Diritto e Fisco | Articoli

Successione: se un erede muore prima a chi va l’eredità?

2 Novembre 2021 | Autore:
Successione: se un erede muore prima a chi va l’eredità?

Chi ha diritto a prendersi la quota di patrimonio nel caso in cui l’avente diritto manchi prima dell’apertura dell’iter successorio?

Marito, moglie, tre figli, cinque nipoti. Ecco l’albero genealogico della famiglia di Mario Rossi, il quale, quel giorno che sempre si augura il più lontano possibile, lascerà il suo patrimonio alla moglie e ai figli, in base alle rispettive quote. Questo è ciò che chiunque si aspetterebbe. Ma quando ancora non è stata aperta la successione, se un erede muore prima a chi va l’eredità? Cioè, se il buon Mario è in vita quando, invece, è uno dei figli a mancare, dove finisce la quota di quest’ultimo?

Volendo essere precisi, la domanda da porsi non è a chi va l’eredità ma a chi va il diritto di accettarla o meno al posto della persona che avrebbe dovuto ricevere la sua parte. Va ricordato, infatti, che quando si parla di successione non si deve dare per stabilito che un erede si prenda la quota che gli spetta: può darsi che il signor Mario lasci più debiti che beni e che l’affare non risulti tale. Ecco perché il Codice civile ipotizza il caso che «il chiamato all’eredità muoia senza averla accettata». In qualsiasi circostanza, chi deve accettare o rifiutare l’eredità se un erede muore prima? A chi va questo diritto?

Successione: a chi spetta l’eredità?

Vediamo, innanzitutto, a chi spetta l’eredità secondo la legge. Che ci sia o meno un testamento, in cima alla lista ci sono gli eredi legittimari, cioè quelli che hanno la priorità sui beni (e, purtroppo per loro, anche sui debiti) lasciati dal defunto. Si tratta del coniuge (anche separato, purché non con addebito), dei figli e, in assenza di questi ultimi, degli ascendenti, vale a dire dei genitori. A loro va sempre e comunque una quota anche se ci dovesse essere un testamento che non li cita, a meno che subentri l’indegnità, come nel caso del coniuge con l’addebito di separazione.

Può capitare che il defunto abbia lasciato un testamento e che una parte dell’eredità vada ad altri soggetti, che si tratti di persone fisiche o di enti e persone giuridiche. Ciò non impedisce, però, ai legittimari di avere la loro parte.

Successione: quando viene aperta?

Il momento dell’apertura della successione è rappresentato dalla morte della persona cara. In quell’istante, gli eredi subentrano nei diritti del defunto nelle situazioni che non si estinguono con il decesso, vale a dire nei rapporti giuridici di natura patrimoniale come crediti, debiti, contratti ancora in essere, ecc. I diritti di natura personale (alla libertà, alla riservatezza o all’onore, per citarne alcuni) scompaiono insieme al soggetto.

A quel punto, tocca prendere la decisione cruciale: accettare o rifiutare l’eredità. Nel primo caso, gli eredi manifestano la volontà di prendersi carico dei beni e dei debiti del defunto. Se questi ultimi dovessero prevalere (o essere l’unico lascito a disposizione degli eredi), è possibile rinunciare, come ti abbiamo spiegato nell’articolo “Rinuncia eredità dopo la successione“.

Successione: chi subentra se un erede muore prima?

Se il chiamato all’eredità muore prima e, per ovvi motivi, non può succedere, si verifica la nuova chiamata a favore di altro soggetto nei seguenti casi:

  • per sostituzione testamentaria, se il defunto nel testamento ha indicato un altro soggetto al suo posto;
  • per rappresentazione in determinati casi e per determinati soggetti;
  • per accrescimento tra coeredi.

Se non si verificano queste ipotesi, si apre la successione legittima.

La chiamata per rappresentazione avviene se:

  • il primo chiamato (cioè l’erede deceduto prima della successione) ha dei discendenti, legittimi o naturali. È il caso dei nipoti del defunto (figli del figlio che muore prima della successione);
  • il chiamato premorto è figlio legittimo del defunto, oppure adottivo, legittimato o naturale. Può anche essere sorella o fratello del defunto o discendente della sorella e del fratello del defunto.

A queste due condizioni, i rappresentanti, cioè i soggetti che discendono dall’erede morto prima del testatore, subentrano a seconda del grado di parentela con il loro ascendente e senza alcun limite di grado. Significa che le regole della successione proseguono all’infinito.

In conclusione: se un erede muore prima della successione, il diritto di accettare l’eredità viene trasmesso ai suoi eredi insieme al patrimonio ereditario.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube