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Aiuti per pagare la badante

2 Agosto 2021 | Autore:
Aiuti per pagare la badante

Contributi da 300 euro al mese per l’assistenza di chi diventa non autosufficiente e bonus per le sostituzioni dei lavoratori domestici.

Arrivano dei nuovi benefici per le persone non autosufficienti che necessitano di un’assistente familiare: gli aiuti per pagare la badante non si limitano più al solo assegno di accompagnamento, ma riguardano anche i datori di lavoro domestico che diventano non autosufficienti o che devono sostituire l’assistente familiare che va in maternità.

I due nuovi aiuti, però, sono rivolti esclusivamente ai datori che sono in regola con i contributi Cassacolf e che applicano il contratto collettivo nazionale per il lavoro domestico, siglato da Fidaldo e Domina con Cgil, Cisl, Uil e Federcolf.

Per quanto riguarda invece l’indennità di accompagnamento [1], o accompagno, ricordiamo che si tratta di una prestazione di assistenza riconosciuta dall’Inps agli inabili (invalidi civili totali, nella misura del 100%) che hanno persistenti difficoltà a camminare senza l’aiuto di un accompagnatore o a compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza. Una particolare indennità di accompagnamento spetta ad alcune categorie di non vedenti.

La prestazione economica viene erogata a prescindere dall’età e dal reddito del richiedente e ammonta a 522,10 euro mensili per 12 mensilità all’anno; per i ciechi civili assoluti, l’importo dell’indennità, che spetta ugualmente per 12 mensilità ogni anno, è di 938,35 euro al mese. Per approfondire: Assegno di accompagnamento 2021.

È importante non dimenticare, poi, le ulteriori agevolazioni economiche e fiscali per le famiglie con anziani non autosufficienti, come la detrazione delle spese di assistenza, la deduzione dal reddito dei contributi previdenziali per colf e badanti, la deduzione delle spese mediche e di assistenza specifica, i contributi del programma Home care premium Inps ed i benefici della Legge 104. Ne abbiamo parlato in Aiuti economici per gli anziani.

Ma vediamo ora quali sono i nuovi aiuti per pagare la badante.

Come funziona Cassacolf?

I nuovi aiuti per pagare la badante sono erogati da Cassacolf ai datori di lavoro domestico (cioè ai datori di lavoro di colf e badanti) che sono in regola con il versamento dei contributi a favore di questo ente. Ma che cos’è Cassacolf?

La Cassa Colf è un ente che assicura ai lavoratori domestici importanti prestazioni, ad esempio un’indennità in caso di ricovero: il versamento dei contributi a questa cassa è un obbligo stabilito dal contratto collettivo per il lavoro domestico.

Il valore del contributo contrattuale, fissato dal Contratto collettivo per il lavoro domestico, era, sino allo scorso anno, pari a 3 centesimi per ogni ora retribuita al dipendente, di cui 2 centesimi a carico del datore di lavoro e un centesimo a carico del dipendente.

Con il nuovo Ccnl per il lavoro domestico, per il 2021 i contributi da versare a Cassacolf sono passati da 3 a 6 centesimi per ciascuna ora lavorata nel trimestre, di cui 2 centesimi a carico del lavoratore e 4 centesimi a carico del datore.

Come chiarito dal contratto collettivo, i contributi di assistenza contrattuale hanno natura di retribuzione, per la quota a carico del datore: pertanto, se il datore non li versa, in aggiunta ai contributi Inps, rischia di vederseli chiedere un domani dal lavoratore, come se non avesse corrisposto parte della retribuzione spettante.

Ad oggi, sono moltissimi i datori di lavoro non in regola: su 920mila lavoratori domestici assunti regolarmente e censiti dall’Inps, quelli iscritti a Cassacolf sono soltanto 400mila. Anche se c’è chi applica contratti diversi da quello siglato da Fidaldo e Domina, bisogna considerare che il datore di lavoro deve comunque garantire al lavoratore benefici equivalenti.

Come si versano i contributi a Cassacolf?

Il versamento dei contributi alla Cassacolf deve essere effettuato esclusivamente in concomitanza con il pagamento trimestrale dei contributi previdenziali Inps.

I termini per il pagamento dei contributi, che devono essere versati trimestralmente, sono:

  • relativamente al primo trimestre: 1-10 aprile;
  • relativamente al secondo trimestre: 1-10 luglio;
  • relativamente al terzo trimestre: 1-10 ottobre;
  • relativamente al quarto trimestre: 1-10 gennaio.

I contributi possono essere versati utilizzando i bollettini Mav, inviati dall’Inps e precompilati con gli importi dovuti. Nel caso siano intervenute variazioni orarie, dal sito dell’Istituto, alla sezione Servizi online, è possibile indicare le variazioni e stampare un altro bollettino Mav con gli importi conformi.

Il datore di lavoro deve inserire sull’apposito bollettino il codice F2 nel campo denominato “C.org” e moltiplicando le ore retribuite nel trimestre per 6 centesimi: la cifra risultante deve essere aggiunta ai contributi previdenziali.

Quali sono gli aiuti per pagare la badante?

L’aumento dei contributi da versare a Cassacolf, dal 1° gennaio 2021, disposto con il rinnovo 2020 del contratto collettivo del lavoro domestico, offre delle nuove prestazioni, per la prima volta, anche a vantaggio dei datori di lavoro.

Tra i nuovi benefici per i datori, validi dal 1° luglio 2021, vi sono:

  • il rimborso per i costi della badante, da 300 euro al mese, per chi diventa non autosufficiente: questi contributi sono disponibili per 12 mesi;
  • un’indennità una tantum da 300 euro per aiutare le famiglie a pagare un sostituto quando la colf, la baby-sitter o la badante vanno in maternità.

Contributo per pagare la badante

Il datore di lavoro domestico che diventa non autosufficiente può ottenere, da Cassacolf, un rimborso spese da 300 euro al mese, che serve a coprire, almeno in parte, i costi di una badante.

I requisiti per accedere al contributo da 300 euro mensili sono i seguenti:

  • essere iscritti a Cassacolf ed in regola con i versamenti della contribuzione alla cassa: per essere in regola è necessario aver versato i contributi a Cassacolf, con continuità, nei quattro trimestri precedenti;
  • l’interessato deve risultare iscritto a Cassacolf:
    • in condizioni di autosufficienza, al momento dell’iscrizione;
    • anteriormente al compimento dei 67 anni: in pratica, se l’interessato ha già compiuto 67 anni e non è mai stato iscritto a Cassacolf, anche se diventa non autosufficiente successivamente, non può avere il contributo; può essere beneficiario, invece, chi risulta già presente nell’anagrafica di Cassacolf, anche se versa contributi per un altro lavoratore domestico.

Contributo per pagare la sostituta colf, badante, babysitter

Cassacolf riconosce anche un’indennità una tantum da 300 euro per aiutare le famiglie a pagare un sostituto quando la colf, la baby-sitter o la badante vanno in maternità.

L’aiuto per la sostituzione della lavoratrice domestica-assistente familiare che va in maternità è erogato:

  • se l’interessato è in regola con i versamenti Cassacolf;
  • se la sostituta o il sostituto risultano assunti regolarmente, anche con un rapporto di breve durata.

Aiuti a colf e badanti con il Covid

Cassacolf riconosce, infine, sino al 31 ottobre 2021, delle indennità per i lavoratori domestici colpiti dal Covid o costretti a restare in quarantena:

  • un’indennità di mille euro per chi è ricoverato in ospedale a causa del Covid;
  • un’indennità da 30 euro al giorno, fino a 10 giorni, per coprire i periodi di assenza dovuti al Covid.

A questo proposito, ricordiamo che il lavoratore domestico ha diritto a un massimo di 15 giorni di malattia retribuita. Durante il periodo di comporto, per la precisione, il datore di lavoro è obbligato a corrispondere alla colf la retribuzione globale di fatto per un massimo di:

  • 8 giorni complessivi nell’anno, per anzianità di servizio fino a 6 mesi;
  • 10 giorni complessivi nell’anno, per anzianità di servizio da 6 mesi a 2 anni;
  • 15 giorni complessivi nell’anno per anzianità di servizio oltre i 2 anni.

La domanda d’indennità va presentata entro 12 mesi dal contagio.


note

[1] L. 18/1980.

Autore immagine: pixabay.com


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