Diritto e Fisco | Articoli

La beffa del green pass irrevocabile

16 Agosto 2021
La beffa del green pass irrevocabile

Green pass: non si sospende in caso di soggetto infetto sottoposto all’obbligo di quarantena. 

Nella legge italiana che istituisce il Green pass c’è un passaggio controverso, potremmo dire una vera e propria beffa, che rende il certificato verde irrevocabile anche nei confronti di chi si è infettato. Questa situazione potrebbe rappresentare una bomba ad orologeria, uno scoop in grado di minare l’attendibilità e la finalità del sistema istituito per limitare i contagi.

In pratica, l’app VerificaC19, ossia il software che legge i Qr-Code, non è in grado di verificare se il possessore del Green pass ha contratto il virus in un momento successivo al rilascio del Green pass stesso ed è pertanto soggetto all’obbligo di quarantena. Quarantena che, lo ricordiamo, per i vaccinati è solo di sette giorni. 

Questo significa che una persona affetta da Covid-19, ma con il Green pass ancora in corso di validità, potrebbe facilmente entrare in un locale, sedere a un tavolo, parlare magari con altre persone che hanno ottenuto il Green pass grazie a un tampone negativo e che, perciò, non sono “coperte” dagli effetti più gravi del virus. 

In buona sostanza, avremo dei soggetti portatori dell’infezione che, in buona o malafede, faranno circolare i contagi. 

Questa situazione si aggrava se si tiene conto – così come è stato spiegato in questi giorni – che in chi è vaccinato il virus si ferma alle vie aeree, ossia nelle narici, e quindi si manifesta con un semplice raffreddore. Chi mai, allora, solo perché ha starnutito qualche volta, vorrà fare un tampone per verificare se sia davvero affetto dal Covid? E dunque i detentori di Green pass saranno, a tutti gli effetti, degli untori involontari.

Senza contare ovviamente le immancabili persone in malafede che, pur sapendo di avere il Covid, e confidando sul fatto che il Green Pass non è soggetto a sospensione, continueranno a circolare.

Ma perché mai il Green pass non si sospende per chi, seppur vaccinato, contrae il virus? Perché non esiste in Italia un sistema che metta in pausa la validità del certificato verde in caso di malattia o frode, in modo che una persona con il Qr-Code valido non possa andarsene in giro quando dovrebbe invece effettuare la quarantena? Semplice: perché ciò avrebbe richiesto un sistema di collegamento tra l’app di lettura del Qr-Code alle banche dati contenenti le informazioni sanitarie dei cittadini. Ci sarebbe cioè stato un accesso diretto, da parte di personale non autorizzato (i gestori dei locali e gli stewart degli eventi) ai dati sulla salute degli utenti.

E tutto ciò nonostante, sulla carta, le norme che regolano l’utilizzo dei Green pass dicano a chiare lettere che la certificazione verde potrà essere revocata da una struttura pubblica, da un medico di medicina generale o da un pediatra di libera scelta, nel codice dell’applicazione VerificaC19 non esiste un sistema per farlo. Tuttavia, chi dovrebbe revocare il Green pass, o meglio sospenderlo, sono le autorità sanitarie locali, le Asp, ma mancano le circolari che conferiscano loro tali poteri.

Dall’altro lato, il barista o il ristoratore che chiede il certificato verde non è tecnicamente attrezzato per sapere se il cliente è positivo o negativo nonostante il possesso del certificato. Infatti l’app Verifica C19 lavora offline, senza collegamento ad Internet, quindi non è in modalità dinamica, fa solo un controllo formale sulla validità del Green pass iniziale ma non sa se poi è stato revocato o sospeso (sospenderlo sarebbe la soluzione più corretta, perché poi il Green pass tornerebbe valido quando il vaccinato è guarito, altrimenti occorrerebbe rilasciarne uno nuovo).

Insomma, non siamo dinanzi a un bug dell’app o a una dimenticanza della legge ma a una vera e propria limitazione voluta per rispettare l’altrui privacy. Privacy che però, in questo caso, si riversa in un problema di carattere collettivo.

Questo è solo una delle tante contraddizioni del Green Pass. D’altronde anche il termometro scanner, che misura la temperatura corporea delle persone all’ingresso di locali pubblici e centri commerciali, potrebbe violare la privacy, quando emette l’avviso luminoso o sonoro che avvisa gli addetti del fatto che il soggetto ha la febbre (infatti il Garante privacy ha chiarito che la temperatura può essere misurata ma non deve essere raccolta, cioè registrata e conservata, perché altrimenti si avrebbe un trattamento non autorizzato di dati personali).

Il ministero della Salute dovrebbe trovare un sistema che permetta di rispettare la privacy dei cittadini e, nel contempo, consenta la revoca temporanea delle certificazioni, almeno in caso di attestata positività. Altrimenti, il risultato sarà simile a nascondere la polvere sotto il tappeto.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

14 Commenti

  1. Ovviamente, se una persona ha il Green pass perché è vaccinata e magari ha una brutta tosse a causa del fumo o un raffreddore dopo aver preso freddo al mare, mica va a farsi il tampone. Quindi, si, potenzialmente, è una mina vagante perché potrebbe infettare coloro che non hanno fatto il vaccino o anche chi ha fatto il vaccino e a sua volta può infettare altre persone e continuare a far circolare il virus

  2. Questo Green pass ha un senso solo fino ad un certo punto. Chiaramente, una persona che si è vaccinata immagina di essere immunizzata con un’alta percentuale e quindi difficilmente andrà a farsi un tampone in caso di qualsiasi sospetto. IL Green pass non può mica rilevare questi aspetti e quindi avrebbe il certificato verde anche chi risulta o potrebbe risultare positivo

  3. Come in tutte le circostanze della vita, anche in questo caso ci si deve affidare al buon senso di ognuno! Vero è che molti non sanno cosa sia, ma basterebbe che quella parte che scopre di avere raffreddore o tosse che mai aveva avuto in quella forma, faccia un tampone, ed il rischio si ridurrebbe ulteriormente! Il rischio 0 non esiste!

  4. Serve solo a danneggiare ulteriormente l’economia e creare pericoloso divario tra vaccinati e non.

  5. Dopo tanta informazione e tante ripetizioni fino alla nausea, resto scioccata del fatto che in alcuni eventi chiedano alternativamente il Green pass o il tampone da 48 ore come se fossero due cose distinte e separate. Queste persone evidentemente non hanno capito che il Green pass viene rilasciato a chi è guarito dal Covid-19, a chi si è vaccinato, a chi ha fatto il tampone entro 48 ore. Quindi, chi ha fatto il tampone per forza ha il Green pass….

  6. Stanno facendo delle discriminazioni tra vaccinati e non vaccinati. Ora, ci stanno spingendo all’odio reciproco. La gente guarda con sospetto chi non si vaccina. Ma io sono libero o no di vaccinarmi? Mica sono costretto a piegarmi al volere degli altri o alle costrizioni del Governo. Devo pagare il tampone per accedere a determinati servizi? E pagherò, ma non voglio in alcun modo farmi il vaccino. E nessuno deve puntare il dito contro di me

  7. Sono ritornato nella mia Regione in vacanza, visto che ho la residenza altrove per questioni lavorative. La prima cosa che mi hanno detto amici e parenti quando mi hanno visto è stata: ti sei vaccinato? Cioè, non mi hanno accolto come al solito, mi hanno guardato come se fossi un alieno, un untore, un appestato quando gli ho detto che non mi sono vaccinato ma che ho fatto il tampone ed è tutto ok perché sono negativo. Ormai, queste vicende ci stanno sfuggendo di mano, ci stanno inculcando la paura e l’avversione nei confronti degli altri che per un motivo o per un altro non hanno intenzione di fare il vaccino

  8. Quasi quasi chi ha il Green pass finge di non averlo quando va nei locali o nei ristoranti perché vuole cenare fuori all’aria fresca e non rimanere dentro con l’aria condizionata. Questo perché giustamente il ristoratore cerca di avere il massimo delle prenotazioni e vuole andare incontro a chi non è munito di Green pass e che quindi non può restare al chiuso nel locale. Così chi dovrebbe avere la priorità, se vogliamo metterla in questi termini, perché ha il certificato verde, rimane fregato al chiuso e non si gode la vista del paesaggio perché deve cenare al chiuso

  9. Questa sciocchezza del Green pass è stata organizzata molto male. Sì è una beffa perché tanto non si monitorano davvero quelli che sono coperti dalla vaccinazione, dal tampone o dalla guarigione. Inoltre, la gente se ne frega ed i ristoratori non si mettono a fare i controllori diciamoci la verità. Ma avete visto quei lidi in cui la gente si sta ammucchiata come sardine? A che serve se uno ha il Green pass se poi altri 40 non lo hanno e sono potenzialmente contagiosi?

  10. Ma che senso ha il Green pass se una persona può cenare in un ristorante dell’albergo senza che gli venga chiesto? E poi in un altro ristorante esterno viene invece richiesto? Vorrei capire come hanno studiato questo decreto questi geni

  11. Metti il caso che una persona ha il Green pass perché si è vaccinata e poi si becchi una febbricola estiva… Saranno stati il caldo, il vento freddo serale, il sudore, i capelli bagnati, l’aria condizionata? Beh, fatto sta che il titolare del certificato verde si è preso la febbre. Ora, secondo voi, quanti sarebbero disposti a rinunciare alle proprie vacanze in queste circostanze e a farsi un tampone con il rischio di essere segnalati come contagiati. Ma poi immagino che seguendo questa procedura il Green pass gli venga revocato. E per chi non ha il buon senso di farsi un tampone? Niente, continuerà ad aggirarsi indisturbato con il rischio di contagiare chi non si è vaccinato perché ha l’esenzione o perché è un no vax

  12. Continuo a pensare che questo pass non è stato studiato come si deve. Il punto di partenza è buono ma non è stato sviluppato in maniera intelligente. A mio parere, ci si poteva organizzare diversamente e magari chiedere davvero il certificato ovunque. Non ha senso chiederlo solo nei luoghi chiusi se poi nei posti all’aperto la gente si ammassa e si sta stretta a ballare nei lidi come sardine

  13. Green pass o non Green pass la gente sta perdendo la testa con questo Covid-19. SI stanno sollevando discussioni che portano a litigi seri anche tra i propri cari e si generano delle inimicizie tra pro vax e no vax convinti. Non si rispetta il pensiero altrui, non si rispettano le abitudini altrui. Se io ti dico che voglio restare a distanza e indosso la mascherina, non devi prenderti gioco delle regole e devi indossare il dispositivo di protezione personale nei luoghi in cui è obbligatorio. Non si può fare solo ciò che ci passa per la testa e ci fa comodo a noi. Se il ristorante richiede il Green pass perché non ha posti all’aperto e deve farti per forza accomodare al chiuso, non puoi sollevare una discussione perché crei disagi tra i lavoratori ed i clienti e poi rischi di far prendere una multa a loro che stanno lavorando dopo tanto tempo di restrizioni e chiusure e poi ti becchi anche tu la multa

  14. Non è vero che i vaccinati, in caso di positività sono sottoposti ad una quarantena di soli 7 giorni.
    Intanto si tratta di isolamento, e non quarantena. E poi se rimani positivo, ti liberi solo dopo 21 giorni nel peggiore dei casi.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube