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Molestie in strada: quando c’è reato?

8 Novembre 2021 | Autore:
Molestie in strada: quando c’è reato?

Catcalling: in quali casi scatta il reato di molestie o disturbo alle persone? Quando c’è stalking e quando violenza sessuale?

Ci sono condotte che, pur essendo deprecabili, non sempre costituiscono un illecito. Tra queste c’è la cattiva abitudine di disturbare le persone che passeggiano in strada o che si trovano in altro luogo pubblico. Bersaglio di queste azioni sono molto spesso le donne, oggetto di commenti irrispettosi. In casi del genere, non c’è purtroppo una legge che possa intervenire, nel senso che, per quanto fastidiosa possa essere la condotta, non c’è una norma che punisce i responsabili. A meno che non si travalichino i limiti. Con questo articolo vedremo quando le molestie in strada sono reato.

Questo tema è divenuto di stretta attualità da quando si è pensato di attribuire un nome preciso ai disturbi arrecati in luogo pubblico: si tratta del noto fenomeno denominato catcalling. La legge italiana non ha ancora affrontato la questione, prevedendo solamente il reato di molestia o disturbo alle persone al ricorrere di determinate circostanze.

Dunque, sin d’ora, possiamo dire che per le molestie in strada c’è reato solamente quando siano idonee a turbare l’ordine pubblico, oppure quando assumono i connotati dei ben più gravi delitti i stalking e violenza sessuale. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura.

Molestie per strada: cosa sono?

Per molestie in strada (o molestie di strada, che dir si voglia) si intendono tutte quelle condotte che arrecano disturbo e fastidio. Esse consistono principalmente in commenti oltraggiosi, ingiurie, avances sessuali, gesti e fischi. Oggi, si è soliti ricondurre questi comportamenti al fenomeno chiamato catcalling.

A volte, le molestie in strada giungono perfino al contatto fisico, come nel caso di palpeggiamenti e sfregamenti indesiderati. In casi del genere, come vedremo, si può rischiare l’accusa di violenza sessuale.

Molestie in strada: sono reato?

Non sempre le molestie in strada costituiscono reato. Anzi, il più delle volte, non lo sono, in quanto la legge non sanziona espressamente tali tipi di condotte.

Quanto appena detto, tuttavia, non significa che le molestie in strada siano sempre legali. Innanzitutto, dal punto di vista civilistico, le ingiurie costituiscono un illecito per cui è possibile chiedere il risarcimento dei danni. La persona condannata dal giudice, inoltre, può essere costretta a pagare direttamente allo Stato una sanzione che va da un minimo di 200 a un massimo di 12mila euro.

Sotto il profilo penale, le molestie di strada potrebbero dar luogo a due reati diversi, a seconda della gravità della condotta: quello di molestia o disturbo alla persona e, perfino, il delitto di violenza sessuale. Approfondiamo questo argomento.

Molestie in strada: quando arrecare disturbo è reato?

Secondo il Codice penale [1], chi, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a 516 euro.

Perché si abbia il reato di molestie o disturbo alle persone occorre che:

  • il fatto sia commesso in un luogo pubblico o aperto al pubblico: si pensi, nel primo caso, a una strada o a una piazza; nel secondo, a un teatro, a un cinema o a uno stadio;
  • il fatto sia compiuto per arroganza, sfacciataggine e indiscrezione, o comunque per un motivo riprovevole;
  • la condotta sia idonea ad arrecare disturbo alla vittima e a turbare l’ordine pubblico.

Perché le molestie in strada integrino questo reato occorre che la condotta sia in grado di mettere in pericolo la pubblica tranquillità, cioè la serenità delle persone che assistono al fatto.

Ecco perché, come detto in apertura, il catcalling o le molestie di strada non sempre costituiscono reato: affinché si integri l’illecito occorre che vi siano altre persone ad assistere e che queste siano turbate da ciò che accade.

Ad esempio, costituisce reato di molestia il corteggiamento, insistente e indesiderato, portato avanti ossessivamente da un uomo all’interno del bar ove la donna lavora [2]. In un caso del genere, c’è reato di molestia perché, oltre ad essere disturbata la vittima, viene turbato anche l’ordine pubblico.

Al contrario, un corteggiamento insistente fatto in un luogo privato o, comunque, lontano dalla presenza di altre persone, non potrebbe mai integrare reato. Lo stesso dicasi per le molestie di strada e il catcalling: se realizzati senza farsi notare da altri, non si potrà invocare il reato di disturbo o di molestie, salvo il ricorrere dello stalking, quando la condotta si ripete nel tempo a mo’ di persecuzione.

Molestie in strada: quando c’è violenza sessuale?

Diverso è il caso in cui le molestie in strada si traducono in palpeggiamenti o condotte simili. In questo caso, può scattare il reato di violenza sessuale [3].

Secondo la legge, si ha lo stupro non solo quando si costringe la vittima a subire un rapporto completo, bensì ogni volta che la si costringa a compiere o subire atti sessuali, per tali dovendosi intendere tutti quelli che coinvolgono una zona erogena del corpo, come ad esempio le labbra, il sedere, il seno, le cosce, il collo, ecc.

Dunque, chi per strada palpeggia una persona o compie atti simili, rischia l’incriminazione per violenza sessuale.


note

[1] Art. 660 cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 7993 del 1° marzo 2021.

[3] Art. 609-bis cod. pen.

Autore immagine: canva.com/


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