riconoscimento. Sarebbe come dire che viola la privacy il titolare del bar che chiede la carta d’identità al minorenne prima di dargli alcolici.

Ammesso e non concesso che il green pass sia un indiretto modo per portare la gente a vaccinarsi, ciò non sarebbe incostituzionale visto che la Costituzione prevede la possibilità che la legge imponga vaccini obbligatori. Difatti, l’art. 32 della Cost. vieta trattamenti sanitari obbligatori se non per disposizione di legge: vuol dire che la legge può prevedere deroghe nell’interesse collettivo, come già avviene per le vaccinazioni attualmente obbligatorie.

L’art. 32 cost, nell’ammettere trattamenti sanitari obbligatori, stabilisce che la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal «rispetto della persona umana». Questa norma sta a significare, ad esempio, che se vi fanno una puntura non possono mostrare il vostro deretano in pubblico. Quindi, non “ci azzecca” nulla col discorso del vaccino, né del green pass.

Tutti i limiti appena elencati possono essere previsti dalla legge anche senza dichiarazione di uno stato di emergenza sanitaria. Pertanto, decade anche la favola secondo cui lo stato di emergenza sarebbe stato prorogato solo per limitare la Costituzione.



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92 Commenti

  1. Bene, ottimo l’art 16 della costituzione, abbiamo capito che per motivi sanitari si possono adottare delle limitazioni, e abbiamo sopportato fino ad oggi, ma senza arrivare all’art.16, ma fermarsi e soffermarsi prima, secondo me non c’è nemmeno bisogno di dire altro. L’art. 3 a me basta per dire che tutto ciò è una pagliacciata.

  2. “(chi dice di non spaventarsi del virus potrebbe anche infettarsi e poi chiedere il Green pass, se davvero è così coraggioso…)” ti sei dato la zappa sui piedi. Di legge non ne sai molto, dato che ai positivi al covid non sarebbe possibile per quarantena contagiare nessuno. Non è istigazione al reato? …

    1. E’ sceso al vostro livello, per farsi comprendere da una scimmia bisogna pur trovare un modo… ah scusa: UH AHH UUUUH UUUU UH AH

  3. Il vaccino Covid non è un vaccino,ma una sorta di profilassi da ripetere e il GP è un ricatto mafioso.

  4. “L’art. 32 cost, nell’ammettere trattamenti sanitari obbligatori, stabilisce che la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal «rispetto della persona umana». Questa norma sta a significare, ad esempio, che se vi fanno una puntura non possono mostrare il vostro deretano in pubblico. Quindi, non “ci azzecca” nulla col discorso del vaccino, né del green pass.”

    non ci credo che un essere senziente con almeno la 5° elemetare abbia scritto una boiata simile.

  5. Il governo per produrre il green pass lascia spazio ad una scelta: o la vaccinazione o il tampone.

    Naturalmente la prima via è accompagnata da tutti i crismi costituzionali, il vaccino è gratuito, quindi accessibile anche a chi non se lo potrebbe permettere.

    Mentre la seconda via impone a chi la vuole intraprendere una spesa economica per accedere al posto di lavoro, il che è di fatto discriminante per le fasce più povere venendo meno all’articolo 4: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”.

    Quindi per forza di cose diventa coercitivo vaccinarsi per chi non può intraprendere questa spesa, e questo fa un po’ a pugni anche con l’articolo 3: “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini impediscono il pieno sviluppo della persona umana”. Ora, sarà anche più che opinabile che scegliere di non vaccinarsi faccia parte dello “sviluppo della persona umana”, ma questo decreto crea un divario tra l’uguaglianza del lavoratore che sceglie di produrre il green pass col tampone rispetto al lavoratore che sceglie di produrlo col vaccino visto che sempre di green pass si tratta..

    Direi che se la legge stessa da spazio ad una scelta, deve rispettare la libertà di poterla intraprendere e perseguire nel rispetto di quelli che sono i diritti dell’individuo, e il diritto al lavoro è il caposaldo della costituzione italiana. Concludo dicendo che se c’è discriminazione c’è sicuramente qualcosa di anticostituzionale..

  6. L’art. 16 Cost. riconosce la libertà di movimento a tutti i cittadini salvo che una legge disponga limiti, di carattere generale (ossia per tutti i cittadini o per categorie omogenee), dettati da motivi di salute.

    Cosa c’entra il GREEN CAX con la salute pubblica, visto che deve essere tutelato sul posto di lavoro anche chi non è vaccinato e il vaccinato può infettare ugualmente ?

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