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Cani in condominio: come rimediare ai rumori?

4 Settembre 2021
Cani in condominio: come rimediare ai rumori?
Abito in un  condominio. Il mio problema è l’abbaiare continuo dei due cani che vivono sotto il mio appartamento. Mio figlio soffre di algia facciale atipica e sono mesi che vive chiuso. Esiste uno strumento di tipo legale che possa permettere immediatamente di disporre l’allontanamento di questa fonte di disturbo?

Per quanto Lei non la consideri una soluzione risolutiva, l’azione processuale è l’unica via per ottenere un provvedimento che possa imporre ai proprietari dei cani di assumere delle condotte tali da evitare il disturbo della quiete pubblica e, al contempo, salvaguardare la salute di Suo figlio.

Immagino che il regolamento del condominio non disponga il divieto di tenere animali in condominio e, quindi, non vi è altra soluzione che l’azione giudiziaria.

Chiamare le forze dell’ordine, o qualsiasi altra autorità sanitaria/di pubblica sicurezza, non avrebbe alcun effetto, se non con l’avallo dei proprietari, che dovrebbero – spontaneamente – prendere le relative decisioni.

In mancanza di una loro collaborazione, solo il giudice (o una legge) ha il potere di imporre un’azione ai Suoi vicini.

Vista la delicatezza della situazione, potrebbe essere, dunque, utile presentare un ricorso d’urgenza, ai sensi dell’art.700 cod. proc. civ., secondo il quale chi ha fondato motivo di temere che durante il tempo occorrente per far valere il suo diritto in via ordinaria, questo sia minacciato da un pregiudizio imminente e irreparabile, può chiedere con ricorso al giudice i provvedimenti d’urgenza, che appaiono, secondo le circostanze, più idonei ad assicurare provvisoriamente gli effetti della decisione sul merito.

Tramite la produzione: del certificato medico di Suo figlio e dei video che attestano i rumori quotidiani degli animali, divenuti intollerabili, potrà ottenere un provvedimento d’urgenza, senza contraddittorio, da notificare al proprietario dei cani, onde ottenere la risoluzione immediata di quel problema.

Con quel provvedimento (che si potrebbe ottenere in una decina di giorni), allora, potrà invocare l’intervento delle forze dell’ordine che, constatato l’ordine del giudice, e la mancata collaborazione dei proprietari, potrà assumere provvedimenti anche di natura penale.

Ai sensi dell’art.388 del Codice penale, chiunque, per sottrarsi all’adempimento degli obblighi nascenti da un provvedimento dell’autorità giudiziaria, compie, sui propri o sugli altrui beni, atti simulati o fraudolenti, o commette allo stesso scopo altri fatti fraudolenti, è punito, qualora non ottemperi all’ingiunzione di eseguire il provvedimento, con la reclusione fino a tre anni o con la multa da euro 103 a euro 1.032.

Si applicano la reclusione da due mesi a due anni e la multa da euro 30 a euro 309 se il fatto è commesso dal proprietario su una cosa affidata alla sua custodia, e la reclusione da quattro mesi a tre anni e la multa da euro 51 a euro 516 se il fatto è commesso dal custode al solo scopo di favorire il proprietario della cosa.

Nel mentre, potrà pure denunciare i proprietari per il reato di cui all’articolo 659 del Codice penale (disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone), la cui norma impone ai padroni degli animali di “impedirne lo strepito”, senza che possa essere invocato, in senso contrario, un “istinto insopprimibile” ad abbaiare dell’animale per sostenere l’insussistenza del reato (Cassazione penale, sez. III, 20/10/2016, n. 54531).

In conclusione, il mio consiglio è quello di provvedere in concomitanza, anche alla luce della salvaguardia immediata della salute di Suo figlio:

  • ad un’intimazione tramite legale con la quale invitare entro 24 ore dal ricevimento i proprietari a trovare una soluzione che possa porre fine a quella molestia sonora;
  • dopo due giorni avviare un ricorso d’urgenza;
  • presentare una querela ai sensi dell’art.659 cod. pen. per disturbo del riposo.

Quelle sopra elencate sono le azioni più adatte e veloci per Lei e per la tutela di Suo figlio.

Credo proprio che i proprietari, alla luce di questa Sua determinazione, non potranno far altro che trovare un rimedio a quell’insopportabile abbaiare.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla



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