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Stato di necessità: come far annullare le multe in caso di urgenze

26 maggio 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 maggio 2014



Se porti un ferito in ospedale, ti senti male o hai un’altra urgenza, e sfori il limite di velocità, attraversi le Ztl o la corsia di emergenza, puoi chiedere al giudice l’annullamento della multa; importante lo stato di buona fede e l’aver commesso la violazione in situazione di emergenza anche presunta.

 

Quando viene contestata una violazione del Codice della strada e il destinatario del verbale ha commesso questa violazione perché si trovava in situazione di emergenza o grave pericolo per sé o per gli altri, la relativa multa può essere annullata, invocando il cosiddetto “stato di necessità”.

Lo stato di necessità è infatti una situazione che esclude la punibilità per la commissione di un reato; consiste in un comportamento che giustifica chi ha commesso un illecito penale o amministrativo, in quanto costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona [1]. Si pensi a chi, trasportando un ferito in ospedale, supera il limite di velocità previsto in un determinato tratto stradale e viene perciò fotografato da un autovelox, oppure transita, non autorizzato, in zona a traffico limitato; oppure a chi viene multato perché sosta in corsia di emergenza, essendosi dovuto improvvisamente fermare per un impellente bisogno fisiologico.

Ciò ovviamente a condizione che il comportamento illegittimo tenuto sia proporzionato al pericolo che si intende evitare: in parole povere, se io corro a 150 km/h violando il limite di 130 km/h, devo aver un motivo così valido che sia ‘superiore’ alla norma del Codice della strada infranta.

Documentando e provando quindi la situazione di emergenza, o pericolo in ragione del quale è stata commessa la violazione, il Giudice dovrà procedere all’annullamento del relativo verbale, dovendosi considerare esclusa l’illegittimità del fatto commesso.

La Corte di Cassazione e il Giudice di Pace hanno addirittura ritenuto, in materia, che non sia indispensabile provare che la violazione è avvenuta in quanto inevitabile per scongiurare il danno grave o pericolo invocato, essendo sufficiente indicare come la condotta stessa potesse anche solo fornire un contributo determinante al fine di evitare il danno [2].

note

[1] Art. 54 c.p. e art. 4 della Legge 24/11/1981 n. 689;

[2] Si vedano ad esempio: Cass., sent. n. 287/2005; Cass., sent. n. 5877/2004; Cass., sent. n. 9756/90; G.d.P. Prato, sent. del 06/02/2009; G.d.P. Taranto, sent. n. 537 del 15/02/2012.

Autore immagine: 123rf . com

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