Diritto e Fisco | Articoli

Diritto di prelazione legale o volontaria

6 Novembre 2021 | Autore:
Diritto di prelazione legale o volontaria

Patto di preferenza: cos’è e come funziona? Cosa può fare il prelazionario se gli accordi non sono rispettati? Cos’è il retratto successorio?

Entro i limiti fissati dalla legge, le parti sono libere di inserire all’interno di un contratto le clausole che ritengono più opportune per raggiungere i propri scopi. Ad esempio, il venditore potrebbe privarsi del proprio bene e ottenere il pagamento solo in un secondo momento; l’acquirente potrebbe versare un acconto e solo successivamente completare la compravendita, ecc. Tra le clausole che talvolta si inseriscono c’è anche quella che prende il nome di prelazione. Come vedremo, la prelazione può essere di due tipi: volontaria, se voluta dalle parti, oppure legale, se stabilita dalla legge. In questo articolo parleremo del diritto di prelazione legale e del diritto di prelazione volontaria.

Sin da subito, possiamo dire che la prelazione consiste in una preferenza. Chi gode della prelazione ha dunque diritto di essere preferito all’interno di un determinato affare giuridico (di solito, la conclusione di un contratto). La differenza tra prelazione legale e volontaria non passa solo per la fonte dalla quale promana tale diritto (la legge oppure il libero accordo delle parti): come vedremo, infatti, chi è tutelato da una prelazione legale ha maggiori strumenti per far valere il proprio diritto. Se l’argomento ti interessa, prosegui con la lettura: vedremo insieme come funzionano la prelazione legale e la prelazione volontaria.

Diritto di prelazione: cos’è?

Come anticipato in premessa, la prelazione è una preferenza che la legge o un contratto accorda a una parte. In pratica, chi gode del diritto di prelazione viene preferito, a parità di condizioni, rispetto ad altri soggetti interessati alla medesima situazione giuridica.

Utilizzando altre parole, possiamo dire che la prelazione rappresenta quel diritto che attribuisce al titolare una posizione privilegiata rispetto ad altri soggetti, a parità di condizioni, ai fini della costituzione di un determinato negozio giuridico. Facciamo un esempio.

Paolo vuole vendere la sua casa, che però è in affitto. La legge attribuisce un diritto di prelazione al conduttore dell’immobile messo in vendita. Affinché Paolo possa procedere alla vendita dovrà notificare tale intenzione al conduttore, indicando l’offerta che ha ricevuto da terzi interessati all’acquisto. Il conduttore, in quanto prelazionario, potrà decidere di acquistare l’immobile in cui vive alle condizioni che gli sono state comunicate dal proprietario.

Per avere qualche esempio di prelazione, si legga l’articolo dedicato specificamente a questo argomento “Diritto di prelazione: esempi“.

Prelazione legale e volontaria: differenza

La prelazione può essere di due tipi: legale o volontaria.

La prelazione legale è quella accordata a un soggetto direttamente dalla legge. È il caso della prelazione del conduttore (esempio fatto in precedenza) nell’ipotesi in cui il locatore voglia vendere l’immobile, oppure della prelazione ereditaria.

La prelazione volontaria (o convenzionale) è invece rimessa alla libera volontà delle parti, le quali possono accordarsi, all’interno di un contratto, affinché una di loro sia preferita nel caso di stipula di un successivo accordo. È il caso del patto di preferenza nei contratti di somministrazione.

Prelazione: come funziona?

Sia la prelazione legale che quella volontaria funzionano allo stesso modo. Secondo il Codice civile [1], colui che è obbligato a dare la preferenza deve comunicare le condizioni propostegli da terzi a colui che beneficia della prelazione, il quale a sua volta deve comunicare, nel termine stabilito, se intende avvalersi del proprio diritto di prelazione o meno.

Dunque, dalla prelazione sorgono due obblighi:

  • per colui che si è impegnato ad accordare la preferenza (cosiddetto concedente o prelazionante), quello di comunicare le condizioni contrattuali propostegli da terzi;
  • per colui che gode della prelazione (cosiddetto prelazionario), di rispondere nei tempi concordati o, comunque, il prima possibile.

Prelazione: cosa succede in caso di violazione?

La differenza tra prelazione legale e prelazione volontaria si apprezza anche in ragione delle conseguenze che derivano dall’inadempimento dell’obbligo di accordare la preferenza.

Mentre nel caso di prelazione volontaria la violazione del diritto fa sorgere solamente l’obbligo a risarcire il danno all’altra parte, nella prelazione legale è possibile fare di più: ottenere il bene che è stato ingiustamente negato violando la preferenza.

In parole più semplici, mentre nella prelazione volontaria i prelazionari potranno al massimo ottenere il risarcimento, con la prelazione legale i prelazionari potranno rivendicare il bene che sarebbe loro spettato se la preferenza fosse stata rispettata. È ciò che accade con il retratto successorio in ambito ereditario. Facciamo un esempio.

Tizio, Caio e Sempronio sono tre fratelli che ereditano dal padre lo stesso immobile. Tizio trova un acquirente, Mevio, che gli offre centomila euro per la sua quota. Tizio, dimenticando di informare i fratelli, prelazionari per legge, stipula l’atto di compravendita e cede la sua quota a Mevio. Caio e Sempronio, venuti a sapere della vendita, esercitano entrambi il diritto di riscatto versando a Mevio i centomila euro che aveva pagato a Tizio e acquistando la quota. Contro Tizio esercitano l’azione di risarcimento dei danni per aver violato il loro diritto di prelazione.

La prelazione legale ha dunque efficacia reale: se il concedente viola il proprio obbligo di preferire il prelazionario, ossia trasferisce il bene ad un altro soggetto, il prelazionario può agire direttamente verso l’acquirente per far valere il proprio diritto.


note

[1] Art. 1566 cod. civ.

Autore immagine: canva.com/


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube