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Lo sai che? Il nuovo vincolo di destinazione: scudo per i debiti?

Lo sai che? Pubblicato il 26 maggio 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 26 maggio 2014

Possibile destinare immobili e mobili registrati alla realizzazione di interessi meritevoli di tutela, sottraendoli all’esecuzione forzata dei creditori.

Con il recente inserimento, nel codice civile, di un nuovo articolo [1] è stato sancito che, con un atto pubblico (dal notaio), chiunque può destinare propri beni immobili e mobili registrati allo scopo di realizzare di interessi meritevoli di tutela. L’interesse da perseguire ed a cui sono “destinati” i beni deve essere indicato nell’atto.

Tale vincolo può durare massimo novant’anni o tutta la vita della persona beneficiaria del vincolo.

In questo modo, si ottiene l’effetto di “isolare” tali beni dal patrimonio generale del soggetto titolare, in modo da destinarli al perseguimento del fine per il quale l’atto di destinazione è stato istituito. Essi, quindi, non saranno neanche aggredibili dai creditori di entrambi i soggetti.

Dunque, i beni conferiti e i loro frutti possono essere impiegati solo per la realizzazione del fine di destinazione e possono essere  oggetto di pignoramento solo per debiti contratti per tale scopo.

La nuova norma rappresenta una rilevantissima eccezione a quella fondamentale regola del nostro sistema giuridico [2] in base alla quale ciascun soggetto risponde dei propri debiti “con tutti i propri beni presenti e futuri”. Infatti, essa consente che alcuni beni possano diventare “invisibili” ai creditori.

Si pensi al caso – spesso ricorrente – di una persona, non coniugata e priva di figli, che presti continuativa assistenza a un parente disabile. Queste persone si pongono inevitabilmente il problema dell’assistenza al disabile nel caso in cui esse, dopo la propria morte, non possano più provvedervi.

Nello stesso tempo, l’intestazione dei beni al disabile può non rivelarsi una scelta adeguata: si pensi al fatto che il disabile non sia in grado di provvedere alla gestione del bene, alla riscossione e all’utilizzo dei frutti, alle riparazioni occorrenti, all’eventuale loro vendita. Ebbene, mediante il vincolo di destinazione a beneficio del disabile, tutte queste esigenze possono essere soddisfatte.

Il denaro non può essere oggetto di vincolo di destinazione. Oggetto di vincolo di destinazione possono essere solamente beni immobili e mobili registrati.

I vantaggi del vincolo di destinazione

La norma non pone limiti di sorta sulla possibilità di far ricorso a questa nuova sorta di “scudo” sui beni. Vi può far ricorso chiunque e, inoltre, la formulazione relativa allo scopo è molto generica. Essa, infatti, parla di “interessi meritevoli di tutela”.

Non è chiaro cosa si debba intendere per “meritevolezza”. Secondo alcuni, è necessario “un fine di utilità sociale”, a carattere superindividuale e socialmente utile. Con la conseguenza che, se non viene perseguito il fine di pubblica utilità, l’atto è nullo e non può essere “salvato”.

L’interpretazione più seguita è quella più elastica: essa ritiene che il requisito della meritevolezza sia soddisfatto ogniqualvolta lo scopo perseguito sia “lecito”, ossia non contrario a norme imperative, all’ordine pubblico o al buon costume.

note

[1] Art. 2645 cod. civ.

[2] Art. 2740 cod. civ.

Autore immagine: 123rf . com


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1 Commento

  1. Il padre Giuseppe, imprenditore, in difficoltà economiche, intende garantire al figlio Luca una dimora certa. Preoccupato per il futuro del figlio istituisce su un immobile il vincolo destinato all’abitazione del figlio – E’ lecito tale atto.

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