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Editoriali I 10 difetti della TASI

Editoriali Pubblicato il 23 maggio 2014

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> Editoriali Pubblicato il 23 maggio 2014

Assenza di detrazioni, aggiunta all’Imu e alle altre imposte sulla casa, disparità per le abitazioni povere: ecco i dieci vizi di una tassa partita male dall’inizio.

La nuova tassa sulla casa, la Tasi, già si candida a essere una delle imposte più odiate dagli italiani. E questo non solo perché sarà dovuta tanto dai proprietari, quanto dagli inquilini; non solo perché si aggiunge alle altre imposte già invise, come l’IMU, l’IUC, l’ICI e la TARI; non solo perché i Comuni potranno elevare l’aliquota, rendendo così ancora incerta l’entità del prelievo tributario; ma anche e soprattutto perché – diciamolo chiaramente – è stata scritta male. Infatti, è ormai a tutti noto che il nuovo prelievo andrà a pesare più sulle case povere che su quelle ricche (leggi l’articolo: “La Tasi colpisce le case piccole”).

Abbiamo cercato di tracciare uno schema su quelli che sono i 10 principali difetti della TASI. Eccoli qui di seguito.

1. Il primo difetto è ancora legato al rischio aumenti sulle abitazioni principali. Non è detto, infatti, che i Comuni adottino le detrazioni, e certo il fatto di non aver ancor deciso in campagna elettorale non fa ben sperare. Le detrazioni sono opzionali, possono non esserci o essere limitate a seconda delle esigenze dei bilanci.

Peraltro a versare la Tasi saranno molti proprietari di immobili che fino a ieri erano rimasti fuori dall’obbligo dell’Imu.

2. L’aver rimesso la possibilità delle detrazioni ai Comuni creerà una forte disparità sul territorio nazionale. Si pensi che si potrebbero avere circa duemila situazioni differenti tra contribuenti che, invece, si trovano nelle medesime condizioni reddituali.

3. Quali saranno le vere scadenze per il pagamento? Ancora nessuno lo sa. Già si parla di una proroga della proroga ad ottobre 2014. Anche in questo caso, però, si potrebbero creare ulteriori disparità. Nei Comuni infatti che già hanno deliberato l’aliquota bisognerà versare la Tasi il 16 giugno.

4. Anche se la legge istitutiva del tributo impone ai Comuni di inviare “bollettini precompilati” ai contribuenti, segnalando loro l’importo da pagare, nessuna amministrazione si è ancora adeguata. Così saranno i cittadini a doversi informare presso i CAF o dal commercialista. Con ulteriori ricadute in termini di incertezza e oneri.

5. Il bollettino precompilato si è incagliato anche sulla quota a carico degli inquilini, perché i Comuni non hanno database aggiornati che incrocino case affittate e identificativi catastali. La legge, poi, non si preoccupa di stabilire se è l’inquilino a doversi attivare per il pagamento, oppure se tocca al proprietario farsi garante.

6. Penalizzate saranno soprattutto le seconde case, negozi e imprese, per le quali la Tasi si aggiunge  alle altre imposti sulle casa. Si pensi che l’Imu ha già raggiunto il massimo in alcuni Comuni.

7. I “trattamenti di favore” previsti nell’Imu non riguardano la Tasi. La conseguenza è che alcune categorie protette come gli anziani lungodegenti e i militari pagheranno di Tasi quel che non erano tenuti a versare in termini di Imu.

8. Ma è tutto il rapporto spurio tra Imu e Tasi a moltiplicare i paradossi. Una casa assegnata dopo separazione o divorzio, per esempio, non paga l’Imu, ma per la Tasi è una “seconda casa” (quindi non ha detrazioni, e l’anno prossimo può vedersi chiedere l’aliquota monstre del 10,6 per mille).

9. Un altro rebus riguarda le case con più comproprietari, fra i quali solo uno la utilizzi come abitazione principale. Se l’aliquota è unica ma le situazioni diverse, che cosa si paga?

10. A settembre tutte le regole potrebbero cambiare nuovamente e l’aliquota sull’abitazione principale può volare al 6 per mille, rendendo la Tasi un’Imu al cubo. Un vero e proprio incubo, insomma.

note

Autore immagine: 123rf . com


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1 Commento

  1. Gli inquilini delle case popolari nel comune di Monterotondo Rm dovranno pagare la tasi? se è si quanto dovranno pagare?

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