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Notifica dell’atto fiscale: al portiere come ultima spiaggia

26 Maggio 2014


Notifica dell’atto fiscale: al portiere come ultima spiaggia

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 Maggio 2014



L’attestazione di invio da parte dell’agente postale non prova l’effettiva ricezione della raccomandata: illegittima la consegna al portiere senza cercare prima il destinatario.

La notifica dell’avviso di accertamento nelle mani del portiere è valida ed efficace solo a condizione che l’ufficiale giudiziario dia atto dell’assenza del destinatario e di averlo cercato per consegnargli l’atto nelle mani proprie. È quanto emerge da una recente sentenza della Ctr Lombardia [1].

La vicenda

La controversia riguarda un accertamento consegnato al portiere dello stabile presso cui era domiciliato il contribuente destinatario dell’avviso. A sua volta il postino aveva attestato l’assenza del destinatario con lo sbarramento della casella prevista nel modulo di ricevimento della raccomandata. Il contribuente ha contestato l’illegittimità della notifica in quanto effettuata in violazione di quanto previsto dalla legge [2] secondo cui, in assenza del destinatario, è previsto l’obbligo di consegnare l’atto a una persona di famiglia o addetto alla casa, all’ufficio o all’azienda e, soltanto in mancanza di queste persone, al portiere dello stabile.

Il contribuente ha vinto il giudizio in quanto, nel caso in esame, l’avviso di accertamento (atto prodromico rispetto alle cartelle di pagamento successivamente notificate) era stato notificato direttamente al portiere dello stabile senza eseguire prima il tentativo di notifica nelle mani proprie del contribuente. Ciò costituisce una palese violazione del Codice di procedura civile [3], che “impone al notificatore – come ricorda la Commissione regionale – la ricerca del destinatario per la consegna a mani proprie”.

Gli obblighi del notificante

La pronuncia ricorda la sequenza delineata nella sentenza di primo grado:

1 – nel caso in cui il destinatario non venga trovato, l’agente postale consegna copia del l’atto a una persona di famiglia o addetto alla casa, all’ufficio o all’azienda;

2 – in mancanza di tali persone, la copia viene consegnata al portiere dello stabile in cui si trova l’abitazione, l’ufficio o l’azienda;

3 – il portiere o il vicino di casa deve sottoscrivere una dichiarazione e il notificante dà notizia dell’avvenuta notifica al destinatario.

Di conseguenza la consegna del plico postale al portiere costituisce una “soluzione residuale” come rileva la pronuncia, mentre nel caso oggetto del contenzioso è stata effettuata addirittura in prima battuta.

Un ulteriore elemento di illegittimità si ha quando vi sia il mancato deposito in giudizio dell’avviso di ricezione della raccomandata utilizzata per notificare l’accertamento. Tale avviso di ricezione rappresenta la prova dell’avvenuto invio [4]. Mentre l’attestazione di avvenuta spedizione fornita dall’agente postale non può essere ritenuta valida sotto il profilo processuale.

note

[1] CTR Lombardia sent. n. 1309/33/2014.

[2] Art. 60 del Dpr 600/1973 e dall’articolo 139 cod. proc. civ.

[3] Art. 139 cod. proc. civ.

[4] In conformità a quanto previsto dalla legge 890/1982.

Autore immagine: 123rf . com


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