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Quanto costa una consulenza legale?

6 Novembre 2021 | Autore:
Quanto costa una consulenza legale?

Parere dell’avvocato: a quanto ammonta la parcella? Si può accedere al gratuito patrocinio per un’attività stragiudiziale?

Ad eccezione di pochi casi, per difendersi in giudizio occorre sempre l’assistenza di un avvocato. Nel processo penale, poi, non c’è davvero scampo: per legge, l’imputato deve sempre essere assistito da un legale e, se non è nominato un avvocato di fiducia, l’autorità giudiziaria ne assegna uno di ufficio, che andrà ugualmente pagato, salvo il ricorrere delle condizioni che consentono l’accesso al patrocinio a spese dello Stato. L’attività dell’avvocato non si esaurisce solamente nel prestare assistenza in tribunale, ma anche nel fornire pareri e consigli legali, magari proprio in vista di un futuro giudizio. Quanto costa una consulenza legale?

In linea di massima, un avvocato è libero di fissare il proprio compenso. Se il cliente è d’accordo, l’onorario potrà dunque essere molto alto oppure molto basso, a seconda dei casi. Spesso, però, capita che l’avvocato non faccia firmare un preventivo e, pertanto, alla fine, il cliente si trovi col dubbio su quanto ammonterà la parcella del suo difensore. In questi casi, soccorrono alcuni parametri stabiliti dalla legge: si tratta di criteri che è possibile utilizzare per determinare l’onorario di un avvocato, in assenza di accordo tra le parti. Quanto costa una consulenza legale? Cosa succede se non c’è preventivo? Cosa dice la legge? Scopriamolo insieme.

Onorario avvocato: cos’è?

Il compenso dell’avvocato prende il nome di onorario o parcella. Si tratta della somma di danaro che il cliente deve al suo difensore in cambio della prestazione eseguita.

L’entità di tale compenso è in genere rapportato alla complessità dell’incarico conferito, e la concreta determinazione è rimessa alla libera volontà delle parti o, in assenza, ai parametri ministeriali messi a disposizione dalla legge.

Avvocato: quando va pagato?

Come detto in apertura, l’avvocato va pagato non solo nel caso di assistenza in giudizio, ma anche per la prestazione resa al di fuori delle aule del tribunale. È quella che si definisce attività stragiudiziale, cioè tutto ciò che accade al di fuori di un processo.

Si pensi, ad esempio, alla redazione di un contratto o di una diffida, oppure al parere fornito dietro esposizione del caso concreto. L’avvocato va dunque pagato anche nell’ipotesi di consulenza legale, cioè di consiglio su una situazione che gli viene prospettata.

Ciò perché l’avvocato, in quanto professionista intellettuale, offre una prestazione che consiste nel mettere a disposizione dei clienti le proprie conoscenze affinché possa aiutarli a risolvere i loro problemi.

Quanto costa un parere legale?

Quanto costa una consulenza legale? Dipende da quanto pattuito con l’avvocato. In genere, il difensore è tenuto a prospettare al cliente il proprio onorario, di modo che l’assistito possa scegliere se aderire o meno.

Dunque, una consulenza legale darà diritto alla parcella pattuita tra avvocato e cliente. Essa è normalmente proporzionata alla difficoltà dell’incarico, cioè alla complessità del caso sottoposto. Non sempre infatti l’avvocato ha la risposta a portata di mano: spesso, c’è bisogno di un approfondimento, di giorni di studio e di ricerca.

La consulenza legale ha dunque un costo, poiché è il risultato della preparazione e dell’esperienza dell’avvocato, ed è a tutti gli effetti una prestazione intellettuale, esattamente come quella del medico quando fa una visita.

Quanto costa una consulenza se non c’è preventivo?

Come detto in apertura, la legge [1] impone all’avvocato di redigere un preventivo scritto anche in mancanza di espressa richiesta di parte.

L’avvocato che non ha pattuito per iscritto il proprio compenso ha comunque diritto ad essere pagato, parametrando l’onorario in base ai valori stabiliti dalle tabelle ministeriali [2].

In altre parole, se l’avvocato aveva pattuito soltanto oralmente con il cliente un onorario maggiore a quello medio stabilito dalla legge, egli non potrà pretendere questo maggior prezzo, ma dovrà adeguarsi ai parametri standard offerti dalla normativa statale.

Dunque, se l’avvocato, per la consulenza richiestagli, non ha fatto firmare alcun preventivo al cliente, potrà chiedere un onorario proporzionato ai valori indicati dalla legge.

Nella pratica, per una consulenza legale un avvocato chiede tra i 100 e i 500 euro, a seconda della complessità del parere richiesto. A questa somma vanno poi aggiunte l’Iva (22%) e la Cassa di previdenza degli avvocati (4%).

Consulenza legale: c’è il gratuito patrocinio?

Chi chiede una consulenza legale a un avvocato può avvalersi del gratuito patrocinio? Secondo la Corte di Cassazione [3], il patrocinio a spese dello Stato copre solo l’attività giudiziale e ogni altra che sia funzionale a quest’ultima.

Ad esempio, è possibile accedere al gratuito patrocinio per una mediazione obbligatoria, purché alla stessa segua poi il giudizio.

Di conseguenza, si deve ritenere che la mera consulenza legale, se non inserita nell’ambito di una più generale richiesta di assistenza giudiziale, non possa essere coperta dal gratuito patrocinio e, pertanto, debba sempre essere pagata.

L’unico modo per ottenere un parere legale gratuito è quello di mettersi d’accordo in tal senso con l’avvocato, il quale potrà decidere di fornire gratis la prestazione, magari sperando che il cliente ritorni per conferirgli un mandato giudiziale.


note

[1] L. n. 247/2012 e L. n. 124/2017.

[2] Decreto ministeriale n. 55/2014, aggiornato al D.m. n. 37/2018.

[3] Cass., sent. n. 18123 del 31 agosto 2020.

Autore immagine: canva.com/


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