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Lo sai che? Incendio propagato dal vicino: il caso fortuito evita il risarcimento

Lo sai che? Pubblicato il 25 maggio 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 25 maggio 2014

Solo il caso fortuito o il concorso di colpa del danneggiato escludono o diminuiscono il risarcimento: diversamente, scatta la responsabilità oggettiva per cose in custodia.

Il proprietario del terreno dal quale si propaga l’incendio deve risarcire ogni danno provocato dalle fiamme al vicino confinante a meno che non dimostri:

 

a) che l’incidente si è verificato per “caso fortuito

b) o, comunque, per un concorso di colpa del soggetto danneggiato.

È quanto stabilito dalla Cassazione in una recente sentenza [1].

Una tipica causa di incendio è quella della inadeguata manutenzione del fondo confinante. Una volta in giudizio, tale circostanza può essere provata attraverso la perizia del consulente tecnico d’ufficio (CTU), nominato dal giudice proprio allo scopo di chiarire le ragioni che hanno determinato le fiamme.

Dimostrato il luogo di provenienza dell’incendio, è il proprietario del relativo fondo a dover automaticamente risarcire tutti i danni procurati ai vicini. Infatti, quest’ultimo ha una cosiddetta “responsabilità  oggettiva[2], ossia egli è tenuto all’indennizzo anche se non ha colpa o dolo dell’evento. Si parla, a riguardo, di “responsabilità per cose in custodia”.

In verità, non sarebbe neanche necessario accertare se il fondo da cui è divampato l’incendio fosse (o sia) in buono stato di manutenzione (o meno), oppure se dotato di barriere tagliafuoco oppure se incolto e pericoloso, nonché se il fuoco avesse (o abbia) avuto inizio nel fondo del terzo-convenuto [3].
Come detto, infatti, la responsabilità del proprietario del fondo attiguo è automatica per legge.

L’unico modo per evitare tale responsabilità speciale è di provare al giudice che le fiamme si sono propagate per “caso fortuito”. Quindi non basta dimostrare di aver tenuto una massima diligenza nella custodia del terreno, ma bisogna anche dare contezza di un evento eccezionale e imprevedibile da cui è dipeso il fuoco.

Il responsabile del danno potrebbe, tutt’al più, difendersi sostenendo il concorso di colpa del vicino il cui fondo, per esempio, potrebbe essere, a sua volta, in stato di completo abbandono, con presenza di materiale infiammabile, foglie secche e quant’altro.

 

note

[1] Cass. sent. n. 11349/14.

[2] Cass. S.U. sent. n. 17931/2013.

[3] Cass. sent. n. 17471/2007.

Autore immagine: 123rf . com

Per far scattare immediatamente la responsabilità civile del proprietario del terreno da cui si è propagato l’incendio sono sufficienti due semplici presupposti:

1. l’attraversamento, da parte di un incendio, del proprio fondo

2. e la conseguente propagazione sul fondo confinante.

Affinché quest’ultimo possa escludere la propria responsabilità deve dimostrare che le fiamme hanno avuto origine per un caso del tutto eccezionale e imprevedibile.

In subordine, egli potrebbe chiedere una riduzione del risarcimento, dimostrando che il vicino danneggiato ha avuto anch’egli un concorso di colpa nella propagazione dell’incendio.


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1 Commento

  1. ***Queste invormazione sono utile interessante per i cittadini per i diritti e doveri la legge deve essere giusta per tutti solo una cosa non sono daccordo se un incedio si verica da solo il propietario del terreno che colpa à se non ci abita in quel terreno ??

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