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Green pass: la decisione definitiva sui controlli

11 Agosto 2021 | Autore:
Green pass: la decisione definitiva sui controlli

La nota del Viminale: verrà chiesta la carta d’identità in bar e ristoranti solo in caso di «palese incongruenza». Così verranno fatte le verifiche.

Prima sì, poi no. Adesso «nì». Il Viminale ha reso nota la circolare sul modo in cui devono essere fatti i controlli sul Green pass nei locali pubblici. Ma forse, anziché chiarire le cose, rischia di complicarle ancora di più. In pratica, il ministero dell’Interno, nella nota firmata dal capo di gabinetto Bruno Frattasi, conferma che baristi e ristoratori non sono tenuti a chiedere il documento d’identità per verificare se la certificazione verde appartiene veramente al cittadino che la mostra all’ingresso del locale. Possono, però, farlo nel caso in cui l’imbroglio sia più che evidente o, per dirla nel linguaggio del Viminale, di fronte ad una «palese incongruenza». Il punto è: ma allora, il cittadino è obbligato ad esibire la carta d’identità ad un altro cittadino che non è un pubblico ufficiale? E che cosa si intende per «palese incongruenza»?

Il cameriere, all’ingresso di una pizzeria (ma anche l’addetto del cinema, del teatro, della palestra, della piscina), dovrà chiedere al cliente di mostrare il Green pass. L’app di verifica leggerà il QR Code e su un display compariranno i dati essenziali del titolare del certificato: nome, cognome, età. Se il Green pass è in mano ad un giovane e l’età registrata dal QR supera i 50 anni, è evidente che il cliente stia barando. Se il nome che appare sul display è «Mario» e la certificazione viene esibita da una ragazza, peggio ancora. In casi come questi, il ristoratore può chiedere la carta d’identità al cliente e questi è obbligato a mostrarla. Altrimenti, l’esercente chiamerà le forze dell’ordine.

Davvero il Viminale pensa che la gente sia così stupida da commettere un simile errore? È molto più probabile che Mario presti il Green pass ad un coetaneo. Maschio. E, a questo punto, non è stato risolto alcunché, perché il gestore del locale, non trovandosi davanti ad una «palese incongruenza», non sarà tenuto a chiedere il documento d’identità. Finito il controllo.

In buona sostanza, dunque, la nota del Viminale dice che «la verifica dell’identità della persona in possesso della certificazione verde ha natura discrezionale. Si renderà necessaria nei casi di abuso o elusione delle norme come quando appaia manifesta l’incongruenza con i dati anagrafici». E quando si renderà necessaria, poco importa che il cittadino non avrà di fronte un poliziotto o qualcuno che rappresenti un’autorità: sarà tenuto a mostrare il documento d’identità – si legge nella circolare ministeriale – «anche se il verificatore non rientra nella categoria dei pubblici ufficiali». Si torna, dunque, a quello che prevedeva espressamente il decreto firmato da Mario Draghi un paio di mesi fa.

Per la cronaca, la nota del Viminale non è solo una «creatura» del prefetto Frattasi o della ministra Luciana Lamorgese: Palazzo Chigi l’ha studiata per bene insieme al ministro della Salute, Roberto Speranza.

Resta, comunque, confermata l’intenzione del Governo di effettuare dei controlli a campione: gli agenti delle forze dell’ordine avranno la facoltà di entrare in un ristorante e di chiedere ai clienti, mentre stanno mangiando, di esibire Green pass e carta d’identità. Il commensale sarà tenuto a mostrare entrambi i documenti. Se manca il certificato, si rischia una multa da 400 a 1.000 euro. Ma se il Green pass c’è e le generalità non coincidono con quelle del documento d’identità, c’è spazio anche per una denuncia per falso. Stessa multa al titolare dell’esercizio che non chiede il Green pass all’ingresso del suo locale. Violazione che, se ripetuta per tre volte, può comportare la sospensione dell’attività fino a 10 giorni.



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1 Commento

  1. Veramente la polizia nn può chiedere l’esibizione del greenpass perché nel decreto mm ce scritto che sono soggetti addetti al controllo. Poi se uno è entrato con il greenpass falso, basterà dire di nn averlo e la multa sarà solo al locale senza denuncia di falso. Pensa tu per partorire sto topolino si sono pire messe più persone a studiarlo. Ahahah

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