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Tardiva convocazione dell’assemblea del condominio

3 Novembre 2021 | Autore:
Tardiva convocazione dell’assemblea del condominio

Il condomino può annullare la delibera se riceve la comunicazione oltre il termine previsto dalla normativa.

Che succede se si riceve all’ultimo momento la comunicazione con cui si viene convocati alla riunione del condominio? Ben che vada, si fa finta di niente, si annullano eventuali impegni presi all’ultimo momento e si partecipa comunque. Nulla vieta, però, al destinatario della tardiva convocazione dell’assemblea del condominio di farci una questione di principio, soprattutto se si tratta di una delibera che lui non avrebbe mai appoggiato: agisce per vie legali e contesta la delibera per il ritardo nella comunicazione della convocazione. Lo può fare?

Il tribunale di Venezia è stato perentorio in una recente sentenza: i tempi previsti per la convocazione vanno rispettati, altrimenti il condomino ha perfettamente il diritto di far saltare ogni delibera. Non vale, secondo il giudice, chiedere del tempo per riconvocare l’assemblea e cambiare le carte in tavola. Vediamo perché.

I tempi di convocazione dell’assemblea

La normativa prevede che «l’assemblea non può deliberare, se non consta che tutti gli aventi diritto sono stati regolarmente convocati» [1]. Che significa? Il Codice civile lo spiega così:

«Se l’assemblea in prima convocazione non può deliberare per mancanza di numero legale, l’assemblea in seconda convocazione delibera in un giorno successivo a quello della prima e, in ogni caso, non oltre dieci giorni dalla medesima». E ancora: «L’avviso di convocazione, contenente specifica indicazione dell’ordine del giorno, deve essere comunicato almeno cinque giorni prima della data fissata per l’adunanza in prima convocazione, a mezzo di posta raccomandata, posta elettronica certificata, fax o tramite consegna a mano, e deve contenere l’indicazione del luogo e dell’ora della riunione o, se prevista in modalità di videoconferenza, della piattaforma elettronica sulla quale si terrà la riunione e dell’ora della stessa».

Vale la pena precisare quanto stabilito dalla giurisprudenza: quando si parla di cinque giorni, si intende che la comunicazione non solo deve partire ma deve anche arrivare al destinatario entro quel termine. Per fare un esempio: se l’assemblea è il giorno 20, l’avviso di convocazione deve essere nelle mani del condomino non più tardi del 15. Non vale, dunque, sostenere che la lettera è partita il 14 e ci ha messo tre giorni.

Quindi, cinque giorni. Ecco il preavviso con cui bisogna comunicare ad un condomino la data ed il luogo dell’assemblea e la piattaforma a cui collegarsi per seguire la riunione in videoconferenza. Inoltre, l’avviso dovrà essere accompagnato dall’ordine del giorno.

L’amministratore – precisa ancora il Codice civile – «ha facoltà di fissare più riunioni consecutive in modo da assicurare lo svolgimento dell’assemblea in termini brevi, convocando gli aventi diritto con un unico avviso nel quale sono indicate le ulteriori date ed ore di eventuale prosecuzione dell’assemblea validamente costituitasi».

Che succede se la comunicazione arriva in ritardo?

Non c’è spazio per molte interpretazioni: la tardiva comunicazione dell’assemblea del condominio, cioè l’avviso che giunge al destinatario con meno di cinque giorni di preavviso, comporta la possibilità di annullare la delibera dell’assemblea su istanza di chi è stato convocato in ritardo, che si trovi o non si trovi presente alla riunione.

Dice la normativa in questo caso: «Contro le deliberazioni contrarie alla legge o al regolamento di condominio, ogni condomino assente, dissenziente o astenuto può adire l’autorità giudiziaria chiedendone l’annullamento nel termine perentorio di 30 giorni, che decorre dalla data della deliberazione per i dissenzienti o astenuti e dalla data di comunicazione della deliberazione per gli assenti».

Sintetizzando: se la convocazione non arriva entro cinque giorni prima della data dell’assemblea, il condòmino può rivolgersi ad un tribunale per chiedere l’annullamento della delibera. Ha facoltà di farlo entro 30 giorni:

  • da quando ha ricevuto la comunicazione tardiva se non ha partecipato all’assemblea;
  • dalla data dell’assemblea se dissenziente o astenuto.

Attenzione: l’avvio dell’azione giudiziaria non produce effetti sulla delibera dell’assemblea fino a quando non arriva una disposizione in tal senso dal tribunale.

Tuttavia, il condominio ha facoltà di chiedere il differimento della causa per consentire all’assemblea di revocare o di annullare la delibera impugnata. In questo caso, il procedimento si chiude, con l’onere in capo al condominio delle spese legali.


note

[1] Art. 1136 cod. civ.

[2] Art. 66 disp. Attuazione cod. civ.

[3] Art. 1137 cod. civ.


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