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Antenna centralizzata in condominio: cosa dice la legge

2 Novembre 2021 | Autore:
Antenna centralizzata in condominio: cosa dice la legge

Sistemi centralizzati per la ricezione radiotelevisiva: maggioranza in assemblea e ripartizione delle spese. C’è il diritto ad avere un’antenna privata?

In condominio, ci sono cose di proprietà comune e cose di proprietà esclusiva. Tra le prime rientrano tutti quei beni che appartengono alla generalità dei proprietari e che sono indispensabili per l’esistenza stessa dell’edificio: si pensi alle scale, al cortile, al tetto, ecc. Le parti di proprietà esclusiva sono ovviamente le unità immobiliari in cui si abita, nonché le pertinenze, tipo box e garage. L’antenna per vedere la televisione può essere sia di proprietà esclusiva che di proprietà comune. Con questo articolo vedremo cosa dice la legge a proposito dell’antenna centralizzata in condominio.

Sin da subito va detto che, anche in presenza di un’antenna centralizzata, ciascun condomino è libero di installare una propria antenna privata. L’antenna può essere collocata sia sul balcone di proprietà esclusiva che su tetti o lastrici solari di proprietà comune. Il Codice civile ha previsto un’apposita disciplina per l’installazione delle antenne televisive in condominio. Vediamo cosa dice la legge sull’antenna centralizzata in condominio.

Antenna centralizzata: è di proprietà comune?

Sin da subito va detto che i sistemi centralizzati per la ricezione radiotelevisiva rientrano tra i beni comuni [1].

Ciò significa che dell’antenna centralizzata possono godere tutti e che, al contempo, in caso di guasti e di necessarie riparazioni, le spese vanno suddivise tra tutti in base ai millesimi di proprietà posseduti. Di tanto parleremo a breve.

Delibera per votare antenna centralizzata

La scelta di affidare le tv dei condòmini a un’antenna centralizzata è rimessa all’assemblea, così come ogni altra decisione riguardante i beni comuni.

Come spiegato nell’articolo “Condominio: maggioranze per l’installazione di un impianto comune“, per l’installazione di un’antenna centralizzata occorre il consenso della maggioranza dei presenti e almeno 500 millesimi di partecipanti alla riunione.

Antenna centralizzata: ripartizione spese

Come anticipato nel primo paragrafo, i costi di installazione dell’antenna centralizzata in condominio, così come quelli eventuali di manutenzione e riparazione, gravano sui condòmini, in misura proporzionale ai millesimi posseduti.

Non sempre, però, tutti i condòmini sono tenuti a pagare; bisogna infatti tener conto dei soggetti che effettivamente usufruiscono del servizio offerto dall’antenna.

Si immagini il condomino che non possiede un’unità abitativa ma che sia proprietario solamente di una cantina o di una soffitta in cui l’impianto tv non c’è. Questo condomino non sarebbe obbligato a pagare alcuna quota delle spese relative all’installazione e all’eventuale manutenzione dell’impianto e dell’antenna.

La spesa va quindi correttamente ripartita tra quanti usufruiscono del servizio che l’impianto antenna condominiale eroga. E ciò perché, secondo il Codice civile, «Qualora un edificio abbia più scale, cortili, lastrici solari, opere o impianti destinati a servire una parte dell’intero fabbricato, le spese relative alla loro manutenzione sono a carico del gruppo di condòmini che ne trae utilità» [2].

Antenna centralizzata: paga anche chi non ha la tv?

Un condomino non può rinunciare ad essere proprietario dell’impianto che serve la sua unità abitativa solo per non pagare le spese.

In altre parole, se l’impianto c’è e raggiunge l’appartamento, il condomino deve pagare la propria quota di spese anche se non accende nessuna tv.

La detenzione o meno di uno o più apparecchi televisivi non incide sul riparto delle spese per la manutenzione dell’impianto di antenna centralizzata perché il regime delle spese per gli impianti comuni segue i beni, non le persone.

Per sfuggire a tale onere il condomino deve rinunciare al servizio, magari installando una propria antenna privata. Di tanto parleremo nel prosieguo.

Antenna privata: quando si può installare?

Il singolo condomino potrebbe non volere l’impianto centralizzato e preferire di installare, a proprie spese, un’antenna privata. Quello all’antenna singola è un vero e proprio diritto, che può attuarsi anche mediante l’apposizione dell’antenna sul tetto dell’edificio.

In pratica, l’antenna può essere installata sia sul balcone di proprietà esclusiva che su tetti e lastrici solari. Anche se questi ultimi sono parti comuni, il singolo condomino potrà installarvi la propria antenna privata, purché non arrechi danno e non pregiudichi la possibilità di fare altrettanto anche agli altri proprietari.

Proprio a proposito dell’installazione di un’antenna tv il Codice civile prevede un’apposita norma [3] in cui si stabilisce che le installazioni di impianti non centralizzati (cioè, non destinati a servire tutti i condòmini) per la ricezione radiotelevisiva e i relativi collegamenti fino al punto di diramazione per le singole utenze, sono realizzati in modo da recare il minor pregiudizio alle parti comuni e alle unità immobiliari di proprietà individuale, preservando in ogni caso il decoro architettonico dell’edificio.

Insomma: si può installare la propria antenna privata, nel rispetto della proprietà comune e senza arrecare danno al decoro architettonico, cioè all’estetica dell’edificio.

In pratica, chi vuole installare la propria antenna sul tetto condominiale, deve rispettare i seguenti limiti:

  • l’antenna deve arrecare il minor pregiudizio alle parti comuni e alle proprietà private;
  • deve preservare il decoro architettonico, la stabilità e la sicurezza dell’edificio;
  • non deve pregiudicare il libero uso della proprietà altrui secondo la sua destinazione d’utilizzo;
  • non deve impedire agli altri condomini di utilizzare il bene nello stesso modo;
  • non deve alterare la destinazione d’uso di tale bene.

Antenna privata: serve il permesso dell’assemblea?

Solo nel caso in cui l’installazione dell’antenna tv renda necessarie alcune modifiche alle parti comuni, il condomino deve darne comunicazione all’amministratore indicando il contenuto specifico e le modalità di esecuzione degli interventi. Ad esempio, è possibile allegare una relazione peritale che illustri i lavori che occorre compiere sulle parti comuni del condominio.

A questo punto, l’amministratore convoca l’assemblea la quale, se ritiene che i lavori per l’installazione dell’antenna privata comportino modifiche troppo rilevanti, con il numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti ed almeno i due terzi del valore dell’edificio, può prescrivere modalità alternative di esecuzione o imporre cautele a salvaguardia della stabilità, della sicurezza o del decoro architettonico dell’edificio.

Insomma: se l’installazione dell’antenna privata si presenta particolarmente impegnativa, tanto da comportare una modifica delle parti comuni, allora bisogna informare l’amministratore e sottoporre il progetto all’assemblea.

L’assemblea non può vietare l’installazione dell’antenna (a meno che non si pregiudichi il decoro architettonico o la stabilità dell’edificio), ma può imporre al singolo condomino di eseguire diversamente i lavori.


note

[1] Art. 1117 cod. civ.

[2] Art. 1123, terzo comma, cod. civ.

[3] Art. 1122-bis cod. civ.

Autore immagine: canva.com/


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