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Accesso agli atti di polizia: come fare?

8 Novembre 2021 | Autore:
Accesso agli atti di polizia: come fare?

Istanza per prendere visione ed estrarre copia dei documenti amministrativi presso le forze dell’ordine: cos’è e quando si può fare?

La legge conferisce a ogni cittadino, purché ne abbia un interesse concreto, il diritto di prendere visione ed estrarre copia dei documenti in possesso della Pubblica Amministrazione. Si tratta del famoso accesso documentale, introdotto per la prima volta dalla legge sul procedimento amministrativo. Queste regole valgono anche per le informazioni possedute dalle forze dell’ordine? Come fare l’accesso agli atti di polizia?

Sin da subito va detto che anche per i documenti amministrativi in possesso delle forze dell’ordine è possibile esercitare il diritto di accesso. Tuttavia, non è possibile chiedere a polizia e carabinieri di poter visionare atti protetti dal segreto d’indagine. Ciò vuol dire che le investigazioni sono inaccessibili, anche a chi ne abbia un diretto interesse. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme come funziona l’accesso agli atti di polizia e carabinieri.

Accesso agli atti: cos’è?

Si definisce accesso agli atti il diritto che la legge riconosce alle persone interessate di poter prendere visione ed estrarre copia dei documenti di cui è in possesso la Pubblica Amministrazione.

L’accesso agli atti riguarda solamente i documenti amministrativi, per tali dovendosi intendere ogni rappresentazione (grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie) del contenuto di atti, anche interni o non relativi ad uno specifico procedimento, detenuti da una pubblica amministrazione e concernenti attività di pubblico interesse.

Ad esempio, è possibile chiedere l’accesso agli atti della pratica per il rilascio di un titolo edilizio, quando la procedura riguarda un proprio immobile, oppure l’accesso agli atti di un concorso pubblico, se il candidato ha interesse a verificare il lavoro della commissione esaminatrice.

Accesso agli atti: come funziona?

L’accesso agli atti si esercita nei confronti delle pubbliche amministrazioni, delle aziende autonome e speciali, degli enti pubblici e dei gestori di pubblici servizi.

L’amministrazione deve rispondere entro 30 giorni, decorsi i quali l’accesso si intende respinto. Il richiedente può presentare ricorso al Tribunale amministrativo regionale ovvero chiedere, nei confronti degli atti delle amministrazioni comunali, provinciali e regionali, al difensore civico competente per ambito territoriale, ove costituito, che sia riesaminata la suddetta determinazione. Qualora tale organo non sia stato istituito, la competenza è attribuita al difensore civico competente per l’ambito territoriale immediatamente superiore.

Nei confronti degli atti delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato tale richiesta è inoltrata presso la Commissione per l’accesso nonché presso l’amministrazione resistente. Il difensore civico o la Commissione per l’accesso si pronuncia entro trenta giorni dalla presentazione dell’istanza. Scaduto infruttuosamente tale termine, il ricorso si intende respinto.

Accesso agli atti di polizia: quando si può fare?

Veniamo ora al diritto di accesso agli atti conservati dalle forze dell’ordine, come ad esempio polizia e carabinieri.

L’accesso ai documenti posseduti dalle forze dell’ordine può essere esercitato nei termini visti sopra, come se si trattasse di una normale pubblica amministrazione.

Il diritto di accesso non può però riguardare gli atti d’indagine. Secondo la legge [1], gli atti d’indagine compiuti dalla polizia giudiziaria sono coperti dal segreto fino a quando l’imputato non ne possa avere conoscenza e, comunque, non oltre la chiusura delle indagini preliminari.

Dunque, tutto ciò che la polizia possiede in quanto legato a un’attività investigativa non può essere mostrato ad alcuno, nemmeno ai diretti interessati, come ad esempio la persona offesa e l’indagato.

Ciò significa che la persona indagata non potrà rivolgersi ai carabinieri o alla polizia per chiedere di visionare la denuncia/querela che è stata sporta contro di lui, né la vittima potrà chiedere di vedere le indagini fino a quel momento svolte.

Sarà la Procura della Repubblica, a tempo debito, a comunicare alle parti quando è possibile prendere visione degli atti d’indagine (cosa che in genere accade quando viene notificato l’avviso di conclusione delle indagini).

Per sapere invece se è stata sporta denuncia e se ci sono delle indagini in corso, ci si potrà rivolgere direttamente alla Procura mediante istanza ex art. 335 c.p.p.

Accesso documenti polizia: come fare?

Quali sono allora gli atti per i quali è possibile chiedere l’accesso alla polizia? Tutti quelli che non riguardano un’indagine in corso, sempre che sussista un interesse concreto a prenderne visione.

Ad esempio, è possibile fare un’istanza di accesso al verbale di incidente redatto dagli agenti accertatori che sono intervenuti al momento del sinistro stradale. In questo caso, la vittima dell’incidente dovrà specificare la sua qualità di persona interessata e il motivo della richiesta (ad esempio, la necessità di mostrare il verbale alla compagnia di assicurazione per ottenere il risarcimento).

L’istanza di accesso ai documenti di polizia va fatta presso l’ufficio competente, che è quello che possiede materialmente gli atti che si intendono visionare. Può essere depositata a mani oppure inviata tramite pec o raccomandata con avviso di ricevimento.

Il diritto di accesso agli atti è gratuito, salvo il pagamento delle spese necessarie per ottenere copia degli atti.


note

[1] Art. 329 cod. proc. pen.

Autore immagine: canva.com/


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