Diritto e Fisco | Articoli

Le contraddizioni del Green pass

10 Agosto 2021
Le contraddizioni del Green pass

Il Green pass è legge. Il Consiglio dei ministri ha messo a punto le ultime norme sulle limitazioni ai trasporti. Tutti i docenti, di tutte le scuole, dovranno avere il Green pass, il che significa sostanzialmente che dovranno essere vaccinati. Per viaggiare su treni ad alta percorrenza, aerei, e autobus che attraversano almeno 3 regioni ci vorrà il certificato verde. 

Secondo i dati diffusi dal ministero, due italiani su tre hanno già in tasca un Green pass, sia pure quello valido solo 48 ore dopo il tampone. Tampone il cui prezzo è stato calmierato: 8 euro per i minorenni, 15 per gli adulti, secondo il protocollo firmato dal ministero della Salute con i rappresentanti delle farmacie. Le Asp continueranno a farlo gratis o, a seconda della Regione, dietro pagamento del ticket. 

Nuove norme con cui gli italiani dovranno familiarizzare perché condizioneranno a lungo la vita quotidiana di tutti. Anche con più di una contraddizione che, in qualche caso, obbligherà a una sorta di gimkana chi – con o senza pass – si troverà a voler accedere a luoghi o attività magari nella stessa piazza, all’aperto o al chiuso. Con la gestione dei controlli che – ed è solo la prima contraddizione – potrebbe rendere più facile aggirare i divieti.

Ecco allora alcune delle contraddizioni collegate al nuovo green pass.

Controlli

Secondo il decreto approvato dal Governo, i gestori dei locali hanno l’obbligo di verificare se i clienti possiedono il Green pass ma non di accertarsi del fatto che la certificazione fosse effettivamente riconducibile a chi la stava mostrando, cioè che non fosse di un parente, di un amico o del vicino di casa. In altre parole, non erano tenuti a chiedere un documento di identità. Il pasticcio – e la contraddizione – è nato dal fatto l’applicazione utilizzata dal gestore per scansionare il Green pass lo richiede. Sulla schermata che appare dopo aver inquadrato il Qr code del certificato si legge: «Per completare la verifica è necessario confrontare i dati anagrafici sotto riportati con quelli di un valido documento di identità». Il che avrebbe costretto baristi e ristoratori a chiedere al cliente la carta d’identità, la patente o il passaporto se si trattava di un turista straniero.

Qualche giorno dopo, però, e sull’onda delle proteste degli stessi gestori, è arrivato il dietrofront del ministero dell’Interno: baristi o ristoratori non possono chiedere agli avventori di esibire i documenti di identità. Non tanto (o non solo) per non essere troppo invasivi o perché risulta un atto di sfiducia verso il cliente stesso, ma perché – come ha ricordato il Viminale – non operano nella veste di pubblici ufficiali. La ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha confermato che saranno le forze dell’ordine a garantire il rispetto dell’uso del Green pass, cioè a chiedere a campione ai clienti certificazione e documento di identità per controllare se appartengono alla stessa persona. In caso di violazione, si rischia una multa da 400 a 1.000 euro sia a carico dell’esercente sia dell’utente. Qualora la violazione fosse ripetuta per tre volte in tre giorni diversi, l’esercizio potrebbe essere chiuso da 1 a 10 giorni.

Pertanto, i possibili scenari sono questi:

  • che il gestore chieda il Green pass, il cliente lo mostri ed il barista, il ristoratore o il titolare della palestra o della piscina lo faccia accomodare. Se non ci saranno dei controlli da parte delle forze dell’ordine, cliente e gestore non avranno alcun problema;
  • che il gestore chieda il Green pass ed il cliente lo mostri e venga fatto accomodare. Se ci sarà un controllo da parte delle forze dell’ordine e un solo avventore viene trovato con una certificazione non sua, il cliente verrà sanzionato. Se, invece, la violazione si ripete per tre volte in tre giorni diversi, verrà sanzionato anche il gestore del locale.

Quest’ultima ipotesi è la più inquietante. In pratica, un ristoratore non potrà mai chiedere un documento d’identità ma dovrà fidarsi della correttezza dei clienti. Basterà che le forze dell’ordine trovino nel suo locale tre cittadini disonesti in tre giorni diversi per venire sanzionato con la chiusura del ristorante, pur avendo rispettato la legge alla lettera.

All’aperto

Veniamo alla seconda contraddizione del Green pass. Per partecipare a qualsiasi evento in arene, luoghi di cultura e cinema, anche all’aperto, è necessario il Green pass mentre, sempre all’aperto, si potrà liberamente sedere al tavolo di bar, ristoranti e pizzerie. Insomma, due pesi e due misure. 

Hotel

Non ci vuole il Green pass per andare in hotel. E i clienti dell’hotel, anche senza Green pass, possono sedere ai tavoli del ristorante interno, purché lo stesso sia interdetto ai soggetti esterni. Insomma, i clienti che pernottano possono liberamente usufruire delle sale interne per colazione, pranzo e cena. Si dovrà invece esibire il Green pass se si vuole accedere al centro benessere o alla piscina coperta dell’hotel. Che paradosso.

Camerieri

Chi siederà al tavolo in un locale al chiuso dovrà avere il Green Pass ma chi lo servirà potrà anche non averlo. Questo perché i camerieri e il personale degli esercizi commerciali non devono essere per forza vaccinati. Al momento, dunque, non sono previste le stesse regole per i lavoratori o i gestori delle attività in cui c’è l’obbligo di certificazione per il cliente.

Tenete però conto che sempre più tribunali stanno legittimando la sospensione dal lavoro, senza retribuzione, per i dipendenti che non si vaccinano. E questo non come sanzione disciplinare ma perché l’articolo 2087 del Codice civile impone al datore di lavoro di tutelare la salute psicofisica del dipendente, e anche dei clienti. Ciò significa che se il dipendente non è vaccinato e viene a contatto con oggetti o strumenti in mano ai colleghi o ai clienti il datore di lavoro può legittimamente mandarlo a casa senza pagargli lo stipendio. Lo so, è l’ennesimo paradosso perché la legge non è chiara: la legge non sta dicendo “vaccinatevi” ma di fatto lo sta facendo.

Trasporti

Per il mese di agosto non sono previste restrizioni per viaggiare in Italia ma da settembre, per salire su aerei e treni, traghetti e bus a lunga percorrenza sarà richiesto il Green pass, mentre su autobus urbani, metropolitane e treni regionali non ci sarà nessun obbligo di certificazione. Perché? Il virus prende solo alcuni mezzi pubblici e non altri? Che paradosso anche questo.

Quarantena

Ora viene il bello. Non è un paradosso ma questo dimostra come si sposterà l’ago della bilancia dei cosiddetti “untori”, un’espressione davvero infelice che si è usata sino ad oggi.

Per i vaccinati, la quarantena scende a 7 giorni. Per gli altri resta sempre 21 giorni. 

Perché? Perché, secondo gli attuali studi, nel vaccinato il virus resta in vita pochissimo, non più di 3 giorni e si ferma solo nelle narici, senza scendere nei polmoni. Ma allora se è così, avremo una situazione in cui chi accuserà i sintomi di un semplice raffreddore, non si farà neanche un tampone, perché non avverte come grave la situazione. E allora andrà in giro senza alcuna precauzione pur avendo il Covid. Per lui è un semplice raffreddore. E allora sarà lui l’untore e non il “non vaccinato”. Quindi, i non vaccinati avranno un nemico ulteriore da cui difendersi: oltre al virus, i vaccinati perché – involontariamente e in buona fede – potrebbero portarglielo direttamente a casa.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

5 Commenti

  1. NESSUNO PUO ESSERE INCRIMINATO SE AGISCE IN FORZA DI LEGGE ?

    DIMENTICATE LA DISCREZIONALITA’ E LA FAZIOSITA’ DELLA MAGISTRATURA, E SOPRATTUTTO CHI SI DIFENDE DA FURTI E RAPINE SEMPRE LEGITTIMAMENTE, COME FINISCE ? SE POI L’AGGRESSORE E’ TUTT’ALTRO CHE ITALIANO LO SAPPIAMO BENISSIMO.

  2. Ciao, ho solo una curiosità, perché un poliziotto non può chiedere la carta d’identità? ha bisogno di un mandato?
    grazie

    1. Se un poliziotto dovesse fermarti e chiederti i documenti, non sei obbligato a darglieli, ma sei tenuto a comunicare i tuoi dati identificativi (nome, cognome, professione, ecc.). La polizia (carabinieri, la Guardia di Finanza o altra autorità) non può chiederti di mostrare i documenti, né può costringerti a portarli con te.

  3. Vivo in una casa di una cooperativa sociale insieme al mio ragazzo e ci occupiamo di un signore malato! Siamo in 3 in casa! Per non pagare l’affitto ci hanno chiesto di occuparci di questo signore! Il mio ragazzo lavora ed io invece svolgo qualche lavoro fai da te a casa! Ci hanno chiesto di avere il green pass perché verranno i controlli a casa! Io non percepisco entrate e non posso farmi i tamponi e non voglio vaccinarmi! Secondo voi è giusta questa cosa? Possono venire in una casa a chiedere il green pass?

Rispondi a GABRIELE Annulla risposta

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube