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Si può usucapire un cane?

10 Novembre 2021 | Autore:
Si può usucapire un cane?

Animali smarriti: quando se ne acquista la proprietà? Come comprare i cani randagi? Cosa sono l’invenzione e l’occupazione di cose mobili?

Gli animali da compagnia possono essere un tesoro inestimabile per i loro proprietari. Ecco perché, quando vengono smarriti, ci si attiva immediatamente per ritrovarli. Secondo la legge, ritrovare un animale può essere un modo per acquisirne legalmente la proprietà. È cosa nota, infatti, che l’ordinamento giuridico, pur tutelando tutti gli animali (giungendo perfino a prevedere sanzioni penali nel caso di abbandono o di maltrattamenti), consideri gli stessi alla stregua di cose, cioè di oggetti che si possono acquistare esattamente come un telefono, un computer, ecc. Si può usucapire un cane?

Con questo articolo vedremo in che modo è possibile acquistare la proprietà di un animale d’affezione smarrito. Si prenda il caso di chi trova in strada un cane e non riesca a restituirlo al padrone perché non ha il microchip. Come fare in queste ipotesi? E se il cane è randagio? Come acquistarne la proprietà? Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme se è possibile usucapire un cane.

Usucapione: cos’è?

L’usucapione è uno dei modi di acquisto della proprietà. In pratica, l’usucapione consente di diventare titolari a tutti gli effetti di un bene, anche se questo apparteneva formalmente ad altri.

Ad esempio, chi si prende cura di un terreno per venti anni, può acquistarne la proprietà in spregio al formale titolare, cioè a colui che risulta essere proprietario dai registri immobiliari presenti presso l’Agenzia delle Entrate.

Usucapione: come funziona?

L’usucapione è strettamente collegata a due situazioni: il possesso e il tempo. Usucapisce solamente chi possiede una cosa per un determinato periodo di tempo. Per la precisione:

  • i beni immobili si acquistano per usucapione dopo venti anni di possesso;
  • i beni mobili si usucapiscono dopo dieci anni di possesso. Se però il possessore è in mala fede, nel senso che sa di ledere un diritto altrui, l’usucapione si compie con il decorso di venti anni.

Ci sono tuttavia delle eccezioni a quanto appena detto:

  • colui che acquista in buona fede un immobile da chi non è proprietario, in forza di un titolo idoneo a trasferire la proprietà debitamente trascritto, usucapisce il bene col decorso di dieci anni dalla data della trascrizione. È il caso di chi acquista una casa sottoscrivendo il contratto con la persona che non ne è proprietaria;
  • colui che acquista beni mobili comprandoli da chi non ne è proprietario ottiene ugualmente la proprietà di detti beni, purché sia in buona fede al momento della consegna e sussista un titolo idoneo al trasferimento della proprietà (cosiddetta regola del possesso vale titolo). Ad esempio, chi compra con scrittura privata un orologio dal ladro che l’ha rubato pensando che questi sia realmente il proprietario, acquista immediatamente la proprietà del bene, anche se l’ha comprato da chi non era legittimato a venderlo.

Cane: si può usucapire?

Chiarito cos’è l’usucapione e come funziona, vediamo ora se è possibile applicare questo istituto anche agli animali e, nello specifico, ai cani. Poiché ogni animale è considerato, per legge, un bene giuridico, è possibile usucapire un cane?

A questa domanda ha (indirettamente) dato risposta la giurisprudenza, stabilendo che è possibile acquistare la proprietà di un cane smarrito nel caso di suo ritrovamento.

Per la precisione, la Corte d’Appello di Milano [1] ha stabilito che, nell’ipotesi di cane smarrito e poi ritrovato da una persona diversa dal proprietario, è possibile acquistarne la proprietà non in base all’usucapione, bensì in virtù di quella norma del Codice civile [2] secondo cui, chi trova una cosa persa dal legittimo proprietario, può farla sua, purché ne abbia dato comunicazione alle autorità e sia trascorso un anno dal ritrovamento.

Secondo la legge, chi trova una cosa mobile deve restituirla al proprietario, e, se non lo conosce, deve consegnarla senza ritardo al sindaco del luogo in cui l’ha trovata, indicando le circostanze del ritrovamento.

Il sindaco, a sua volta, rende nota la consegna per mezzo di pubblicazione nell’albo pretorio del Comune, da farsi per due domeniche successive e da restare affissa per tre giorni ogni volta.

Trascorso un anno dall’ultimo giorno della pubblicazione senza che si presenti il proprietario, la cosa appartiene a chi l’ha trovata.

Il ritrovamento di cosa smarrita (definita dalla legge “invenzione”) è un modo di acquisto della proprietà esattamente come l’usucapione. La differenza è che, mentre per l’usucapione c’è bisogno che trascorrano molti anni, l’acquisto per ritrovamento o invenzione è più veloce, essendo sufficiente il decorso di un anno senza che il proprietario sia stato identificato.

Cane smarrito: cosa succede se ha il microchip?

Le cose cambiano se il cane ha il microchip che rende possibile l’identificazione del proprietario. In tal caso, chi trova un cane smarrito deve immediatamente darne segnalazione alle autorità competenti (l’Asl veterinaria); quest’ultima procederà alla lettura del microchip e alla restituzione al legittimo proprietario.

Va peraltro precisato che il microchip e l’iscrizione all’anagrafe canina costituiscono solamente una presunzione di proprietà, nel senso che l’animale potrebbe essere stato nel frattempo ceduto dalla persona che risulta formalmente esserne il proprietario senza che si sia provveduto ad aggiornare l’anagrafe.

Cane randagio: si può usucapire?

Diverso è il discorso per i cani randagi, cioè per quegli animali che non appartengono a nessuno. In questo caso, chi vuole diventare proprietario di un cane che non è mai appartenuto ad alcuno non deve fare altro che prenderlo con sé.

In un caso del genere, l’acquisto avviene immediatamente, non per usucapione ma per occupazione. Secondo il Codice civile [3], le cose mobili che non sono di proprietà di alcuno si acquistano con l’occupazione, cioè con la loro apprensione materiale.

La differenza tra l’invenzione (cioè il ritrovamento) e l’occupazione riguarda la natura degli oggetti mobili: mentre nel primo caso deve trattarsi di cose smarrite, cioè andate perse involontariamente, nel secondo deve trattarsi di cose abbandonate, cioè che non sono di nessuno, perché non lo sono mai state oppure perché sono state dismesse volontariamente.

Si può usucapire il cane altrui?

Analizziamo infine l’ultima ipotesi. Si può usucapire il cane altrui? Si tratta del caso in cui un soggetto si appropri dell’animale di un altro proprietario senza l’intenzione di volerglielo restituire. Si pensi a chi trova per strada un cane e, pur essendo identificabile il titolare dalla targhetta al collo oppure dal microchip, si voglia comunque tenerlo con sé.

Ebbene, come spiegato nell’articolo “Appropriazione di cane altrui” e ricordato in precedenza a proposito dell’invenzione, chi trova un animale che è stato evidentemente smarrito deve attivarsi per segnalare il fatto alle autorità competenti affinché si provveda alla restituzione al titolare.

In caso contrario, il rischio è quello di subire un’azione civile (azione di rivendicazione) da parte del legittimo proprietario, con conseguente obbligo di restituzione dell’animale e del pagamento del risarcimento dei danni.

Tuttavia, qualora il legittimo proprietario non dovesse intraprendere alcuna azione legale (magari perché non sa che il suo animale è stato ritrovato da altri), allora colui che si è impossessato del cane potrebbe usucapirlo solamente dopo venti anni. Come spiegato sopra, infatti, si tratterebbe di un possesso in mala fede.

Considerato che la vita media di un cane è decisamente più breve, possiamo affermare che, in teoria, chi si impossessato del cane altrui può acquistarlo per usucapione, ma che in pratica ciò è difficilissimo perché occorrono venti anni.

Ovviamente, qualora l’impossessamento del cane altrui è avvenuto mediante un vero e proprio furto, cioè sottraendo intenzionalmente l’animale al proprietario che lo deteneva, allora si risponderà del relativo reato [4].


note

[1] App. Milano, sent. n. 2089 del 18 agosto 2020.

[2] Art. 927 cod. civ.

[3] Art. 923 cod. civ.

[4] Art. 624 cod. pen.

Autore immagine: pixabay.com


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