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Contraddittorio e obbligatorietà dell’azione penale

4 Novembre 2021 | Autore:
Contraddittorio e obbligatorietà dell’azione penale

Quali sono i principi che attuano il giusto processo? Come si forma la prova nel processo penale? Perché il pm è costretto ad aprire le indagini preliminari?

La giustizia deve essere equa e imparziale. Per raggiungere questo obiettivo, la Costituzione prevede che la magistratura, l’organo che per l’appunto amministra la giustizia, sia indipendente da ogni altro potere dello Stato e che sia soggetta soltanto alla legge. Per attuare questi principi e per garantire un giusto processo, la Costituzione ha previsto due norme fondamentali, riguardanti rispettivamente il contraddittorio e l’obbligatorietà dell’azione penale.

Il primo serve a garantire che le parti coinvolte in un processo possano confrontarsi in modo paritario davanti al giudice. In ambito penale, ciò significa che l’imputato ha il diritto di “affrontare” chi lo accusa in un’aula d’udienza e a chiedere che le prove si formino solo in presenza del suo avvocato, l’unico in grado di poter tener testa al pubblico ministero (pm). L’obbligatorietà dell’azione penale serve invece a garantire l’obiettività dell’operato del pubblico ministero, il quale non può fare favoritismi. Prosegui nella lettura per sapere come funzionano i principi del contraddittorio e dell’obbligatorietà dell’azione penale.

Contraddittorio: cos’è?

Ogni processo, civile o penale che sia, si basa sul contraddittorio.

Il contraddittorio è il principio in ragione del quale a ogni parte coinvolta in un procedimento deve essere riconosciuto il diritto a parteciparvi, personalmente o con il proprio avvocato.

Un processo si svolge in contraddittorio solo se tutti i soggetti che hanno uno specifico interesse possono prendervi parte. Nessun giudice potrebbe emettere una sentenza di condanna senza che al condannato sia stato dato modo di difendersi.

In concreto, il contraddittorio si garantisce notificando alla parte chiamata in causa l’avviso che un processo verrà celebrato nei suoi riguardi. Nel procedimento civile, ciò viene garantito obbligando l’attore a notificare l’atto di citazione o il ricorso; nel processo penale, avendo cura di notificare il rinvio a giudizio all’imputato.

Contraddittorio nel processo penale: come funziona?

Nel processo penale il principio del contraddittorio assume un significato ulteriore e ancora più pregnante.

La Costituzione [1] dice che la colpevolezza dell’imputato non può essere provata sulla base di dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si è sempre volontariamente sottratto all’interrogatorio da parte dell’imputato o del suo difensore. Cosa significa? Vuol dire che le dichiarazioni di un accusatore che rifiuta di essere interrogato dai legali dell’imputato non possono essere utilizzate come prova.

Quanto appena detto ci riconduce al secondo aspetto del contraddittorio nel processo penale: quello che riguarda la formazione della prova. Secondo la Costituzione, le prove a carico dell’imputato possono formarsi solo nel contraddittorio tra accusa e difesa. Ciò significa che il giudice non può valutare come prove fatti o elementi che siano stati presentati dal pm senza l’intervento della difesa.

Si prenda il caso della testimonianza: la deposizione del testimone assume il valore di prova solamente se essa è raccolta in giudizio nel contraddittorio paritario tra le parti.

Questo principio offre tuttavia alcune eccezioni. Ad esempio, le sommarie informazioni raccolte dalla polizia giudiziaria e rilasciate dalla persona che, nel frattempo, è deceduta, possono fare ingresso nel processo come prova anche se non c’è stato contraddittorio.

Obbligatorietà dell’azione penale: cos’è?

L’obbligatorietà dell’azione penale è un altro principio cardine del procedimento penale, sancito direttamente in Costituzione [2].

Cosa significa che il pubblico ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale? Vuol dire che ogni pm, in presenza di una notizia di reato, è costretto ad attivarsi e a disporre le investigazioni necessarie per fare luce sul caso.

In altre parole, il pubblico ministero non può valutare, a propria discrezione, se un reato deve essere perseguito o meno. Se il fatto presenta i connotati del crimine, egli deve per forza intervenire, aprendo le indagini preliminari e, al termine, chiedendo il rinvio a giudizio dell’imputato, se le investigazioni hanno dimostrato la responsabilità penale di quest’ultimo.

Ovviamente, obbligatorietà dell’azione penale non significa che il pm deve sempre chiedere il rinvio a giudizio: se dalle investigazioni non si desume una responsabilità dell’indagato, egli dovrà chiedere l’archiviazione del caso.

Perché l’azione penale è obbligatoria?

L’obbligatorietà dell’azione penale è stata pensata per evitare favoritismi da parte del pubblico ministero. In pratica, poiché è costretto a procedere ogni volta che ve ne siano i presupposti, il pm non potrà “chiudere un occhio” in determinate occasioni e, invece, in altre, dimostrare maggiore severità: egli ha sempre l’obbligo di procedere penalmente e di aprire le indagini.

L’obbligatorietà dell’azione penale serve inoltre a sancire l’indipendenza del pubblico ministero nell’esercizio delle proprie funzioni, oltre all’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.


note

[1] Art. 111 Cost.

[2] Art. 112 Cost.

Autore immagine: canva.com/


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