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Cessione di azienda: la sorte del decreto ingiuntivo contro il cedente

22 Mag 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 Mag 2014



Ho ottenuto un decreto ingiuntivo contro una società che, tuttavia, nelle more del ricorso ha ceduto un ramo d’azienda. Posso utilizzare il provvedimento del giudice contro il cedente per pignorare beni del cessionario?

La risposta è da ricercarsi tanto nelle norme di legge sulla cessione di azienda quanto in una lettura del contratto che ha disposto la cessione del ramo d’azienda nel caso specifico.

Nella cessione d’azienda – intesa quale contratto di trasferimento dell’insieme dei beni organizzati per l’esercizio dell’impresa – si riscontra il principio secondo il quale il cessionario è responsabile, in via solidale col cedente, del pagamento dei debiti: il creditore, cioè, può agire per recuperare l’intera somma, tanto nei confronti dell’uno che dell’altro, salvo il diritto del debitore effettivamente escusso di richiedere all’altro la sua quota. Ciò avviene alla duplice condizione che si tratti di trasferimento di azienda commerciale e che i debiti suddetti risultino dai libri contabili obbligatori del cedente [1].

L’iscrizione dei debiti nei libri contabili obbligatori è vero e proprio elemento costitutivo della responsabilità dell’acquirente dell’azienda: vista l’eccezionalità della norma in parola infatti, le risultanze contabili non possono essere sostituite dalla conoscenza dei debiti da parte dell’acquirente ricavata in qualsiasi altro modo.

Questo da un punto di vista sostanziale. Tuttavia ci si potrebbe chiedere che fine fa il provvedimento giudiziale di condanna, come ad esempio il decreto ingiuntivo ottenuto contro colui che, nel frattempo, ha ceduto un ramo d’azienda (ossia un’articolazione dell’impresa stessa dotata di particolare autonomia): può essere utilizzato per pignorare i beni dell’acquirente oppure no?

La giurisprudenza ha risposto a questa domanda in senso positivo, affermando che il titolo esecutivo formato contro il cedente dell’azienda è opponibile anche al cessionario. [2].

Tuttavia il creditore che intende agire esecutivamente contro l’acquirente dell’azienda nel frattempo ceduta deve sempre controllare il tenore letterale del contratto di trasferimento per verificare che il proprio credito si riferisca a un’obbligazione rientrante nell’oggetto del contratto. In caso contrario infatti egli potrà continuare a utilizzare il decreto ingiuntivo di condanna esclusivamente contro l’originario venditore [3].

note

[1] Art. 2560 comma 2° cod. civ.

[2] V. art. 111 comma 4° cod. proc. civ. e in giurisprudenza Cass. 12.03.2013 n. 6107, Cass. sent. n. 23936/07 e Cass. 10676/08 entrambe queste ultime richiamate in Trib. Latina 25.09.2012

[3] Trib. Bologna sent. n. 748/2011


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