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Danno da fermo: cos’è?

8 Novembre 2021 | Autore:
Danno da fermo: cos’è?

Come viene riconosciuto il disagio di chi si trova senza veicolo o con il locale inagibile per colpa di terzi? C’è un risarcimento?

Quanti soldi perderesti se, per colpa di qualcuno, dovessi fermare all’improvviso la tua attività? E quanto ti potrebbe costare l’essere costretto a trovare dei mezzi alternativi per continuare a mandarla avanti? Quanti soldi spenderesti in mezzi di trasporto per fare il tragitto casa-lavoro e lavoro-casa ogni giorno solo perché qualcuno ti è venuto addosso l’ultima volta che hai preso l’auto ed ora la tua macchina è «momentaneamente assente», nelle mani del carrozziere che deve metterla a posto? E quanto tempo dovresti rubare in questo caso al riposo, al tempo libero e alla famiglia? Ecco, chi si chiede il danno da fermo cos’è, può cominciare a farsi un’idea attraverso le risposte a tutte queste domande.

Il danno da fermo, chiamato anche «danno da fermo tecnico», si manifesta quando, a causa di un incidente stradale, ci si vede costretti a rinunciare all’auto per un periodo di tempo e a trovare una soluzione a proprie spese per non restare inattivi. Che si tratti di un rappresentante di commercio o di un impiegato. Ma il danno è riscontrabile anche quando si lascia distrattamente un rubinetto aperto provocando l’allagamento del negozio che si trova sotto casa: il titolare sarà costretto a chiudere per il tempo necessario a sistemare i locali. Vediamo nel dettaglio che cos’è il danno da fermo, cosa comporta, se e come si può chiedere un risarcimento.

Danno da fermo: cosa comporta?

Come anticipato, il danno da fermo tecnico è il pregiudizio economico che una persona subisce per non poter utilizzare un suo bene durante un determinato periodo di tempo per colpa di un altro.

Il caso più frequente è quello dell’auto coinvolta in un incidente stradale che resta ferma per giorni o per qualche settimana in attesa che l’assicurazione faccia la perizia e che il carrozziere la sistemi. Questo può comportare sia una maggiore spesa sia un mancato guadagno. Il danneggiato, infatti, si troverà di fronte ad un bivio: o resta inattivo per un periodo di tempo finché non potrà disporre del suo veicolo, con la conseguente sospensione della sua attività e la mancata possibilità di fare reddito, oppure deve arrangiarsi per conto suo tirando fuori i soldi dal suo portafoglio in modo da non interrompere il lavoro. Sarà costretto, in poche parole, a pagare un’auto a noleggio o  i mezzi di trasporto pubblico (che condizionano anche il tempo libero a disposizione per il riposo e per la famiglia, dovendo dipendere dagli orari e dagli immancabili ritardi che ben conoscono i pendolari).

Va detto, inoltre, che una macchina ferma costa dei soldi: tocca pagare, infatti, bollo e assicurazione anche per un’auto che non si può utilizzare

Poi, c’è anche l’altro caso citato all’inizio, cioè quello dei locali allagati perché il vicino di sopra è partito per il weekend lasciando inavvertitamente un rubinetto aperto e causando un pregiudizio all’esercente che, alzata la saracinesca il lunedì, si trova l’amara sorpresa. Il danno da fermo tecnico si manifesta nell’obbligo di dover tenere chiuso il negozio finché tutto sarà sistemato: portare via l’acqua, mettere a posto le parti del muro da cui è venuta giù l’acqua, controllare ed eventualmente sostituire la merce rovinata, ecc. Significa, ovviamente, perdere clienti e guadagno.

Danno da fermo: quando spetta il risarcimento?

La prima cosa da fare per poter ottenere il risarcimento è dimostrare il danno da fermo subìto. Per tornare al caso dell’incidente stradale, un sinistro non comporta per forza un danno economico da fermo: il proprietario potrebbe avere un secondo veicolo a casa ed avere, così, la possibilità di continuare a svolgere la sua attività. Oppure potrebbe lavorare a due passi dalla sua abitazione e, quindi, non dipendere da un’auto, almeno durante il periodo in cui la macchina resta dal carrozziere per la riparazione. Ci sarà, certo, l’importo che l’assicurazione dovrà corrispondere per il danno materiale e, eventualmente, per quello fisico riportato nell’incidente (sempre che la colpa sia dell’altro automobilista).

Danno da fermo: come si può provare?

Per il risarcimento da danno da fermo, quindi, ci vuole la prova della perdita economica e del disagio causato dalla mancanza dell’auto. Ad esempio, dimostrare (orari ufficiali e biglietti alla mano) che si è costretti a partire la mattina molto prima e a rientrare a casa decisamente più tardi a causa dei pochi mezzi pubblici a disposizione. In questo modo, un giudice può optare per la liquidazione equitativa del danno, ovvero in base a una stima fatta dallo stesso magistrato quando non è possibile effettuare un calcolo economico preciso di un danno provato.

È possibile provare la perdita economica anche con le ricevute o le fatture dell’auto presa a noleggio per poter continuare la propria attività. O con quelle dell’albergo in cui si è costretti a pernottare perché non ci sono dei mezzi di trasporto ad una certa ora per tornare a casa, così come del ristorante in cui si cena sempre per lo stesso motivo. Sono i documenti che dimostrano il cosiddetto danno emergente.

Non è così semplice, invece, provare il mancato guadagno, cioè il lucro cessante. Per un professionista sarebbe assai complicato, forse un po’ meno per il negoziante o per il barista costretto a chiudere il locale a causa di infiltrazioni che riesce a dimostrare l’incasso medio di una giornata.



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