Diritto e Fisco | Articoli

Si può controllare una badante con una telecamera in casa?

31 Luglio 2021
Si può controllare una badante con una telecamera in casa?

Come incastrare la badante che ruba o commette atti di violenza ai danni dell’anziano assistito.

Si può controllare una badante con una telecamera in casa? Ipotizziamo il caso di una famiglia che, dopo aver assunto una badante per fornire assistenza a un genitore anziano, sospetti che questa commetta dei furti o atti violenti ai danni dell’assistito, sospetti eventualmente avvallati da ematomi e lividi sul corpo di quest’ultimo. 

Di qui la necessità non solo di procedere all’immediato licenziamento ma anche alla denuncia per l’eventuale crimine commesso, con il supporto di una prova fotografica o video. Sorge allora spontanea la domanda: si può controllare una badante con una telecamera in casa?

Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Leggi sulle telecamere in casa

Sicuramente, è legale installare un impianto di videosorveglianza in casa o sul pianerottolo del proprio appartamento per proteggere la proprietà privata dai ladri. Non c’è bisogno, a tal fine, né di chiedere l’autorizzazione al condominio, né di inviare una comunicazione alla polizia. Non è neanche necessario apporre il cartello con l’avviso sulla porta (tale obbligo sussiste solo per la videosorveglianza deliberata e adottata dal condominio). 

Se però la telecamera serve per controllare l’operato di un dipendente entrano in gioco le norme sullo Statuto dei lavoratori. Come saprà bene chi è esperto in materia legale, lo Statuto dei lavoratori vieta l’utilizzo di videosorveglianza per verificare l’attività del dipendente. E la badante – anche se dovesse essere “in nero” – è comunque una dipendente. 

L’impiego di telecamere, da parte del datore di lavoro, è consentito solo, previa autorizzazione dei sindacati o, in mancanza, dell’Ispettorato del lavoro, per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e la tutela del patrimonio aziendale. In ogni caso, c’è sempre bisogno dell’avviso al dipendente che deve essere messo al corrente di ciò. Il datore deve cioè comunicare al lavoratore l’utilizzo degli impianti di videosorveglianza e la collocazione degli stessi.

Non è possibile installare la telecamera neanche con il consenso del lavoratore: tale consenso, senza che vi sia – come anticipato – l’accordo con i sindacati o l’Ispettorato del Lavoro – è insufficiente. In altri termini, il datore di lavoro non evita la responsabilità se si fa firmare una liberatoria da parte della badante.

Il datore di lavoro che non rispetta tali regole commette reato e può essere denunciato.

Quando si può controllare una badante con la telecamera?

La giurisprudenza ha ammesso l’uso delle telecamere nascoste – senza bisogno di autorizzazioni, comunicazioni o avvisi – per “finalità difensive”. In buona sostanza, quando si tratta di incastrare un dipendente sospettato di commettere illeciti di natura civile (ad esempio, chatta con gli amici anziché lavorare) o penale (ad esempio, ruba) è possibile installare la videosorveglianza al di là dei casi e delle condizioni previste dallo Statuto dei lavoratori. A tal fine, però, ci devono essere consistenti prove dell’illecito stesso: le riprese video non possono cioè essere fatte a scopo preventivo o cautelativo o solo per “verificare e prevenire” la commissione di reati. 

Quindi, se in linea di principio è illegittimo lasciare accesa la telecamera contro i ladri quando c’è badante, con la scusa di prevenire l’arrivo di intrusi, è invece lecito l’utilizzo della stessa se si hanno fondati motivi di ritenere che la dipendente stia commettendo degli abusi ai danni dell’anziano o stia rubando in casa di quest’ultimo. 

Naturalmente, le immagini dovranno essere utilizzate solo per la tutela del soggetto assistito o del suo patrimonio e, quindi, per fini giudiziari: non potranno essere pubblicate e, nel caso in cui non dovessero rivelare alcun reato, andranno cancellate immediatamente. Si potranno usare le registrazioni per sporgere un’eventuale denuncia a carico della badante, che andrà presentata entro 3 mesi da quando ci si è accorti dell’illecito.

Come incastrare la badante

Oltre a inserire le telecamere nascoste, un altro modo per incastrare la badante sospettata di lesioni ai danni dell’anziano sono le dichiarazioni di quest’ultimo, eventualmente avvalorate dai segni sul corpo. Nel processo penale, infatti, le dichiarazioni della vittima costituiscono prova e possono essere utilizzate per la condanna dell’imputato. 



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

4 Commenti

  1. Mio nonno è un uomo lucido e sveglio, nonostante l’età avanzata. Abbiamo dovuto rivolgerci ad una badante perché essendo sempre tutti fuori casa e avendo lui bisogno di assistenza continua era inevitabile che andasse così, era necessario l’aiuto di un estraneo per svolgere quelle attività per noi impossibili visti i nostri impegni. Quando andavamo a trovare il nonno, vedevamo però che mancava sempre qualcosa in casa: prima la biancheria, poi le conserve. Insomma, questa stava facendo piazza pulita altro che la badante. Quando ha avuto il giorno libero abbiamo parlato con il nonno e in accordo con lui abbiamo messo una telecamera per avere le prove di quanto diceva il nonno e di quanto avevamo anche constatato noi stessi vedendo che le cose in casa mancavano. Da lì, abbiamo scoperto gli illeciti e ovviamente l’abbiamo denunciata e mandata via. La sua reputazione ne ha risentito ovviamente e nessuno la voleva più in casa come badante

  2. Quella megera della badante picchiava mia nonna per farla stare zitta. Nutrivamo dei sospetti, ma abbiamo avuto la conferma quando un giorno, dopo essere andati a trovare la nonna, abbiamo notato che lei era spaventata e guardava la badante con timore e si rivolgeva a lei con voce tremolante. Lì la cosa ci è puzzata così quella notte sono rimasta a dormire lì visto che il giorno dopo sarei rimasta a casa. Nel frattempo, mio marito è andato ad acquistare le telecamere e mandando la badante fuori a fare la spesa, abbiamo installato le telecamere in casa. Lì abbiamo registrato scene in cui si vedeva chiaramente che urlava contro, le sputava nel piatto e quando la nonna ci avvisato di quello che era successo abbiamo subito portato le registrazioni alle autorità

  3. Questi lavoratori stranieri vengono accolti in casa a braccia aperte da chi non li discrimina, vengono trattati con i guanti affinché possano svolgere il loro lavoro con dignità e rispetto con una giusta retribuzione e poi si rivelano dei soggetti inaffidabili e delinquenti. Quindi, dopo che si verificano alcuni episodi hai difficoltà a fidarti nuovamente e a chiamare una nuova badante

  4. Scusami tanto ma qui stai facendo un ragionamento molto discriminatorio. Parli di lavoratori stranieri però io sono incappata in badanti italiane che si sono rivelate furbe e astute e con cattiveria hanno aggirato l’anziano, lo hanno maltrattato, gli hanno spillato un sacco di soldi per una spesa che facevano più volte a settimana ma poi si intascavano il resto. La delinquenza non conosce colore di pelle o nazionalità

Rispondi a Silvana Annulla risposta

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube