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Protesto illegittimo: risarcimento da provare

23 Aprile 2015
Protesto illegittimo: risarcimento da provare

Danno patrimoniale e non devono essere dimostrati al giudice.

Nel caso di protesto illegittimo, il danneggiato può chiedere il risarcimento del danno patrimoniale (per esempio, quello subìto dall’attività commerciale o professionale) e quello non patrimoniale (per la reputazione persa). Tali indennizzi, però, non scattano in automatico in quanto il danneggiato deve sempre fornire, al giudice, la prova concreta del pregiudizio (anche se l’ammontare non è certo). È quanto precisato dalla Cassazione con una recente sentenza [1].

Il danno non è presunto

In caso di protesto, il correntista subisce delle limitazioni come il blocco della carta di credito, la revoca degli assegni e l’impossibilità di accedere al credito. Ma non basta questa argomentazione – che discende dalla legge e dalla pratica commerciale di tutti i giorni – a convincere il giudice che vi sia un danno effettivo. Il pregiudizio, infatti, va provato nella sua concretezza, a prescindere dal poter facilmente presumere (in anticipo e in astratto) che, in conseguenza delle sanzioni per il protesto, possano derivare dei danni commerciali e reputazionali. Si tratta di presunzioni che, nel processo civile, non rilevano e rimangono nel puro campo delle ipotesi.

Nella sentenza in commento, i giudici affermano che, dalla semplice esistenza di un protesto non sia possibile dedurre – in assenza di una dimostrazione certa – che i creditori “non abbiano più accettato il pagamento con cambiali o assegni e che la ditta non abbia potuto far ricorso al credito”. Si tratterebbe di una ricostruzione del tutto generica.


note

[1] Cass. sent. n. 7661 del 15.04.2015.

Autore immagine: 123rf com


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