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Foto e tag sui social: serve il consenso?

8 Novembre 2021 | Autore:
Foto e tag sui social: serve il consenso?

Pubblicazione di immagini, fotografie e filmati: c’è sempre bisogno del permesso del soggetto immortalato?

Pubblicare informazioni e immagini è divenuta pratica quotidiana. Grazie agli smartphone, bastano pochi secondi per condividere col resto del mondo esperienze e fotografie. Dietro ogni cosa facile, però, si nascondono delle insidie. Quella dell’utilizzo smodato dei social network consiste nel commettere un vero e proprio illecito. Con questo articolo vedremo se per foto e tag sui social serve il consenso.

In pratica, analizzeremo cosa dice la legge a proposito del funzionamento della condivisione di immagini in cui sono raffigurate persone diverse dal titolare del profilo. Il caso emblematico è quello di colui che scatta una foto di gruppo e poi la condivide sui suoi profili social. Può farlo senza chiedere il permesso ai soggetti ritratti? Il consenso alla pubblicazione si presume da quello prestato al momento dello scatto? È possibile inserire un tag, cioè un’etichetta con il collegamento al profilo altrui, senza aver ottenuto prima il permesso? Insomma, con questo articolo vedremo ciò che c’è da sapere a proposito del consenso per foto e tag sui social.

Foto sui social: quando si possono pubblicare?

Il principio da tenere bene in mente è il seguente: non si possono pubblicare immagini, fotografie o video che riguardano altre persone senza il consenso di queste ultime.

In pratica, chi vuole pubblicare sul proprio profilo social (Facebook, Instagram, ecc.) la foto che ritrae un altro soggetto deve prima chiedere il suo permesso. In caso contrario, si viola il diritto alla privacy e quello alla tutela della propria immagine, con il conseguente obbligo di risarcire i danni.

Il consenso alla divulgazione di una foto è necessario anche quando il soggetto si sia fatto ritrarre volontariamente. In altre parole, il consenso prestato al momento dello scatto non può estendersi automaticamente anche alla successiva pubblicazione sui social.

Insomma: serve il permesso sia per fare la foto che per pubblicarla.

Foto sui social: come ottenere il consenso?

Il consenso a pubblicare una foto sul proprio profilo social può essere ottenuto in qualsiasi modo, anche oralmente. È sempre preferibile, però, munirsi di un consenso scritto, cosicché in futuro non possano sorgere questioni.

In genere, il consenso scritto viene rilasciato in ambienti o contesti professionali. Quando si celebrano speciali occasioni, invece, spesso accade che venga riservato uno spazio dedicato a coloro che intendono farsi fotografare e che, al contempo, acconsentono alla divulgazione dell’immagine.

Ad esempio, nell’ambito di una festa nuziale, i fotografi riservano un angolo ove chiunque voglia può farsi immortalare, acconsentendo così implicitamente alla diffusione della foto (magari sul sito e sulla pagina social del fotografo).

Si tenga presente che il consenso può essere sempre revocato. Pertanto, il soggetto ritratto nella foto inizialmente pubblicata col suo permesso può tornare sui suoi passi e chiedere la rimozione dell’immagine.

Foto sui social: quando non serve il consenso?

Non serve il consenso per pubblicare una foto sui social quando la persona è famosa o ricopre un pubblico ufficio, oppure ancora se la pubblicazione persegue una finalità di giustizia o di polizia oppure scopi scientifici, didattici e culturali, quando si tratta di avvenimenti d’interesse pubblico o svolti in pubblico.

Ad esempio, non serve il consenso della persona ripresa mentre partecipa a una manifestazione pubblica. Non serve il permesso se la foto ritrae un cantante che si esibisce o un politico mentre partecipa a un comizio.

La pubblicazione della foto è invece vietata se la pubblicazione arreca pregiudizio all’onore, alla reputazione o al decoro del soggetto ritratto. Si pensi al cantante fotografato mentre ha un malore.

Tag sui social: serve il consenso?

Il discorso non cambia per i tag, cioè per l’uso di etichettare una foto con il nome del soggetto ritratto, in modo di associare l’immagine all’individuo in questione, consentendone una più facile identificazione in futuro.

Molti credono che, taggando una persona presente all’interno di una foto, ottengano automaticamente il consenso alla pubblicazione. Non è così. Poiché il tag segue la pubblicazione della foto, senza il consenso del diretto interessato non si potrà condividere l’immagineaggiungere il tag.

Il tag è soltanto un modo per informare la persona fotografata che la sua immagine è comparsa su un profilo social.

Foto minori sui social: serve il consenso dei genitori?

Per le foto di minori sui social serve il consenso dei genitori. Per la precisione, il minore che ha compiuto i 14 anni può esprimere il consenso al trattamento dei dati personali che lo riguardano.

Invece, per i ragazzi e le ragazze che non hanno ancora 14 anni, il consenso dovrà essere prestato dai genitori o, in loro assenza, dai tutori.

Foto social: si possono usare quelle di altri?

È assolutamente vietato usare le foto di altre persone. Il fatto che esse siano state pubblicate sui social non autorizza il loro utilizzo da parte di terzi. Ciò vale sia per le foto del profilo che per tutte le altre.

Chi si appropria delle immagini altrui rischia una condanna per violazione del diritto d’autore, con il conseguente obbligo di risarcire i danni e rimuovere i contenuti indebitamente utilizzati.

Chi usa la foto profilo di altri per camuffare la propria identità e spacciarsi per un’altra persona rischia di incorrere nel reato di sostituzione di persona, punito con la reclusione fino a un anno.



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