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Quanto costa rifare la targa persa?

4 Novembre 2021 | Autore:
Quanto costa rifare la targa persa?

Se si perde la targa, bisogna richiederne il duplicato alla Motorizzazione civile tramite un’apposita procedura.

La targa rappresenta l’aspetto distintivo di un veicolo a motore o di un rimorchio. Più precisamente, si tratta di una placca in materiale metallico o plastico, generalmente fissata al mezzo tramite supporto. Sulla sua superficie esterna, è riportata una serie di cifre o una combinazione di lettere e cifre in grado di identificare in modo univoco il veicolo stesso o l’intestatario della licenza. In caso di furto, smarrimento o distruzione quanto costa rifare la targa persa?

Le spese fisse da sostenere per la reimmatricolazione del mezzo ammontano a circa 101,20 euro, alle quali bisogna aggiungere quelle relative all’acquisto della targa nuova. In quest’ultimo caso, il prezzo dipende dal formato della placchetta e dalla Provincia.

Ad esempio, una targa per un autoveicolo di tipo “A”, rettangolare, costa 45,68 euro nella Provincia di Aosta, Trento e Bolzano, e 41,78 euro nelle altre Province. Una targa di tipo “B”, quadrata, costa 45,31 euro nelle predette tre Province e 41,37 euro nelle altre.

In ogni caso, è possibile consultare il tariffario del Portale dell’Automobilista per avere un quadro completo di quanto costa rifare la targa persa in considerazione delle diverse pratiche automobilistiche da compiere presso la Motorizzazione civile.

Perdita della targa: cosa fare?

Il Codice della strada prevede che qualora si dovesse smarrire o distruggere la targa, nonché nell’ipotesi di furto, l’intestatario della carta di circolazione o del Du (Documento unico di circolazione e di proprietà del veicolo) deve, entro 48 ore dall’accaduto, presentare denuncia agli organi di polizia, che ne prendono formalmente atto e rilasciano apposita ricevuta.

Se nel termine di 15 giorni dalla presentazione della denuncia di smarrimento o di sottrazione la targa non viene rinvenuta, l’intestatario deve richiedere una nuova immatricolazione del veicolo agli uffici della Motorizzazione civile, e la reiscrizione al Pra (Pubblico registro automobilistico) [1].

Durante il predetto periodo di 15 giorni dalla denuncia, è consentita la circolazione del veicolo previa apposizione sullo stesso, a cura dell’intestatario, di un pannello a fondo bianco riportante le indicazioni contenute nella targa originaria; la posizione e la dimensione del pannello nonché i caratteri di iscrizione devono essere corrispondenti a quelli della targa originaria [2].

Non è necessario presentare alcuna denuncia nell’ipotesi di deterioramento della targa, cioè quando non sono più leggibili i dati di immatricolazione ivi riportati. In tal caso, l’intestatario della carta di circolazione o del Du deve richiedere la reimmatricolazione alla Motorizzazione civile [3].

Parimenti, in caso di distruzione della targa, l’intestatario della carta di circolazione o del Du sulla base della ricevuta rilasciata dagli organi di polizia, deve richiedere una nuova immatricolazione del veicolo [4].

L’omessa denuncia dello smarrimento, della sottrazione o della distruzione della targa nei modi e nei tempi prescritti, comporta l’applicazione al trasgressore, della sanzione amministrativa del pagamento di una somma compresa tra gli 87 euro e i 344 euro [5] mentre la circolazione con una targa non chiaramente ed integralmente leggibile è sanzionata con il pagamento di una somma compresa tra i 42 euro e i 173 euro [6].

Reimmatricolazione del veicolo: quali sono i documenti da presentare?

Quando si dispone del certificato di proprietà, della carta di circolazione o del Du la richiesta di nuova immatricolazione del veicolo può essere presentata dall’intestatario o da persona incaricata presso uno Sta (Sportello telematico dell’automobilista). A tal fine, è possibile rivolgersi anche ad un’agenzia per il disbrigo delle pratiche automobilistiche.

La documentazione da presentare per la nuova immatricolazione del veicolo comprende:

  1. l’istanza unificata, redatta su modulo UI0001, indirizzata all’ufficio della Motorizzazione civile e all’Automobile Club d’Italia – ufficio Pra;
  2. il Documento unico di circolazione e di proprietà del veicolo (Du) o la carta di circolazione e il certificato di proprietà cartaceo (Cdp) o la denuncia in caso di furto o smarrimento o distruzione del Du, della carta di circolazione o del certificato di proprietà cartaceo;
  3. la denuncia di smarrimento, furto o distruzione della targa resa alle autorità di polizia o la dichiarazione sostitutiva di resa denuncia;
  4. l’eventuale targa rimasta (in caso di furto, smarrimento o distruzione di una sola targa) o, in caso di deterioramento, la targa deteriorata;
  5. la fotocopia del documento di identità/riconoscimento dell’intestatario;
  6. il codice fiscale (copia tessera sanitaria o copia fronte/retro carta d’identità elettronica).

Se l’intestatario è un cittadino extracomunitario residente in Italia va presentata la copia del permesso di soggiorno in corso di validità oppure la copia del permesso di soggiorno scaduto con allegata la copia della ricevuta postale attestante l’avvenuta presentazione della richiesta di rinnovo.

Se non si dispone del certificato di proprietà, della carta di circolazione o del Du perché smarrito o rubato, occorre rivolgersi prima alla Motorizzazione civile e successivamente agli Sta, presentando la denuncia di smarrimento o di furto insieme alla documentazione sopra elencata.

Il rinnovo dell’iscrizione va richiesto al Pra entro sessanta giorni dalla data di rilascio della nuova carta di circolazione.

Quanto costa rifare la targa persa?

Rifare la targa persa comporta il pagamento di:

  • 27,00 euro, per gli emolumenti ACI;
  • 32,00 euro, a titolo di imposta di bollo per la reiscrizione al Pra;
  • 32,00 euro a titolo di imposta di bollo per la reimmatricolazione;
  • 10,20 euro per diritti DT;
  • il costo della targa nuova, stabilito dal Dipartimento dei Trasporti Terrestri.

Se ci si rivolge allo Sta di una delegazione dell’Automobile Club o di uno di studio di consulenza automobilistica (agenzia pratiche auto) oltre ai costi previsti per legge, per la richiesta bisogna aggiungere la tariffa – in regime di libero mercato – del servizio di intermediazione.

Come effettuare il pagamento?

Il pagamento delle somme dovute in caso di perdita della targa può avvenire nel seguente modo, ovvero per:

  • gli emolumenti ACI e per quelli dovuti per la reiscrizione al Pra tramite bollettino bianco da intestare ad ACI – Automobile Club d’Italia – Economato Generale – Servizio di Tesoreria, via Marsala 8, 00185 Roma;
  • i diritti DT, tramite bollettino prestampato sul c/c 9001;
  • la reimmatricolazione, tramite bollettino prestampato sul c/c 4028;
  • la nuova targa, tramite bollettino prestampato sul c/c 121012.

I bollettini prestampati sono disponibili presso gli uffici postali, gli Sta e gli uffici della Motorizzazione Civile. Le attestazioni di versamento dovranno essere conservate ed esibite al momento della richiesta di rilascio delle nuove targhe.

Altresì, il pagamento può essere effettuato anche tramite bancomat presso l’ACI al momento della richiesta di reiscrizione al Pra.


note

[1] Art. 102 co.1 e 2 cod. strada.

[2] Art. 102 co. 3 cod. strada.

[3] Art. 102 co. 4 cod. strada.

[4] Art. 102 co. 5 cod. strada.

[5] Art. 102 co. 6 cod. strada.

[6] Art. 102 co. 7 cod. strada.


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