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Figlio laureato: ha diritto al mantenimento?

6 Agosto 2021
Figlio laureato: ha diritto al mantenimento?

Il genitore separato deve corrispondere l’assegno per il figlio che ha terminato il ciclo di studi?

Da quando ti sei separato da tua moglie, vivi in un piccolo appartamento in affitto di appena 50 mq. Ogni mese, corrispondi al tuo figliolo di 28 anni un assegno di ben 450 euro. Tuttavia, ora che ha conseguito la tanto agognata laurea, vorresti che spiccasse il volo una volta per tutte. Di certo, non puoi aiutarlo per sempre. In questo articolo parleremo del figlio laureato: ha diritto al mantenimento? Cosa dice la legge?

Devi sapere che i genitori hanno l’obbligo di provvedere alla prole fino a quando non raggiungono una reale indipendenza economica grazie ad un lavoro stabile e ad uno stipendio adeguato. Tuttavia, la giurisprudenza ha chiarito più volte che il ragazzo, una volta terminato il ciclo di studi ed acquisite le competenze tecniche e professionali, deve essere attivo nella ricerca di un impiego in base alle opportunità offerte dal mercato, senza indugiare nell’attesa di un’occupazione che soddisfi le sue ambizioni. In buona sostanza, dopo l’università, occorre darsi da fare per rendersi autonomi il prima possibile.

Quando il figlio ha diritto al mantenimento?

Come ti ho già anticipato in premessa, i genitori devono provvedere al mantenimento dei figli in base alle proprie sostanze ed alla capacità di lavoro professionale o casalingo. Tale obbligo perdura anche dopo la separazione o il divorzio. In tal caso, uno dei due coniugi – vale a dire quello economicamente più forte – dovrà corrispondere all’altro una somma di denaro periodica in favore della prole.

Per stabilire l’entità dell’assegno di mantenimento al figlio bisogna tener conto, in particolare, delle sue esigenze attuali, del tenore di vita goduto durante la convivenza con i genitori e dei redditi di questi ultimi.

Figlio laureato: ha diritto al mantenimento?

Molti genitori dicono al proprio figlio maggiorenne «ti ho cresciuto, ti ho dato da mangiare e ti ho mandato a scuola. Adesso, devi sbrigartela da solo». Un ragionamento del genere, in realtà, non è completamente sbagliato. Peccato, però, che i tempi siano cambiati e che la generazione di oggi fatichi ad inserirsi nel mondo del lavoro, vuoi per la crisi economica vuoi perché il mercato richiede sempre più specializzazioni. Che fare allora? Mamma e papà devono mantenere il figlio maggiorenne fino a quando non avrà raggiunto una sua indipendenza economica.

In altre parole, anche un ragazzo laureato con un contratto a tempo determinato ha il diritto di essere mantenuto se lo stipendio percepito non è adeguato e si tratta di un lavoro precario. Tuttavia, il figlio non può vivere sulle spalle dei genitori in eterno. Secondo la giurisprudenza, infatti, una volta completati con profitto gli studi, bisogna attivarsi per cercare un impiego che, pur non andando a soddisfare in pieno le proprie ambizioni, consenta di raggiungere una certa autonomia. Ti faccio un esempio per farti capire meglio cosa intendo.

Marco si è laureato in filosofia. Il suo più grande sogno è quello di insegnare il pensiero dei grandi filosofi come Platone, Aristotele, ecc. Tuttavia, nonostante il voto di laurea molto alto, ancora oggi, è disoccupato e rifiuta qualsiasi tipo di lavoro che non riguardi l’insegnamento.

Ebbene, nell’esempio che ti ho riportato, Marco deve rimboccarsi le maniche per trovare un impiego che gli consenta di mantenersi dignitosamente. Questo vuol dire, in altri termini, che è bene accettare un lavoro che gli dia da mangiare, anche se non è in linea con il suo sogno di diventare un insegnante di filosofia.

Inoltre, la Corte di Cassazione ha ribadito che lo stato di disoccupazione del figlio non è più tollerabile una volta compiuti i 35 anni di età. Pensa, ad esempio, allo studente fuori corso da anni. In questa ipotesi, per ottenere il mantenimento da parte dei genitori occorre dimostrare che la mancanza di lavoro non dipenda dalla propria volontà.

Quindi, in sintesi, il figlio laureato e disoccupato di 35 anni deve provare, da un lato, la mancanza di indipendenza economica e, dall’altro lato, di essersi impegnato attivamente nello studio e nella ricerca di un lavoro stabile.

Mantenimento figlio laureato: quando può essere revocato?

A questo punto, ti è chiaro che il mantenimento nei confronti del figlio laureato perdura solamente se quest’ultimo dimostra di essersi adoperato per trovare un lavoro in base alle reali opportunità offerte dal mercato e di essere disoccupato per cause indipendenti dalla sua volontà. In altri termini, non bisogna indugiare nell’attesa di un impiego perfetto che soddisfi le proprie aspirazioni.

Inoltre, se il figlio si rende autosufficiente dal punto di vista economico, il genitore può rivolgersi al giudice per chiedere la revoca del mantenimento. Attenzione però: occorre fornire la prova che effettivamente il ragazzo lavora e percepisce una retribuzione adeguata. Spetta poi al giudice valutare se il reddito è sufficiente a far cessare l’obbligo di mantenimento nei confronti del ragazzo, tenendo conto anche dell’età, dell’effettivo conseguimento di un livello di competenza professionale e tecnica e dell’impegno nella ricerca di un’occupazione stabile [1].

Infine, va precisato che se il figlio abbandona il posto di lavoro senza un motivo valido, può pretendere dal genitore solamente gli alimenti, ossia un contributo economico per il suo sostentamento (sempre che versi in stato di bisogno).


note

[1] Cass. ord. n. 22240/2021 del 04.08.2021.

Autore immagine: pixabay.com


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