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Caldaia: come cambia revisione e libretto

26 maggio 2014


Caldaia: come cambia revisione e libretto

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 maggio 2014



Modelli scaricabili da internet a cura del proprietario dell’immobile o dell’amministratore; libretto, controlli fai-da-te.

Da ottobre debutta la nuova documentazione per caldaie e condizionatori

Tutti gli impianti termici per la climatizzazione (invernale ed estiva) e per la produzione di acqua calda sanitaria dovranno essere muniti del nuovo libretto di impianto, compilato secondo il modello predisposto dal ministero dello Sviluppo Economico.

L’obbligo scatta, in teoria, dal 1° giugno. Ma di fatto sarà operativo nel primo giorno feriale, martedì 3 giugno.

Se poi gli impianti rientrano fra i sistemi soggetti a controlli periodici di efficienza energetica, dovranno essere dotati, al termine della verifica, di un rapporto di controllo, compilato dal manutentore secondo i nuovi schemi diffusi dal Governo.

Queste novità impattano non solo sui grandi condomìni e uffici ma anche sulle singole abitazioni o appartamenti. Si tratta di disposizioni già presenti per le caldaie tradizionali, che ora si allargano a tutti gli impianti termici e soprattutto ai condizionatori [1].

Il libretto

È la carta d’identità dell’impianto, lo segue dalla prima accensione a fine servizio e successiva demolizione; registra tutte le modifiche, sostituzioni di apparecchi e componenti, interventi di manutenzione e di controllo, valori di rendimento nel corso della vita utile, cambi di proprietà. Rispetto alla versione in uso fino ad oggi, il modello in vigore dal 1° giugno non si fonda più su due tipologie di moduli (uno riferito alle centrali termiche e l’altro al singolo impianto autonomo), ma su un modulo unico, personalizzabile, costituito da tante schede, usate e assemblate in funzione delle componenti dell’impianto.

Il modello va compilato per la prima volta dall’installatore, all’atto della messa in funzione dell’apparato. Poi viene aggiornato dal responsabile dell’impianto (cioè il singolo cittadino o, in condominio, dall’amministratore o da una ditta terza da questi delegato) o dal manutentore. Per guidare la compilazione, il Cti ha predisposto sul proprio sito (www.cti2000.it) un fac-simile con la spiegazione di cosa inserire voce per voce.

Il rapporto

Il rapporto di efficienza energetica è il verbale dei controlli che, con la periodicità [2] a seconda della potenza e tipologia dell’impianto, l’utente deve far effettuare a proprie spese da un manutentore abilitato. A differenza del libretto si distingue in quattro tipologie (riscaldamento a fiamma e combustione, condizionamento, teleriscaldamento, co-e trigenerazione) e scatta solo nel caso di impianti di riscaldamento con potenza maggiore di 10 kW e di condizionamento con potenza maggiore di 12 kW.

I modelli “bianchi” possono essere scaricati dal sito del MiSE: devono essere compilati dal manutentore, che li trasmette, preferibilmente in via telematica, all’ente locale incaricato di implementare il catasto (in genere, la Provincia o il Comune). Nel documento, allegato in copia anche al libretto, è indicato il risultato dei controlli, che devono essere conformi a quanto previsto dalle norme Uni o ai limiti indicati dalla legge [2]. In caso contrario, il rapporto risulterà negativo e l’impianto sarà da sostituire.

I controlli

I controlli sono a carico degli enti locali, che effettuano accertamenti sui rapporti ricevuti o ispezioni a campione sugli impianti. Le sanzioni vanno da 500 a 3mila euro a carico di proprietario, conduttore, amministratore di condominio o terzo responsabile che non ottemperino ai propri obblighi. Da mille ai 6mila euro per l’operatore incaricato che non redige il rapporto di controllo tecnico.

La procedura. Anche per apparecchi esistenti

Il nuovo libretto vale per tutti gli impianti, compresi quelli esistenti. Le disposizioni di legge non prevedono deroghe per chi ha già un sistema installato da tempo in casa o in ufficio.

Come avviene l’aggiornamento dei moduli?

In teoria, la sostituzione del vecchio libretto con il modello in vigore dal 1° giugno spetterebbe al responsabile (che nei piccoli impianti è l’utente stesso mentre in condominio può essere l’amministratore o la ditta abilitata da questi delegata). Chiamato a collegarsi in rete, scaricare il nuovo modello di libretto dai pdf sul sito del Mise e trascrivere sulla prima pagina di questo nuovo modulo i dati identificativi dell’impianto. Così da avere tutto pronto all’atto del controllo e poter consegnare il documento al manutentore per l’aggiornamento. Aprendo il fac-simile in pdf, infatti, la prima informazione richiesta è se l’impianto sia di nuova installazione, sia stato sottoposto a modifiche o si tratti di una procedura di compilazione del libretto per un apparato già esistente.

Passando dalla teoria alla pratica, però, è facilmente intuibile che ci vorrà del tempo prima che tutti i proprietari di un impianto, venuti al corrente dell’adempimento, si mettano al passo con le richieste. Più facile sarà nel caso di sistemi soggetti a verifiche periodiche, cioè quelli di riscaldamento con potenza maggiore di 10 kW e di condizionamento con potenza maggiore di 12 kW. Perché, quando si dovrà effettuare l’ispezione, allora sarà verosimilmente il manutentore stesso ad aggiornare il libretto.

Per tutti gli altri, l’appuntamento slitterà con ogni probabilità alla prima revisione. «Qualsiasi apparecchio – ipotizzano i tecnici del Cti (Comitato termotecnico italiano) – prima o poi nell’arco della propria vita prevede una qualche forma di controllo, ispezione o sostituzione di componenti per garantire sicurezza e funzionalità».

In ogni caso, scattato l’obbligo formalmente dal 1° giugno, non c’è nella legge una data cogente entro cui tutti dovranno essere in regola.

Diversa la situazione per il rapporto di controllo dell’efficienza energetica. Questo è obbligatorio solo per gli apparati soggetti a verifiche di legge e compilare il modello spetta al manutentore. Le tipologie di rapporto sono quattro, a seconda del sistema controllato: il tipo 1 si riferisce agli impianti di riscaldamento con generatore a fiamma e combustione (i vecchi allegati F e G); il tipo 2 riguarda il condizionamento; i tipi 3 e 4 – meno frequenti – sono relativi agli impianti di teleriscaldamento/teleraffreddamento e di co- e trigenerazione.

Le sanzioni, sono le medesime previste per le nuove installazioni. Il proprietario, conduttore, amministratore di condominio o terzo responsabile rischia un’ammenda da 500 ai 3mila euro. L’operatore che non redige il rapporto di controllo tecnico rischia multe da mille a 6mila euro.

IMPIANTI CON UN SOLO DOCUMENTO

Da domenica prossima, 1° giugno, il libretto d’impianto e i rapporti di controllo per l’efficienza energetica cambiano pelle e diventano documenti obbligatori per tutte le tipologie d’impianto, compresi i condizionatori. Il libretto diventa unico (non più distinto in centrale ed impianto) e personalizzabile.

I rapporti sono, invece, quattro, relativi alle caldaie con o senza produzione di acqua calda sanitaria, al condizionamento, al teleriscaldamento e alla cogenerazione.

IL RAPPORTO DIPENDE DALLA POTENZA

Il nuovo libretto è obbligatorio per tutti gli impianti di climatizzazione e produzione di acqua calda (condizionatori e caldaie). Il rapporto, invece, è necessario solo per i sistemi soggetti a verifiche periodiche, cioè quelli di riscaldamento con potenza maggiore di 10 kW e di condizionamento di potenza maggiore di 12 kW.

I modelli aggiornati devono essere scaricati e compilati anche per caldaie e condizionatori già esistenti ed installati.

UNA NOVITÀ CHE RIGUARDA TUTTI

È cura di chi ha la responsabilità dell’impianto (l’utente, in caso di apparati per singole unità immobiliari; l’amministratore o terzo responsabile per gli altri impianti) aggiornare secondo il nuovo modello o produrre, in caso ad esempio di un condizionatore, il libretto. Il rapporto di controllo va invece compilato dal manutentore o da chi effettua interventi che modificano il rendimento energetico. I pdf dei nuovi documenti si scaricano dal sito del Mise

SANZIONI FINO A 3MILA EURO

La multa va da 500 ai 3mila euro per il proprietario, conduttore, amministratore di condominio o terzo responsabile che non ottemperino ai propri obblighi. Da mille ai 6mila euro per l’operatore incaricato che non provveda a redigere e sottoscrivere il rapporto di controllo tecnico. Ma a complicare le cose possono contribuire eventuali disposizioni regionali sulla stessa materia. Le sanzioni si applicano anche per caldaie e condizionatori già installati

note

[1] Così come prescritto dal Dpr n. 74/2013 e dal successivo decreto ministeriale del 10 febbraio 2014.

[2] Dpr 74/2013.

Autore immagine: 123rf . com

Fonte Sole24Ore

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9 Commenti

  1. Sottoscrivo quello che ha scritto Daniele io non faro’ un cazzo, questa un’altra storia per far guadagnare qualcuno, il primo che sia avvicina a casa lo ammazzo!

  2. SALVE POTETE AIUTARMI?
    VADO A VIVERE IN UN ALTRA CASA (VERCELLI) E MI REGALANO LA CALDAIA A CONDENSAZIONE USATA, POSSO METTERLA NELLA NUOVA CASA? IL MIO TECNICO MI DICE CHE NON POSSO IN QUANTO LA CALDAIA E’ ISCRITTA NEL REGISTRO CON MATRICOLA DEL VECCHIO PROPRIETARIO. COME POSSO FARE?

  3. io ho una vecchia cladaia a gpl l’ho demolita ma vogliono vedere i libretti di manutenzione, io li ho gettati con la caldaia! è giusto che li richiedano?

  4. buongiorno,vorrei un’informazione se possibile
    vorrei sapere,installando una nuova caldaia,devo far collaudo,libretto e analisi dei fumi di combustione con relativo rilascio del bollino verde?
    chiedo perchè sapevo che il l’analisi dei fumi,su una nuova caldaia,andava fatto dopo 4 anni
    inoltre se possibile vorrei sapere dove posso trovare il libretto caldaia e da chi devo far fare queste eventuali operazioni,se dall’installatore o da un centro assistenza autorizzato
    grazie dell’attenzione
    attendo riscontro,colgo occasione per porgere
    cordiali saluti

  5. buon giorno. Cosa è previsto per le caldaiette per la sola produzione di ACS(acqua calda sanitaria). Il padrone di casa deve provvedere alla sostituzione in caso questa si guasti e non esistono più i racambi? Secondo le nuove disposizioni deve essere redatto comunque il libretto anche per le caldaiette per la produzione di solo ACS(acqua calda sanitaria) se questa esiste e non funziona? grazie

  6. provare a mandare a quel paese tutti – dico tutti – quelli che ci vogliono venire in casa a controllare le nostre cose? è ora di finirla di guardarci nelle tasche e nelle nostre case…!

  7. mi rivolgo ai signori governanti di questo paese: con l imposizione dell”euro ci avete dimezzato lo stipendio ….state riempendo l italia di extra comunitari cosi che la nostra paga oraria non superi piu i 5 euro da molti anni ,,,vi siete mangiati la classe media di questo paese e avete la faccia tosta di negarlo….mi chiedevo: ma che cosa volete di piu?…..vi auguro ogni bene a voi e alle vostre famiglie…

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