Senza vaccino, niente lavoro e niente stipendio

3 Agosto 2021 | Autore:
Senza vaccino, niente lavoro e niente stipendio

Ormai, l’orientamento dei tribunali è chiaro: chi rifiuta il siero anti-Covid rischia la sospensione e la mancata retribuzione.

I giudici lo ribadiscono per l’ennesima volta: chi non vuole immunizzarsi contro il Covid rischia di rimanere a casa sospeso dal lavoro e dalla retribuzione. Insomma: niente vaccino, niente stipendio. Questa volta è il tribunale di Roma [1] a dare ragione ad un’azienda che ha congelato il rapporto di lavoro di una donna restia a fare la vaccinazione.

L’orientamento dei giudici capitolini è quello già espresso in passato dai colleghi di altre città: se un datore di lavoro lascia a casa senza retribuzione un dipendente che non vuole vaccinarsi, non si tratta di una sorta di ritorsione o, come sosteneva la lavoratrice romana, di un provvedimento disciplinare adottato per il solo fatto di avere rifiutato il siero contro il coronavirus. Si tratta – insiste il tribunale – di una misura che si rende necessaria quando non ci sono altre mansioni a cui destinare un lavoratore che non vuole vaccinarsi e che, non risultando dalla visita medica aziendale «idoneo a stare a contatto con la clientela», deve per forza rimanere a casa. Logicamente, non prestando alcuna attività lavorativa, non ha diritto allo stipendio.

Un comportamento «doveroso», dunque, quello del datore di lavoro che agisce in questo modo, «stante la parziale inidoneità alle mansioni», si legge nella sentenza. Anzi: il titolare dell’azienda «è obbligato a sospendere in via momentanea il dipendente dalle mansioni a cui è addetto, ai sensi dell’art. 2087 del Codice civile».

Che cosa dice l’articolo 2087 del Codice civile? Dice che l’imprenditore è tenuto «ad adottare tutte quelle misure di prevenzione e protezione che sono necessarie a tutelare l’integrità fisica dei lavoratori». Per il tribunale, in questo concetto rientra il potenziale rischio di contagio rappresentato da chi rifiuta il vaccino.

Non solo: il Testo unico sulla Sicurezza [2] pone in capo al lavoratore delle responsabilità ben precise in questa materia. Si legge: «Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro».

In sintesi: se il lavoratore non vuole vaccinarsi ma pretende di lavorare, viola il principio stabilito dal Testo unico sulla Sicurezza. Di conseguenza, il datore è tenuto a sospenderlo dall’attività. E, come ricorda la sentenza capitolina richiamando la giurisprudenza in merito, «se le prestazioni lavorative vengono vietate dalle prescrizioni del medico competente con conseguente legittimità del rifiuto del datore di lavoro di ricevere, lo stesso datore di lavoro non è tenuto al pagamento della retribuzione».

Recentemente, anche il tribunale di Modena si è espresso in questa direzione [4] citando la direttiva europea che, nel giugno 2020, ha incluso il Covid tra gli agenti biologici contro i quali è necessario tutelare gli ambienti di lavoro [5]. Da qui – sostiene il giudice emiliano – il dovere che incombe sul datore di tutelare il personale anche dal rischio coronavirus, contro il quale la mascherina non basta come misura di protezione. In altre parole: chi è a contatto con il pubblico o lavora in spazi ridotti accanto ai colleghi può essere sospeso dal lavoro e dalla retribuzione in caso di mancata vaccinazione, poiché – conclude il tribunale modenese – il diritto alla libertà di autodeterminazione deve essere bilanciato con altri diritti costituzionali come quello alla salute degli altri (clienti, dipendenti, collaboratori) e con il principio di libera iniziativa economica [6].


note

[1] Trib. Roma sent. n. 18441/2021.

[2] D.lgs. n. 81/2008.

[3] Cass. sent. n. 7619/1995.

[4] Trib. Modena sent. n. 2467/2021.

[5] Direttiva Ue n. 2020/739.

[6] Art. 41 Costituzione italiana.


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13 Commenti

  1. Secondo me non devono fare un discorso generico. Valesse per i sanitari, per i dipendenti pubblici a contatto con i cittadini, quindi a coloro che sono sempre in contatto con gente diversa, Non possono pretendere la vaccinazione a chi si è trovato dall’oggi al domani con lo smart working

    1. purtroppo mancano le basi scientifiche su questa misura che risulta liberticida, se solo si degnassero di vedere i dati dei paesi in cui si è vaccinato di più, si comprenderebbe che questi vaccini sperimentali non sono la soluzione e ci si focalizzerebbe sulle cure veramente efficaci

  2. Dopo tutto questo, ancora non è scoppiata la rivoluzione? i dittatori “ascoltano” una sola ragione.

  3. Il datore di lavoro fa bene ad agire così ma è la legge che è sbagliata: non deve essere richiesto nessun vaccino per accedere al posto di lavoro, i motivi sono noti e non sto a ripeterli.

  4. Nell’attuale scenario pandemico il legislatore avrebbe potuto optare, con riferimento alla generalità della popolazione, per la tecnica dell’obbligatorietà della vaccinazione, “diminuendo” il diritto di libertà di tutti con una “disposizione di legge” adottata entro “i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Invece, lo stesso legislatore ha introdotto una importante distinzione tra la generalità della popolazione (anche lavoratrice) e gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori d’interesse sanitario e, per la prima categoria di persone, ha optato per la tecnica della raccomandazione della vaccinazione, la quale esprime maggiore attenzione per l’autodeterminazione individuale, anche se è pur sempre indirizzata allo scopo di ottenere la migliore salvaguardia della salute come interesse (anche) collettivo. Se ne deve dedurre che, per espressa volontà legislativa, ciascun individuo conserva oggi la libertà di farsi (e non farsi) vaccinare contro la malattia causata dal nuovo coronavirus SARS-COV-2 (art. 32 Cost.) e che solo gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario sono obbligati ad acconsentire al trattamento (art. 4 del d.l. n. 44/2021).

  5. Ho avuto una dissecazione aortica ed ho una valvola meccanica…sono soggetto a trombosi….voglio vedere se lo Stato mi può imporre di rischiare al 95% la morte per il vaccino o rischiare di prendere il Coronavirus…..Non tutti al 100% possono essere vaccinati….In ogni caso questo vaccino è sperimentale e come già visto i vaccinati lo stesso stanno prendendo il virus….quindi? E’ come la roulette russa…premi il grilletto…ti può andare bene ma c’è chi ha alta possibilità che gli vada male…

  6. NESSUNO NON HA IL DIRITTO D OBBLIGARMI A VACCINARMI . DECIDO IO COME DISPORRE IL MIO CORPO. PER DI PIU NEL CASO IN CUI LA MIA SALUTE MANIFESTA DEI DISTURBI DI MA INIZIATIVA MI RIVOLGO DAL MEDICO. LA FAVOLA DELLA PSEUDO PANDEMIA ,ORA CHE LA C HIUDIAMO . UN AVVOCATO IN RICERCA PER CONSEGNARE DENUNCIA

  7. Ma se si stanno contagiando persone vaccinate!!!! Il giudice ha sbagliato! Il vaccino non crea sicurezza nel luogo di lavoro!! È una balla colossale senza base scientifica!!! Gli stessi medici che lo propongono affermano che il vaccino non difende ne se ne gli altri dal contagio…. Soprattutto delle varianti che il vaccino stesso ha creato!!!! Siate seri!

    1. Ok si contagiano anche le persone vaccinate, ma almeno non si beccano il virus in forma grave ed i sintomi sono davvero lievi. Lo dico perché conosco una persona vaccinata e contagiata post vaccino senza avere ripercussioni sulla salute, Ma se tutti ci vaccinassimo, pur prendendo il virus, non dovremmo finire in ospedale e dovremmo allora evitare la diffusione del contagio

      1. mi dispiace ma quello che affermi è solo la tua esperienza soggettiva, io conosco persone che si sono vaccinate non si sono mai sentite così male e non intendono farsi altre dosi, quello che viene raccontato è molto discutibile e non tiene conto della realtà, basta controllare i dati ufficiali europei (EUDRAVIGILANCE) per comprendere che i danneggiati da vaccini covid ci sono eccome e in un numero inquietante ancora al 9 luglio i morti erano 17503 i reriti circa 1,7 milioni (di cui 50% gravi) trovo che sia gravissimo che questi dati non vengono divulgati e anche questo sito non coglie l’occasione per farne un articolo, ci sono in ballo vite umane, ma non avete una coscienza?

  8. Hanno reso obbligatoria la somministrazione di una sostanza che è ancora sperimentale, preferendo privilegiare la esigenza di sostenere l’economia, piuttosto che il diritto alla salute. Un popolo malato non aiuterà l’economia!
    Io aspetterei qualche anno prima di rendere obbligatorio il vaccino e confido che la scienza onesta possa rendere noti liberamente tutti i dati che può raccogliere (anche quelli che potenzialmente sono contro la produzione di sostanze da parte di multinazionali poco inclini alla tutela della salute, ma più vocate alla produzione di profitto).

  9. come si pretende dal lavoratore il rispetto di questa norma autoritaria, con addirittura la sospensione anche della retribuzione, (mi domando), quale sanzione al datore di lavoro che non applica tutte le norme riguardo alla tutela della salute. Se il lavoratore viene contagiato sul luogo di lavoro per negligenza del datore di lavoro cosa rischia!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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