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La donazione fa venir meno il fondo patrimoniale

24 maggio 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 maggio 2014



Io e mia moglie abbiamo costituito, nove anni fa, un fondo patrimoniale; abbiamo però paura che, nel caso di una eventuale sventura che possa capitarci (cosa che ci auguriamo tra cento anni), i nostri (numerosi) creditori possano aggredire gli immobili inseriti nel fondo per via del conseguente scioglimento di esso; pertanto vorremmo donare i beni ivi inseriti ai nostri figli. È possibile senza che ciò comporti lo scioglimento del fondo patrimoniale stesso?

Prima di rispondere, nello specifico, al quesito che mi pone, mi preme di rassicurarLa sulla questione inerente alla “tenuta” del fondo patrimoniale nel caso – così come dice Lei – di una “eventuale sventura che possa capitare a me o a mia moglie, (cosa che ci auguriamo tra cento anni)”. È vero che la morte di uno dei coniugi determina lo scioglimento del fondo patrimoniale; tuttavia, in deroga a ciò, qualora siano presenti figli minori, il fondo patrimoniale continua a durare (anche con un solo coniuge superstite) fino al compimento della maggiore età dell’ultimo figlio.

Non solo. Il codice civile [1] specifica espressamente che, in caso di morte di uno dei coniugi, il giudice può attribuire ai figli, in godimento o in proprietà, una quota dei beni del fondo.

Ciò detto, devo comunque rilevare la non completa conoscenza, da parte mia, del contenuto dell’atto costitutivo del fondo patrimoniale circa gli accordi sull’amministrazione e l’alienazione dei beni del fondo e l’età dei figli, essendo diversa la previsione legislativa in caso di minori. Tale mancanza di informazioni mi impone di rispondere, al Suo quesito, in termini generali, per come le norme del nostro ordinamento dispongono.

Il codice civile innanzitutto dispone [2] che la proprietà del fondo spetta ad entrambi i coniugi. Inoltre prevede [3] che l’alienazione dei beni del fondo, se non è espressamente consentita nell’atto di costituzione, non è possibile senza il consenso di entrambi i genitori e, in caso di minori, è necessaria anche l’autorizzazione del giudice tutelare.

Secondo, infine, un’ultima norma [4], il fondo si scioglie in caso di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio. Tali cause di scioglimento si verificano sempre a condizione che:

– i figli siano maggiorenni (se minorenni, come detto in apertura, il fondo prosegue fino alla loro maggiore età);

–  il fondo non sia stato destinato a soddisfare i bisogni anche dei figli maggiorenni.

Bisogna poi operare una distinzione.

 

a) Se la donazione riguarda tutti i beni del fondo patrimoniale, è da ritenere (nonostante alcune opinioni contrastanti in dottrina) che quest’ultimo si sciolga, in quanto non è previsto un fondo patrimoniale che comprenda beni dei figli o anche solo l’usufrutto a favore dei coniugi.

b) Se invece la donazione riguarda solo una parte dei beni, si applicherà la norma [5] che vieta – salvo diversa pattuizione nell’atto di costituzione del fondo – l’alienazione dei beni suddetti qualora manchi il consenso di entrambi i genitori e, se vi sono figli minori, con l’autorizzazione concessa dal giudice.

In ogni caso, anche qualora il fondo si sciolga a seguito della donazione, i creditori dovrebbero comunque procedere con una azione revocatoria per poter aggredire i beni donati ai figli minori, azione che potrebbe essere comunque esperita entro i primi cinque anni dall’atto di donazione. C’è un lato della dottrina (questione però tutt’altro che pacifica) che ritiene che, se anche i creditori effettuassero la revocatoria di una donazione relativa a un bene prima inserito nel fondo, a seguito del vittorioso esito (per i creditori) della revocatoria, il bene tornerebbe di nuovo nel fondo patrimoniale, con conseguente impossibilità di essere aggredito. Come ho detto, però, tale tesi è condivisa solo da pochi.

Nel caso in cui Lei intenda comunque donare il bene ai Suoi figli, le consiglierei di riservarsi il diritto reale di abitazione e non già l’usufrutto, in quanto, a differenza di quest’ultimo, è un diritto impignorabile ed insequestrabile.

note

[1] Terzo comma dell’articolo 171 cod. civ.

[2] Ai sensi dell’art. 168 cod. civ.

[3] Art.169 cod. civ.

[4] Art. 171 cod. civ.

[5] Art.169 cod. civ.

Autore immagine: 123rf . com

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