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Soldi rubati dalla carta: come difendersi?

9 Novembre 2021 | Autore:
Soldi rubati dalla carta: come difendersi?

Cosa dice la legge sull’obbligo del cliente e della banca e sul diritto al rimborso. Come evitare clonazioni o transazioni fraudolente.

«Tesoro, li hai fatti tu tutti questi ordini con la carta di credito? Ho ricevuto dei messaggi via e-mail e ci sono dei vassoi e dei bicchieri colorati in arrivo». «Chi? Io? Nemmeno so di cosa parli. E poi, secondo te, io comprerei quella roba lì? Non offendere il mio buon gusto, per cortesia». Ecco, questa scena ci dice due cose. La prima: che la signora ama le cose di stile. La seconda: che qualcuno ha fatto degli acquisti con la carta di credito del marito. E non è stata la moglie. Significa che uno sconosciuto è entrato in possesso dei dati di accesso e non ha fatto complimenti. Risultato: è sparita una cifra consistente di denaro. Che si deve fare in questi casi? Quali sono i diritti del consumatore per i soldi rubati dalla carta? Come difendersi?

Ci sono delle cose che non possono aspettare quando ci si accorge che qualcuno ha utilizzato la propria carta di credito senza autorizzazione. Sicuramente, la prima cosa da fare è bloccare la carta. Ma se poi si vuole il rimborso dell’importo rubato, visto che se ne ha il diritto, si deve rispettare una determinata procedura che parte da un commissariato di polizia o da una stazione dei Carabinieri dove sporgere denuncia e che finisce in banca. Dopodiché, ci saranno anche degli accorgimenti da tenere presenti per non inciampare nuovamente nello stesso sasso. Vediamo come difendersi in caso di soldi rubati dalla carta.

Soldi rubati dalla carta: cosa dice la legge?

Partiamo dalla normativa. C’è una direttiva approvata dal Parlamento europeo nel 2015, la cosiddetta PSD2 (Payment Services Directive) [1] che parla dei servizi di pagamento nel mercato interno dell’Unione e che si pone degli obiettivi come rendere più sicuri i pagamenti elettronici all’interno dell’Ue e verso Paesi terzi garantendo maggiore protezione al consumatore.

A tal proposito, la direttiva stabilisce alcune linee guida per la tutela di chi utilizza la carta di credito o di debito o altri sistemi di pagamento elettronico. Si parte dalla richiesta obbligatoria del consenso del consumatore per la corretta esecuzione dei pagamenti. In caso contrario, le transazioni devono considerarsi non autorizzate. È possibile revocare il consenso in qualsiasi momento, dopodiché qualsiasi operazione venga effettuata non sarà valida.

La normativa europea impone anche che ci sia un limite di spesa con gli strumenti elettronici di pagamento al fine di limitare le perdite in caso di soldi rubati dalla carta o, comunque, di frodi. È il cosiddetto plafond oltre il quale le transazioni vengono respinte.

Il contratto tra l’istituto di credito ed il cliente deve prevedere la possibilità per la banca di bloccare lo strumento di pagamento elettronico nel caso in cui abbia il sospetto che qualcuno lo stia utilizzando in maniera fraudolenta. Può succedere, ad esempio, in caso di una spesa per un importo insolito rispetto alle abitudini del consumatore. Ad ogni modo, e se possibile, la banca deve informare il cliente che sta per bloccare la carta.

È responsabilità del cliente far sapere alla società che gestisce la carta e alla banca del furto, smarrimento, appropriazione indebita o uso non autorizzato dello strumento di pagamento non appena se ne accorge. In tal modo, sarà possibile contestare le operazioni successive o, comunque, non autorizzate.

A sua volta, la banca deve adottare qualsiasi possibile accorgimento per garantire la sicurezza e per tutelare tecnicamente il cliente in modo che nessuno possa accedere ai dati della sua carta e, di conseguenza, ai suoi soldi.

Soldi rubati dalla carta: che succede quando il cliente se ne accorge?

Come detto poco fa, non appena ci si accorge che sono stati rubati dei soldi dalla carta di credito, occorre contattare la società che l’ha emessa per bloccarla e sporgere denuncia alle forze dell’ordine. Nel caso in cui si neghi di avere autorizzato determinate operazioni di pagamento, sarà la banca a dover provare che il cliente ha autenticato la transazione oppure non ha adottato le dovute precauzioni per evitare una frode (ad esempio, ha prestato la carta a qualcuno o non ha custodito a dovere le credenziali di accesso alla sua pagina di home banking).

Se l’istituto di credito non riesce a dimostrare che i soldi sono stati rubati dalla carta per colpa del cliente, è tenuto a rimborsare l’importo dell’operazione non riconosciuta. Ad ogni modo, secondo la normativa europea, il rimborso non impedisce alla banca di dimostrare successivamente che la transazione era stata autorizzata dal cliente. Di norma, il rimborso viene riconosciuto non oltre i 15 giorni dalla richiesta e solo se l’importo oggetto del furto è superiore a 50 euro (la cosiddetta franchigia).

In caso di controversia con l’istituto, il consumatore ha la possibilità di rivolgersi all’Arbitro bancario finanziario (Abf).

Soldi rubati dalla carta: come evitarlo?

La prima mossa per evitare di rimanere vittima di furto di soldi dalla carta di credito la si fa nel momento in cui la carta arriva a casa: occorre controllare che la busta sia correttamente sigillata e che riporti l’intestazione della banca o della società che l’ha emessa. La Polizia postale consiglia, inoltre, di attivare i sistemi di protezione 3D o di notifica: in pratica, si riceverà un messaggio sul cellulare quando verrà fatta un’operazione oltre una certa soglia prestabilita.

Come detto, la banca potrebbe rifiutarsi di rimborsare i soldi rubati dalla carta nel caso in cui venga a sapere che il titolare della carta la presta frequentemente a qualcuno. Quindi, meglio non prendere questa abitudine.

Quando si effettua un pagamento in un negozio, in un ristorante o in qualsiasi altro luogo, è cosa buona e giusta tenere sempre d’occhio la carta per evitare che venga effettuata un’operazione fraudolenta avvicinando la tessera contactless ad un secondo Pos nascosto. Allo stesso tempo, è importante tenere la carta schermata per evitare che nella ressa dell’autobus o della metropolitana, durante un concerto o in qualsiasi altro posto affollato qualcuno avvicini un congegno elettronico alla carta e riesca a clonarla o ad effettuare un’operazione.

Vanno controllate anche le fessure degli sportelli Bancomat, dove i malintenzionati inseriscono spesso dei sistemi per clonare le carte. Infine, non conviene mai tenere nello stesso luogo la carta ed il promemoria del codice Pin, così come sarebbe meglio non memorizzarlo tra i contatti del telefono con un nome fin troppo eloquente (ad esempio «Pin Bancomat», «codice carta», ecc.): se qualcuno ruba la borsa contenente la tessera e il cellulare, non ci metterà molto a scoprire come rubare i soldi dal conto. Chiamatela Pippo, piuttosto.


note

[1] Direttiva Ue n. 2017/2366.


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