Diritto e Fisco | Articoli

Riscatto dei periodi di lavoro autonomo

11 Novembre 2021 | Autore:
Riscatto dei periodi di lavoro autonomo

È possibile recuperare ai fini della pensione i periodi lavorati in proprio per i quali non sono stati versati i relativi contributi?

Mentre il lavoratore dipendente può, normalmente, recuperare i periodi lavorati per i quali non sono stati versati i contributi dal datore di lavoro, mediante costituzione della rendita vitalizia (riscatto della contribuzione omessa e prescritta), lo stesso non vale, nella generalità dei casi, per chi ha lavorato in proprio e non ha versato i contributi.

Ci sono però delle importanti eccezioni per le quali è consentito il riscatto dei periodi di lavoro autonomo e dei periodi assimilati: le eccezioni riguardano i promotori finanziari, i collaboratori familiari, collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.), i collaboratori a progetto (co.co.pro.), i lavoratori autonomi occasionali, gli associati in partecipazione ed i coadiuvanti dell’impresa agricola familiare. In tutti questi casi, la posizione previdenziale non è considerata autonoma, ma dipendente da un committente o titolare, responsabile dell’adempimento degli obblighi contributivi.

Ad esempio, in merito al coadiutore familiare, è il titolare dell’impresa a dover corrispondere alla gestione commercianti (o artigiani) Inps i contributi calcolati sul minimale di reddito (che per il 2021 ammonta a 15.953 euro annui): a questo proposito, è bene sapere che, a differenza del collaboratore familiare, il coadiutore, pur prestando la propria attività in maniera abituale e prevalente, non consegue alcun reddito dal titolare, né sotto forma di reddito da lavoro dipendente né di partecipazione al reddito d’impresa. Il collaboratore all’impresa familiare, invece, beneficia di una partecipazione agli utili, purché non superiore al 49%.

Anche il lavoratore autonomo occasionale, qualora superi i 5mila euro di compensi annui, non deve versare autonomamente la contribuzione, in quanto i versamenti devono essere effettuati dal committente. Ma procediamo con ordine.

Riscatto per i promotori finanziari

È consentita la facoltà di riscatto dei periodi di lavoro, svolti in qualità di praticanti di promotori finanziari, non coperti da contribuzione obbligatoria.

Il riscatto, che avviene presso la gestione speciale dei commercianti, è consentito ai promotori finanziari che, oltre a essere iscritti all’Inps, risultano anche nell’apposita sezione dell’albo dei promotori finanziari.

L’onere di riscatto si calcola sulla base dei 12 mesi meno remoti rispetto alla data della domanda ed è rapportata al periodo oggetto di riscatto.

La domanda di riscatto deve essere:

  • presentata entro 6 mesi dalla data di iscrizione del promotore finanziario all’Inps;
  • accompagnata dalla certificazione rilasciata dalla Consob, attestante il periodo di praticantato; in mancanza, accompagnata da un’autocertificazione.

Entro 60 giorni dalla data di ricezione della comunicazione di accoglimento della domanda l’interessato può:

  • effettuare il pagamento dell’onere, in un’unica soluzione;
  • chiedere la rateizzazione del pagamento, che può essere concessa per un massimo di quattro rate semestrali, con applicazione dell’interesse annuo al tasso legale.

Riscatto per gli iscritti alla gestione Separata

Gli iscritti alla gestione separata possono riscattare i seguenti periodi lavorati:

  • i periodi di collaborazione coordinata e continuativa precedenti al 1996, fino a un massimo di 5 anni: a tal fine, è necessario allegare la documentazione con data certa che attesti i periodi di lavoro; in mancanza di dimostrazione della durata dei periodi di collaborazione, l’anzianità corrisponde convenzionalmente all’intero anno, se i compensi superano il reddito minimo previsto presso la gestione commercianti nell’anno stesso, altrimenti la durata è proporzionalmente ridotta (leggi “Riscatto dei periodi di collaborazione presso la gestione Separata“);
  • mediante costituzione di rendita vitalizia [1], i periodi di lavoro per i quali la contribuzione non versata risulta ormai prescritta: questa facoltà è riservata soltanto a coloro che non risultano obbligati al versamento diretto della contribuzione, come i collaboratori coordinati, i collaboratori a progetto, i lavoratori autonomi occasionali [2] e gli associati in partecipazione: sono riscattabili, in questi casi, solo i periodi successivi alla costituzione della gestione separata (aprile 1996 o giugno 1996 rispettivamente per non iscritti o iscritti ad altra previdenza obbligatoria, i periodi dal 2004 per i lavoratori autonomi occasionali).

Ai fini del calcolo dell’onere di riscatto si devono prendere a riferimento:

  • il valore medio mensile dei compensi assoggettati a contribuzione obbligatoria negli ultimi 12 mesi precedenti la domanda (in presenza di un’anzianità contributiva inferiore a 12 mesi si deve fare riferimento al valore medio mensile del minor periodo di contribuzione), oppure il minimale vigente per i commercianti, qualora il valore medio risulti inferiore;
  • il numero dei mesi oggetto del riscatto;
  • l’aliquota contributiva Ivs (invalidità, vecchiaia e superstiti) vigente al momento della domanda.

Riscatto per collaboratori familiari

Possono riscattare i periodi lavorati e non contribuiti, mediante la costituzione della rendita vitalizia, anche i collaboratori o coadiutori familiari del titolare di una posizione previdenziale autonoma (presso la gestione Inps artigiani o commercianti), purché:

  • abbiano lavorato abitualmente e prevalentemente nell’azienda, cioè in maniera sistematica e non saltuaria;
  • non risultino già compresi nell’obbligo assicurativo in quanto contitolari dell’impresa o lavoratori subordinati.

La rendita vitalizia non può, dunque, essere concessa nei casi in cui la quota di reddito attribuita al richiedente, rispetto al reddito globale dell’impresa, porti ad escludere lo status di coadiuvante (ad esempio, l’eventuale attribuzione al collaboratore di una quota di reddito pari o superiore al 50% porterebbe ad escludere la possibilità di riscatto, in quanto indicativo di una situazione sostanzialmente diversa da quella del collaboratore).

Il riscatto non è consentito, inoltre, a coloro che risultino proprietari di quote sociali.


note

[1] Art. 13 L. 1338/1962.

[2] Art. 44, Co. 2, DL 269/2003. Il riscatto dei periodi di lavoro autonomo occasionale è possibile solo dal 2004 in poi.

Autore immagine: pixabay.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube