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Interrogatorio di garanzia: entro quando va comunicato?

15 Gennaio 2022 | Autore:
Interrogatorio di garanzia: entro quando va comunicato?

Lede il diritto di difesa l’invio dell’avviso all’avvocato solamente il giorno precedente?

La legge consente di privare della libertà anche i soggetti che non sono stati ancora condannati in via definitiva. In pratica, anche chi è solo in attesa di giudizio può finire dietro le sbarre oppure può essere costretto a sopportare alcune limitazioni della propria libertà personale, come ad esempio gli arresti domiciliari. Ciò accade quando il giudice ordina l’applicazione di una misura cautelare in attesa della definizione del processo. Con questo articolo ci concentreremo su un particolare aspetto di questa vicenda: vedremo cos’è l’interrogatorio di garanzia e se è legittimo l’avviso il giorno prima.

L’interrogatorio di garanzia è obbligatoriamente previsto dalla legge ogni volta che il giudice ha deciso di applicare una misura cautelare. Le misure cautelari sono quei provvedimenti che incidono sulla libertà del soggetto accusato di un reato che, però, non è stato ancora ritenuto responsabile in base a una sentenza definitiva. In casi del genere, la legge prevede che il giudice debba verificare accuratamente se la misura inflitta all’indagato/imputato sia legittima o meno. Proprio a questo serve l’interrogatorio di garanzia. Una sentenza della Cassazione ha stabilito se è legittimo l’avviso dell’interrogatorio di garanzia notificato solo il giorno prima. Approfondiamo questo argomento.

Cos’è l’interrogatorio di garanzia?

L’interrogatorio di garanzia è quello a cui si sottopone la persona raggiunta da una misura cautelare. Come detto in apertura, infatti, chi è indagato per aver commesso un reato potrebbe subire una restrizione della propria libertà anche se non è stato condannato.

L’interrogatorio di garanzia, quindi, è quello che si svolge davanti al giudice dopo che è stata inflitta una misura cautelare personale, cioè un provvedimento che limita la libertà personale (tipo gli arresti domiciliari o la custodia in carcere, per intenderci).

Interrogatorio di garanzia: a cosa serve?

L’interrogatorio serve al giudice per poter verificare la legittimità della misura appena inflitta.

L’interrogatorio di garanzia mette a diretto contatto il giudice che ha emesso la misura cautelare con il soggetto che l’ha subita, in modo tale che quest’ultimo possa raccontare la sua versione dei fatti e il giudice possa decidere se confermare le restrizioni oppure eliminarle.

Se, ad esempio, una persona è stata raggiunta da un’ordinanza cautelare che impone gli arresti domiciliari perché c’è il pericolo di inquinamento delle prove, ma il giudice, dopo l’interrogatorio, ritiene che tale timore non vi sia, allora il giudice stesso potrà decidere di revocare la misura, oppure di sostituirla con una meno afflittiva.

Interrogatorio di garanzia: come funziona?

La legge dice che, entro cinque giorni dall’esecuzione della custodia cautelare in carcere, oppure entro dieci se si tratta di un’altra misura cautelare personale (tipo l’obbligo di dimora, il divieto di espatrio, ecc.), il giudice che ha disposto la misura è tenuto a procedere all’interrogatorio della persona sottoposta a restrizione [1]. È escluso, quindi, l’interrogatorio di garanzia nel caso di misura reale, cioè di sequestro.

Nel caso in cui questi termini non siano rispettati, la misura si intende estinta e l’individuo che ne era destinatario riacquista appieno i suoi diritti e la sua libertà. La legge, tuttavia, consente al giudice, in casi eccezionali, di rinviare l’interrogatorio mediante decreto.

L’interrogatorio di garanzia è condotto dal giudice che ha disposto la misura cautelare; hanno diritto di presenziare sia il magistrato del pubblico ministero che il difensore della persona attinta dal provvedimento restrittivo. Nel caso in cui il giudice, anche all’esito delle dichiarazioni rese dall’interrogato, dovesse ritenere di modificare la misura cautelare in una meno afflittiva, o addirittura dovesse ritenere inesistenti le esigenze cautelari, provvede a modificare la misura ovvero a revocarla del tutto.

Interrogatorio garanzia: è legale l’avviso solo il giorno prima?

Il giorno in cui si terrà l’interrogatorio di garanzia deve ovviamente essere comunicato all’indagato e al suo difensore. Entro quanto tempo? Cosa succede se l’avviso dell’interrogatorio di garanzia dovesse essere notificato con un solo giorno di anticipo?

Secondo la Corte di Cassazione [2], poiché la legge non dice nulla sul punto, l’avviso che fissa l’interrogatorio di garanzia può essere notificato anche un solo giorno prima, purché sia garantita l’effettività della difesa.

Nello specifico, per stabilire se un solo giorno di anticipo è sufficiente, bisognerà valutare:

  • la distanza tra il luogo ove il difensore svolge la sua attività professionale e quello dove si svolge l’interrogatorio;
  • i collegamenti disponibili per coprire tale distanza;
  • il tempo intercorrente tra l’avviso e l’atto;
  • la diligenza del difensore nel chiedere un differimento correlato a concrete e allegate difficoltà di presenziare personalmente all’atto e all’impossibilità di nominare sostituti.

Se tali elementi lo giustificano, è anche possibile dare l’avviso dell’interrogatorio di garanzia il giorno prima del suo svolgimento.

La Corte di Cassazione ha dunque espresso il seguente principio: non lede il diritto di difesa l’invio dell’avviso dell’interrogatorio di garanzia all’avvocato il giorno precedente.

L’eventuale necessità della difesa di consultare gli atti depositati in maniera più approfondita può essere comunque salvaguardata presentando un’istanza di differimento dell’interrogatorio, che comunque dovrà avvenire entro il termine di cinque o dieci giorni dall’applicazione della misura cautelare, come visto in precedenza.


note

[1] Art. 294 cod. proc. pen.

[2] Cass., ord. n. 26343/2020.

Autore immagine: canva.com/


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