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Il delitto di frode informatica

3 Novembre 2021 | Autore:
Il delitto di frode informatica

Alterazione di un sistema informatico o telematico al fine di trarne profitto: cosa sono e come sono puniti i raggiri in Internet e sul pc?  

La truffa commessa tramite Internet, sistemi informatici o telematici, assume un nome ben preciso: quello di frode informatica. Come vedremo, si tratta del delitto commesso da coloro che cercano di trarre un guadagno sfruttando il malfunzionamento (da loro causato) di un dispositivo come un computer o un router. È il classico reato commesso dagli hacker o da quanti, avendo dimestichezza con la tecnologia, riescono ad imbrogliare le vittime alterando il funzionamento di software e apparecchiature. Trattandosi di crimine sempre più diffuso, è importante conoscere il delitto di frode informatica.

Con questo articolo vedremo qual è la sanzione prevista dalla legge per i truffatori informatici, quando si commette reato, quando occorre la querela e quando invece si può procedere d’ufficio. Insomma: analizzeremo tutto ciò che c’è da sapere a proposito del delitto di frode informatica. Prosegui nella lettura se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più.

Frode informatica: cos’è?

Per legge, commette una frode informatica chi:

  • altera il funzionamento di un sistema informatico o telematico;
  • interviene senza diritto, con qualsiasi modalità, su dati, informazioni o programmi contenuti in un sistema informatico o telematico o ad esso pertinenti.

Il fine di queste condotte deve consistere nel procurare a a sé o ad altri un ingiusto profitto con danno altrui [1].

Ciò significa che danneggiare un sistema informatico (ad esempio, un insieme di dispositivi tra loro collegati che formano un database) per il solo piacere di arrecare un danno non costituisce frode informatica, ma un altro tipo di reato (per la precisione, quello di danneggiamento di sistemi informatici o telematici [2]).

Sistema informatico e sistema telematico: differenza

Al centro del delitto di frode informatica ci sono i sistemi informatici e telematici, oggetto materiale dell’azione illecita. Qual è la differenza tra un sistema informatico e uno telematico?

I sistemi informatici sono composti da computer ed elaboratori connessi tra loro fisicamente da cavi hardware per poter scambiarsi dati e informazioni.

I sistemi telematici, al contrario, sono formati da reti di elaboratori che non sono collegati in modo permanente tra loro da cavi e collegamenti fisici, ma che per comunicare tra loro utilizzano cavi telefonici, modulatori di toni, satelliti, canali televisivi o altro.

La telematica è l’informatica applicata alle telecomunicazioni. In pratica, oggi, parlare di telematica significa quasi sempre riferirsi al mondo di Internet.

In sintesi, possiamo dire che, mentre un sistema informatico è un dispositivo “fisico”, composto di elementi sia hardware che software (il classico computer con i programmi per il suo funzionamento, per intenderci), il sistema telematico si avvale della tecnologia che consente l’elaborazione a distanza di dati e la comunicazione tra dispositivi. In pratica, è un sistema telematico tutto ciò che si avvale di Internet (smartphone, pc, tablet, ecc.).

Esempi di frode informatica

Per comprendere meglio il delitto di frode informatica è il caso di proporre alcuni esempi tratti dalla giurisprudenza.

Secondo la Cassazione, commette frode informatica il gestore della sala giochi che, per evitare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate del flusso effettivo delle giocate e delle vincite totalizzate, modifica le slot machine e gli altri dispositivi per non pagare il tributo da versare allo Stato per ciascuna giocata [3].

Commette il delitto di frode informatica, chi, servendosi di una carta di credito falsificata e di un codice di accesso fraudolentemente captato in precedenza, penetri abusivamente nel sistema informatico bancario ed effettui illecite operazioni di trasferimento fondi [4].

Un altro esempio di frode informatica è rappresentato dalle tipologie di virus che hanno la finalità di carpire dati di accesso a servizi on-line al fine di ottenere profitti (come ad esempio “financial malware”, “trojan banking” e ransomware).

Frode informatica: com’è punita?

Il delitto di frode informatica è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 51 a 1.032 euro. In questo caso, il reato è procedibile a querela di parte, da sporgere entro tre mesi dal fatto.

Il Codice penale prevede dei casi in cui la frode informatica è perseguibile d’ufficio ed è punita con sanzioni più severe. Si tratta delle seguenti ipotesi:

  • se la frode è commessa a danno dello Stato o di un altro ente pubblico, oppure col pretesto di far esonerare taluno dal servizio militare, ovvero ancora se il fatto è commesso con abuso della qualità di operatore del sistema (è operatore di sistema colui che abbia un accesso privilegiato al sistema, grazie alla conoscenza delle sue caratteristiche di funzionamento, della password, ecc.), la pena è della reclusione da uno a cinque anni e della multa da 309 a 1.549 euro;
  • se la frode è commessa con furto o indebito utilizzo dell’identità digitale in danno di uno o più soggetti, la pena è della reclusione da due a sei anni e della multa da 600 a tremila euro.

note

[1] Art. 640-ter cod. pen.

[2] Art. 635-quater cod. pen.

[3] Cass., sent. n. 24634/2018.

[4] Cass., sent. n. 26229/2017.

Autore immagine: canva.com/


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