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Neopatentati: limiti

8 Novembre 2021 | Autore:
Neopatentati: limiti

Patente di guida: cos’è e per quanto tempo è valida? Fino a quando si è neopatentati e quali limitazioni prevede la legge?

La patente di guida è quel documento che consente, a chi ne è in possesso, di poter guidare su strada una o più categorie di veicoli a motore. Il rilascio della patente di guida è subordinato al superamento di un esame che, in genere, prevede due tipologie di prove: una scritta, volta ad accertare la conoscenza del Codice della strada e, più in generale, delle regole che occorre rispettare quando si è alla guida; una pratica, finalizzata alla guida vera e propria del veicolo. La legge impone alcune restrizioni a coloro che da poco tempo hanno conseguito questo titolo. Con il presente articolo vedremo appunto quali sono i limiti per i neopatentati.

Come spiegheremo di qui a breve, oltre che a specifiche limitazioni la legge ha pensato anche di introdurre l’applicazione di sanzioni particolarmente severe. In altre parole, l’infrazione commessa da un neopatentato è ritenuta più grave di quella commessa da una persona con maggiore esperienza. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme quali sono i limiti per i neopatentati.

Patente: cos’è?

Prima di parlare dei limiti per i neopatentati è bene spiegare brevemente, per legge, cos’è la patente.

La patente di guida è un’autorizzazione amministrativa che viene rilasciata dallo Stato al superamento di determinate prove. La patente è un titolo fondamentale per poter guidare un veicolo: senza di essa si rischia di incorrere in gravi sanzioni e perfino in un reato.

Possiamo dunque dire che la patente di guida è un’autorizzazione necessaria per la conduzione su strade pubbliche di un veicolo a motore.

Le patenti di guida sono classificate per categoria (A, B, C, D, E) ciascuna delle quali abilita il conducente alla guida del veicolo in possesso delle caratteristiche (potenza, massa, peso trasportato, ecc.) previste dalla norma per la specifica categoria considerata.

Patente di guida: requisiti

Il rilascio della patente di guida è subordinato al superamento di un esame che, in genere, prevede due tipologie di prove: una scritta, volta ad accertare la conoscenza del Codice della strada e, più in generale, delle regole che occorre rispettare quando si è alla guida di un veicolo; una pratica, finalizzata alla guida vera e propria del mezzo.

Ma non solo: per ottenere il rilascio della patente occorre sottoporsi a una visita medica che accerti il possesso dei requisiti psicofisici che consentono a una persona di potersi mettere alla guida di un veicolo.

Punti della patente: cosa sono?

A partire dal 2003, la legge italiana ha attribuito ad ogni persona in possesso di una patente di guida un numero di punti (pari a 20) che possono essere sottratti a seguito delle infrazioni al Codice della strada.

I punti patente costituiscono l’indicatore dell’affidabilità del cittadino alla guida: un numero elevato di punti significherà un maggiore rispetto dei precetti del Codice della strada. Insomma: i punti patente corrispondono ad una specie di “fedina stradale”.

Il gruzzoletto iniziale di punti patente è soggetto a variazione, sia in negativo che in positivo: se ad ogni infrazione del Codice della strada può corrispondere una decurtazione proporzionata alla gravità della propria condotta, il trascorrere del tempo al contrario aiuta l’automobilista ad aumentare o a recuperare i punti persi. Ed infatti, se non si commettono infrazioni vengono aggiunti 2 punti ogni due anni, fino ad arrivare ad un massimo complessivo di trenta punti (tetto massimo oltre il quale non si può andare).

Patente: per quanto tempo è valida?

Una volta ottenuta la patente di guida a seguito del superamento di tutti gli esami, occorrerà procedere periodicamente al suo rinnovo: la patente, infatti, è un’autorizzazione rilasciata a tempo determinato per cui, per poter continuare a guidare su strade pubbliche, occorre effettuarne il rinnovo.

Ad esempio, il rinnovo della patente di tipo B va effettuato:

  • ogni 10 anni fino all’età di 50 anni;
  • ogni 5 anni per età compresa tra i 50 e i 70 anni;
  • ogni 3 anni per età compresa tra i 70 e gli 80 anni;
  • ogni 2 anni per età superiore agli 80 anni.

Quando si è neopatentati?

Per legge, si è neopatentati per i primi tre anni da quando si è ottenuto il titolo di guida. In pratica, fino a tre anni dal conseguimento della patente, si è considerati neopatentati, con i limiti che vedremo. Ciò significa che un neopatentato può anche essere una persona adulta che ha ottenuto la patente per la prima volta.

Limiti di velocità neopatentati: quali sono?

Cominciamo l’analisi dei limiti per i neopatentati partendo dai limiti di velocità. Secondo il Codice della strada [1], i neopatentati che hanno conseguito la patente di guida di tipo A, A2, B1 e B, non possono superare le seguenti soglie:

  • 100 km/h nei tratti autostradali (per tutti gli altri, il limite è di 130 km/h);
  • 90 km/h nelle strade extraurbane principali (altrimenti 110 km/h).

Inoltre, per il primo anno dall’ottenimento della patente B non si possono guidare autoveicoli che hanno una potenza specifica superiore a 55 kW/t e una potenza massima sopra i 70 kW (95 cavalli).

Chi trasgredisce questi limiti subisce una multa da 165 a 660 euro, oltre alla sospensione della patente da due a otto mesi.

Guida in stato di ebbrezza: cosa succede ai neopatentati?

È noto a tutti che la guida in stato di ebbrezza costituisce un illecito e, nei casi più gravi, perfino un reato. La legge tollera tuttavia la presenza di un tasso alcolemico minimo; per la precisione, fino alla soglia-limite di 0,5 g/l (grammi di alcol per ogni litro di sangue).

Per i neopatentati, invece, il Codice della strada [2] stabilisce un divieto assoluto di mettersi alla guida dopo aver bevuto bevande alcoliche. In pratica, anche un tasso alcolemico molto basso, inferiore allo 0,5 g/l, è idoneo a far scattare la sanzione per il neopatentato.

Il neopatentato sorpreso alla guida con un tasso alcolemico fino a 0,5 g/l è sanzionato con la multa da 168 a 672 euro. Qualora sia stato provocato un incidente, la sanzione amministrativa è raddoppiata.

Inoltre, i neopatentati di età inferiore ai 18 anni colti alla guida con un tasso alcolemico fino a 0,5 g/l non possono conseguire la patente B fino al compimento dei 19 anni. Qualora il tasso alcolemico sia superiore a 0,5 g/l, il divieto di ottenere la patente di guida dell’automobile si estende fino all’età di 21 anni.

Neopatentati: decurtazione punti patente

Come ricordato in precedenza, ogni neopatentato si trova con un “tesoretto” iniziale di 20 punti sulla propria patente. Ai neopatentati, per i primi tre anni dal conseguimento del titolo, si applica un regime di decurtazione dei punti più severo rispetto al normale. Per la precisione:

  • ogni infrazione al Codice della strada comporta la perdita del doppio dei punti;
  • un anno senza infrazioni garantisce un punto bonus;
  • i primi tre anni senza infrazioni garantiscono tre punti bonus;
  • due anni senza infrazioni garantiscono due punti bonus (vale per tutti gli automobilisti).

Le violazioni del Codice della strada prevedono una decurtazione da uno fino a massimo dieci punti dalla patente, da due fino a venti punti per i neopatentati (per cui vale la regola della perdita del doppio dei punti nei primi tre anni).

I neopatentati che commettono un’infrazione grave (sanzionata con la decurtazione massima di 10 punti) rischiano dunque di perdere tutti i 20 punti iniziali.

Nell’eventualità che si verifichi tale situazione, il neopatentato dovrà ripetere gli esami di guida, entro massimo 30 giorni dalla ricezione della notifica da parte del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, pena la sospensione a tempo indeterminato della patente.


note

[1] Art. 117 cod. str.

[2] Art. 186-bis cod. str.

Autore immagine: canva.com/


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