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Esonero contributivo avvocati

8 Agosto 2021 | Autore:
Esonero contributivo avvocati

Sgravio o riduzione del pagamento dei contributi per i liberi professionisti iscritti alla Cassa Forense: a chi spetta e come richiederlo.

La legge di Bilancio 2021 [1] prevede, a determinate condizioni, l’esonero parziale della contribuzione previdenziale e assistenziale dovuta dai liberi professionisti iscritti alle casse previdenziali professionali autonome, tra le quali la Cassa Forense. Come funziona l’esonero contributivo avvocati?

L’esonero parziale dal versamento dei contributi previdenziali dovuti per l’anno 2021, disciplinato del dettaglio da un decreto attuativo [2], riguarda, per gli iscritti alla Cassa Forense, i contributi soggettivi con scadenza nel 2021 (minimo soggettivo 2021 e autoliquidazione Irpef relativa all’anno 2020, sulla base dei dati indicati nel modello 5/2021), entro 3mila euro complessivi.

Ricordiamo che gli avvocati iscritti a Cassa forense sono obbligati a versare un contributo soggettivo di base, commisurato al reddito Irpef e determinato sulla base di scaglioni di reddito, con una misura minima predeterminata; sono inoltre obbligati al versamento di un contributo integrativo, corrispondente a una maggiorazione percentuale (normalmente pari al 4%) su tutti i corrispettivi rientranti nel volume annuale d’affari ai fini dell’Iva; infine, è dovuto un contributo per maternità.

Le domande di esonero contributivo possono essere inoltrate alla Cassa Forense a partire dalle ore 14 del 5 agosto 2021 e sino al 31 ottobre 2021, tramite accesso all’area riservata del sito istituzionale della gestione di previdenza. Se l’avvocato è iscritto presso più casse di previdenza, deve tener presente che l’istanza può essere presentata a un solo ente previdenziale e per una sola forma di previdenza obbligatoria. Ma procediamo con ordine.

Chi può richiedere l’esonero contributivo avvocati?

L’esonero contributivo può essere richiesto dagli iscritti a Cassa Forense prima del 1° gennaio 2021 che non risultino titolari:

  • di una pensione diretta erogata dalla stessa Cassa Forense o da un altro ente previdenziale, per l’intero periodo oggetto di esonero, cioè per il 2021; non sono considerate le pensioni d’invalidità;
  • di un contratto di lavoro dipendente, per il periodo oggetto di esonero (2021).

I beneficiari devono inoltre soddisfare, contemporaneamente, i seguenti requisiti:

  • aver percepito nel periodo d’imposta 2019 un reddito professionale Irpef non superiore a 50mila euro; questo requisito non si applica agli iscritti che hanno avviato l’attività nel corso del 2020;
  • aver subìto un calo del fatturato nell’anno 2020 non inferiore al 33% rispetto a quello dell’anno 2019; anche questo requisito non si applica agli iscritti che hanno avviato l’attività nel corso del 2020;
  • essere in regola con il versamento della contribuzione previdenziale obbligatoria; a questo proposito, è bene sapere che non è necessario produrre documenti attestanti la regolarità contributiva: il decreto Sostegni bis [3] prevede infatti la verifica della regolarità contributiva d’ufficio, da parte degli enti concedenti, a far data dal 1° novembre 2021; ai fini della verifica sono utili i versamenti effettuati entro il 31 ottobre 2021.

All’istanza devono essere allegati, a pena di inammissibilità, copia di un documento di identità in corso di validità e del codice fiscale.

Verifica della regolarità contributiva

La regolarità contributiva viene verificata d’ufficio dalla Cassa Forense a partire dal 1° novembre 2021.  Non è quindi necessario che l’avvocato richieda il Durc, cioè il documento unico di regolarità contributiva, per ricevere l’esonero.

In ogni caso, se lo desidera per altre finalità, l’iscritto può ottenere un certificato di regolarità contributiva dalla Cassa Forense, con contenuti analoghi a quelli previsti per il Durc rilasciato da Inps, Inail e Casse edili.

Che cos’è e come funziona il Durc Inps?

Il Durc, cioè il documento unico di regolarità contributiva, ha la funzione di attestare la regolarità della posizione previdenziale dell’impresa, dell’ente o del professionista presso l’Inps, l’Inail e la Cassa Edile (la regolarità verso la Cassa Edile deve essere verificata solo per le imprese del settore).

Questo documento è fondamentale per l’erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari e vantaggi economici, di qualunque genere, per gli appalti pubblici e nei lavori privati dell’edilizia, nonché per il rilascio dell’attestazione Soa (Società organismi di attestazione).

La verifica della regolarità contributiva riguarda i versamenti previdenziali dovuti dall’impresa in relazione:

  • ai lavoratori subordinati;
  • ai lavoratori impiegati con contratto di collaborazione coordinata e continuativa che operano presso il committente oggetto di verifica;
  • ai lavoratori autonomi, relativamente ai pagamenti scaduti sino all’ultimo giorno del secondo mese antecedente a quello in cui è effettuata la verifica, a condizione che sia scaduto anche il termine di presentazione delle relative denunce periodiche.

Come funziona il Durc di Cassa Forense?

La Cassa Forense non può produrre un certificato che abbia i contenuti e la validità del Durc Inps, per via della particolare normativa che disciplina la previdenza degli avvocati, nonché a causa della diversa natura dei contributi, delle modalità di versamento e del complesso meccanismo dell’efficacia dell’annualità ai fini pensionistici.

L’iscritto può comunque ottenere dalla Cassa Forense una certificazione di regolarità contributiva e dichiarativa) che la Cassa Forense, pur tenendo conto delle specifiche finalità del certificato, rende nel rispetto della normativa previdenziale forense e che, di fatto, riproduca contenuti analoghi a quelli previsti per il Durc.

Come si richiede il Durc di Cassa Forense?

Per richiedere la certificazione di regolarità contributiva, l’interessato deve utilizzare la specifica procedura, disponibile nella sezione “Accessi Riservati/Posizione Personale/Istanze on line/Richiesta Durc”, del sito web di Cassa Forense.

Il rilascio della certificazione avviene, se sussistono i presupposti, in tempo reale o, al massimo, entro 30 giorni dalla richiesta.


note

[1] Art.1, Co. 20-22 bis, L. 178/2020.

[2] D.M. 17/05/2021.

[3] Art. 47 bis DL 73/2021 (cd. decreto Sostegni bis).

Autore immagine: pixabay.com


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