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Ricarica telefonica non arrivata: che fare?

11 Settembre 2021 | Autore:
Ricarica telefonica non arrivata: che fare?

Accredito del traffico: cosa fare se la società di telefonia mobile non adempie ai suoi obblighi? Quand’è possibile chiedere la risoluzione del contratto?

La ricarica del proprio cellulare è diventato un costo fisso, al pari della bolletta di luce e gas. Grazie alle tariffe “tutto incluso” che le compagnie di telefonia mobile promuovono, oggi si paga un prezzo mensile per godere di un determinato servizio. Per agevolare i pagamenti, talvolta, si preferisce affidarsi alle domiciliazioni bancarie o ai sistemi di prelievo automatico: giunta alla scadenza, la tariffa si rinnova senza dover far nulla, in quanto è la compagnia che preleva direttamente dal conto i soldi necessari. Molte persone, però, preferiscono ancora effettuare da sé la ricarica, recandosi presso i centri autorizzati, le edicole o altri negozi che offrono questo servizio, oppure procedendo tramite Internet. Che fare se la ricarica telefonica non è arrivata?

Mettiamo il caso che, per fare una ricarica, ci si rechi presso un tabaccaio abilitato e, una volta pagato l’importo da accreditare e ricevuto il regolare scontrino, l’operatore non abbia effettivamente provveduto all’accredito. Come comportarsi in casi del genere? Se l’operazione è andata a buon fine ma l’importo non è stato accreditato, a chi rivolgersi? In poche parole: che fare se la ricarica telefonica non è arrivata? Scopriamolo insieme.

Ricarica telefonica: come si fa?

Esistono molti modi di ricaricare il credito del proprio cellulare. Ecco i più comuni:

  • online, connettendosi al sito della compagnia telefonica, effettuando la ricarica con carta di credito o carta prepagata;
  • tramite app;
  • presso una qualsiasi tabaccheria autorizzata;
  • recandosi nel più vicino punto vendita del proprio operatore mobile;
  • usando gli sportelli bancomat e Postamat abilitati;
  • presso i punti Sisal, Lottomatica e Snai.

La scelta tra l’uno e l’altro metodo dipende molto da come si preferisce pagare. Per chi predilige il pagamento in contanti l’ideale è ricaricare presso una tabaccheria.

Al contrario, chi preferisce pagare con PayPal, PostePay, carta di credito o accredito sul conto corrente, conviene ricaricare online o usare l’app del proprio operatore.

Ricarica telefonica: ricevuta di pagamento

Qualunque sia il metodo di ricarica scelto, l’utente deve avere cura di farsi rilasciare una ricevuta che attesta l’avvenuto pagamento.

Chi effettua la ricarica telefonica presso tabacchini, punti vendita e ricevitorie autorizzate, ha diritto a una ricevuta molto simile a uno scontrino in cui sono scritte l’operazione compiuta e la spesa effettuata.

Chi paga mediante carta di credito o prepagata, ha come prova del pagamento l’estratto conto da cui si evince l’addebito. In caso di pagamento online, inoltre, è possibile chiedere il rilascio di un attestato che viene inviato tramite e-mail.

La ricevuta di pagamento è fondamentale allorquando la ricarica telefonica non è arrivata. Che fare in questi casi? Scopriamolo insieme.

Ricarica telefonica non arrivata: cosa succede?

Se la ricarica è andata a buon fine e, nonostante tutto, l’importo non risulta accreditato, allora si tratta di un inadempimento da parte della società telefonica.

Il caso di cui parliamo non è quello della ricarica telefonica sbagliata, in cui il cliente oppure l’addetto della ricevitoria ha errato la digitazione del numero telefonico sulla tastiera; si tratta dell’ipotesi, meno frequente ma più grave, della ricarica che, seppur correttamente pagata e indirizzata all’utenza giusta, non è stata accreditata sul traffico residuo. Che fare in questi casi?

Ebbene, se si è certi di non aver commesso alcun errore, e quindi il numero di telefono verso cui è stata indirizzata la ricarica è giusto, allora la responsabilità del disservizio è sicuramente della compagnia telefonica.

Se il cliente paga ma non ottiene il servizio, allora si tratta di un vero e proprio inadempimento contrattuale. Come tale, fa sorgere una responsabilità civile in capo alla compagnia telefonica che, pur avendo ricevuto il pagamento, non ha adempiuto al proprio obbligo, cioè quello di accreditare quanto versato dal cliente.

Vediamo allora concretamente che fare in caso di ricarica telefonica non arrivata.

Ricarica telefonica non arrivata: cosa fare?

In caso di ricarica telefonica non arrivata, prima di adire le vie legali è opportuno proporre un reclamo direttamente alla compagnia telefonica che, pur avendo ricevuto il pagamento, non ha accreditato il traffico. Per fare ciò è possibile chiamare il numero dedicato ai clienti oppure effettuare la segnalazione accedendo direttamente al sito Internet, all’interno dell’area dedicata alla propria pagina personale. In alternativa, è possibile inviare un’e-mail all’indirizzo della società di telefonia mobile.

In genere, il disguido si risolve bonariamente, nel senso che la società, una volta verificato che il pagamento è stato effettivamente eseguito (ecco perché è fondamentale avere con sé la ricevuta), provvede a riparare al proprio errore.

Nel caso in cui la compagnia telefonica non dovesse rispondere al reclamo, allora non resta che inviare una formale diffida tramite raccomandata alla sede legale (oppure una pec, che ha lo stesso valore della raccomandata a/r).

La diffida può essere redatta direttamente dall’utente oppure da un avvocato. Il valore resta sempre lo stesso.

Si può disdire il contratto se la ricarica non arriva?

Se la ricarica telefonica non dovesse essere accreditata nemmeno dopo un formale reclamo e una diffida scritta, allora si può chiedere la risoluzione del contratto.

In altre parole, a fronte del mancato adempimento della compagnia telefonica è possibile svincolarsi dal contratto senza dover pagare penali o altri costi. Anzi: la risoluzione dà sempre diritto al risarcimento del danno, oltre che al rimborso dei costi sostenuti a causa dell’inadempimento.

Dunque, il cliente che ha pagato inutilmente la ricarica può:

  • recedere dal contratto;
  • chiedere la restituzione dell’importo pagato per la ricarica;
  • chiedere il rimborso delle spese sostenute (costo della diffida, ecc.);
  • domandare il risarcimento dei danni (se ci sono stati).

Il risarcimento potrebbe ad esempio consistere nel disagio causato dal fatto di rimanere senza traffico per alcuni giorni e, di conseguenza, non aver potuto usufruire del servizio telefonico. Quando il credito è scaduto e non è rinnovato, infatti, la compagnia disattiva i servizi offerti (Internet, chiamate, ecc.), impedendo di fatto l’utilizzo dello smartphone.

Si pensi alla persona che avrebbe avuto bisogno di telefonare urgentemente per concludere un affare e che, a causa del mancato accredito della ricarica, si è vista sfumare l’unica occasione che aveva.

Infine, occorre fare una precisazione. Per legge, la risoluzione del contratto può essere chiesta solo se l’inadempimento non ha scarsa importanza, avuto riguardo all’interesse dell’altra parte [1].

In pratica, il Codice civile impedisce di cancellare un contratto se l’inadempimento è di poco rilievo, anche in considerazione delle esigenze della parte che, invece, inadempiente non è.

Nel caso di ricarica telefonica non arrivata, si tratta in genere di pochi euro. Pertanto, il giudice potrebbe ritenere ingiustificata la risoluzione chiesta dal cliente. Dunque, prima di agire in giudizio per la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni, è sempre bene considerare questi due aspetti:

  • l’importo perso con la ricarica non arrivata. Una ricarica di 50 euro potrebbe essere considerata di importo rilevante, al contrario di una di 10 euro;
  • il danno effettivamente causato al cliente.

note

[1] Art. 1455 cod. civ.

Autore immagine: canva.com/


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