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Riparazione dell’impianto termico: sempre a carico del padrone di casa

25 Maggio 2014
Riparazione dell’impianto termico: sempre a carico del padrone di casa

In quanto si tratta di manutenzione straordinaria, le spese sull’impianto di riscaldamento spettano al locatore.

La manutenzione dell’impianto termico è da considerare una spesa di straordinaria amministrazione: infatti, secondo la giurisprudenza, non si parla, in questo caso, di riparazioni di piccola manutenzione. Con la conseguenza che gli eventuali oneri economici sono a carico del padrone di casa e non dell’inquilino.

Inoltre, se prima della consegna del bene il locatore non ha eseguito i necessari accertamenti su tutti gli impianti interni, è responsabile nei confronti del conduttore, a meno che non riesce a dimostrare di aver ignorato tali vizi senza colpa.

Questi principi sono stati fissati da una recente sentenza della Cassazione [1].

Un esempio classico potrebbe essere quello dell’inquilino che si accorga che la caldaia trovata nell’appartamento in affitto non è a norma di legge. In tal caso, tutte le spese per la sostituzione e la messa a norma restano unicamente a carico del locatore.

Il locatore – ricorda la Suprema Corte [2] – è sempre tenuto a consegnare al conduttore un bene che si trovi in buono stato; dunque, egli deve effettuare tutti gli accertamenti necessari prima della consegna delle chiavi dell’immobile.
Se il conduttore gli fa causa per ottenere il risarcimento dei danni derivanti da vizi della cosa locata, il padrone di casa può evitare la condanna ai danni solo se prova di aver ignorato tali vizi senza colpa.

Evitare la condanna al risarcimento, però, non toglie che, alla fine dei conti, le spese relative agli impianti interni spettano sempre e comunque al proprietario di casa: così quanto necessario per la manutenzione dell’impianto termico, idrico o elettrico, per l’erogazione dei servizi indispensabili al suo godimento.

Pertanto, il conduttore ha diritto ad essere risarcito in caso di mancata riparazione, specie se si verificano casi di urgenza.

Se il locatore viene tempestivamente avvisato dal conduttore e, ciononostante, resta inerte, quest’ultimo ben può provvedere direttamente ai lavori, anticipando le spese e poi chiedendone la restituzione. Infatti, per tale tipo di interventi non è richiesta la preventiva autorizzazione del proprietario. Addirittura, l’inquilino potrebbe avviare i lavori anche in caso di diniego del locatore. Purtroppo però la legge non gli consente di compensare quanto da lui accreditato per tali spese con i canoni di locazione da versare nei mesi successivi. Infatti i giuridici ritengono che tali due voci non siano tra loro omogenee e, quindi, non compensabili. Con la conseguenza che, se il locatore non rimborserà spontaneamente le somme anticipate dall’inquilino per la manutenzione degli impianti, quest’ultimo non potrà autoridursi il canone di locazione, ma dovrà fare una causa autonoma.


note

[1] Cass. sent. n. 11353/14 del 22.05.2014.

[2] Ai sensi dell’art. 1575 cod. civ.

Autore immagine: 123rf . com


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