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Risarcimento del terzo trasportato: in caso di morte la procedura è diversa

26 Maggio 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 Maggio 2014



I parenti del terzo trasportato, vittima di un incidente mortale, non possono chiedere all’assicurazione del veicolo su cui questi viaggiava il ristoro per i patimenti subiti in conseguenza del decesso.

In base al codice delle assicurazioni private (salvo nel caso di sinistro stradale derivante da un evento imprevisto e imprevedibile), il danno subìto dal terzo trasportato è risarcito dall’impresa di assicurazione del veicolo sul quale era a bordo al momento dell’incidente [1]. Il risarcimento spetta al terzo trasportato a prescindere dall’accertamento della responsabilità dei conducenti dei veicoli coinvolti nel sinistro.

Tuttavia, se il terzo trasportato è coinvolto in un incidente mortale, i suoi congiunti possono azionare la stessa richiesta di risarcimento nei confronti dell’assicurazione? No. I congiunti possono chiedere il risarcimento in qualità di eredi, ma non possono agire in base alla suesposta procedura nei confronti dell’assicurazione del veicolo sui cui il terzo viaggiava al momento dell’incidente per i danni personali derivanti dal decesso del proprio congiunto. Ciò in quanto questa azione è personale e può essere utilizzata solo dal terzo trasportato.

Lo ha stabilito il tribunale di Caltanissetta con una sentenza del 24 aprile scorso, che ha dichiarato inammissibile la domanda proposta dai congiunti della vittima [2].

La procedura sopra descritta si riferisce, infatti, al risarcimento dei danni subiti nel sinistro dal terzo trasportato, non anche alle conseguenze pregiudizievoli subite dai parenti della vittima, i cosiddetti “danni riflessi”; si tratta di tutti quei pregiudizi di natura economica e morale che un soggetto subisce in conseguenza della morte di un congiunto: si pensi al danno esistenziale da perdita del rapporto familiare o al danno morale consistente nelle sofferenze psichiche dovute al venire meno di un familiare.

Pertanto, secondo il Tribunale di Caltanissetta, i parenti non possono utilizzare la procedura del codice delle assicurazioni provate per richiedere il risarcimento dei danni subiti in prima persona, ma possono chiedere, in qualità di eredi, il ristoro del danno biologico, morale ed esistenziale subito dal loro congiunto.

note

 

[1] Art. 141, Codice delle assicurazioni private (D. lgs. 209/2005).

[2] Trib. Caltanissetta, sent. 24.05.2014.

Autore immagine: 123rf . com


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