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10 consigli per pagare meno tasse universitarie

13 Novembre 2021 | Autore:
10 consigli per pagare meno tasse universitarie

I metodi più utili per abbattere le rate o per ottenere l’esenzione totale: come funzionano gli sgravi per fasce di reddito e per merito studentesco.

Frequentare l’università costa molto. La maggior parte degli studenti italiani paga più di 1.000 euro di tasse all’anno. Spesso, sono i genitori a sostenere questa spesa per i figli non ancora economicamente indipendenti. Già quando in autunno arriva la prima rata, il conto è salato e parecchie famiglie si trovano in difficoltà. Esistono però diverse esenzioni, riduzioni e sgravi a cui molti studenti hanno diritto e che consentono di abbattere l’importo della retta o di azzerarlo completamente. Molti però non conoscono queste agevolazioni. Ecco allora 10 consigli per pagare meno tasse universitarie. 

Come abbassare le tasse universitarie con l’Isee 

L’importo delle tasse universitarie varia a seconda del reddito della famiglia di appartenenza dello studente. Il primo metodo per abbassare le tasse universitarie consiste nel calcolare esattamente l’ammontare dell’Isee del proprio nucleo familiare. Esiste un modello specifico di Isee per le prestazioni universitarie, chiamato Isee-U, in base al quale si può individuare la fascia di appartenenza. Per ottenerlo bisogna compilare la Dsu (Dichiarazione sostitutiva unica) rivolgendosi a un Caf, a un commercialista o all’Inps.

Ogni ateneo prevede delle tabelle di ragguaglio per parametrare il valore risultante dall’Isee allo scaglione di tasse e individuare i contributi universitari da versare. Chi non presenta l’Isee ogni anno entro i termini stabiliti da ciascun ateneo dovrà pagare le tasse universitarie in base all’aliquota massima, senza poter beneficiare di riduzioni.

Ogni ateneo stabilisce in modo autonomo l’importo dei contributi e degli altri oneri dovuti, ma il principio generale è che gli studenti che rientrano nelle fasce di reddito più basse pagano meno tasse universitarie e hanno diritto all’esonero completo se si collocano al di sotto della no tax area. 

No tax area: soglie di esenzione 

Esiste una soglia al di sotto della quale le tasse universitarie non devono essere pagate: è la no tax area, che a partire dall’anno scolastico 2020/2021 è fissata a 20mila euro di Isee (in precedenza era di 13mila euro). Chi non supera questa cifra ha l’esenzione completa dal pagamento delle tasse universitarie, ma anche chi ha un Isee fino a 30mila euro può ottenere una riduzione della retta, dal 10% all’80%, secondo la seguente tabella: 

  • Isee compreso tra € 20.000 e 22000: 80%; 
  • Isee compreso tra € 22.000 e 24.000: 50%; 
  • Isee compreso tra € 24.000 e 26.000: 30%; 
  • Isee compreso tra € 26.000 e 28.000: 20%; 
  • Isee compreso tra € 28.000 e 30.000: 10%. 

Così, ad esempio, per chi ha un Isee di 21.500 euro la riduzione delle tasse universitarie sarà dell’80%; con un Isee di 23.800 euro il taglio scende al 50%, e lo sconto si abbassa progressivamente al crescere del reddito, fino ad un minimo del 10% per chi ha un Isee fra 28mila e 30mila euro. Alcuni atenei, però, stabiliscono nei propri regolamenti agevolazioni maggiori, ad esempio prevedendo l’esenzione completa per Isee fino a 23mila o 28mila euro: sono cifre ben al di sopra della soglia minima statale. 

Ottenere una borsa di studio 

Ottenere una borsa di studio può alleggerire notevolmente il costo delle tasse universitarie. Esistono numerose borse di studio erogate ogni anno dalle Regioni e da altri Enti, pubblici o privati. Le borse di studio regionali sono assegnate con un concorso annuale; per conoscere i termini bisogna consultare periodicamente il portale istituzionale della propria Azienda regionale per il diritto allo studio universitario (Ardsu). Per approfondire leggi “Come avere borsa di studio. 

I criteri che pesano nella formazione delle graduatorie di ammissione alla borsa di studio sono il reddito Isee basso e il merito universitario: ottiene più punti chi ha la media di voti più alta ed ha conseguito un maggior numero di Cfu, i crediti formativi universitari. I due criteri operano congiuntamente: perciò uno studente brillante, ma con Isee elevato, difficilmente otterrà la borsa di studio. Talvolta, i bandi attribuiscono punteggi aggiuntivi agli studenti fuori sede.  

Staccarsi dal nucleo familiare 

Molti studenti hanno un Isee alto a causa degli elevati redditi dei propri genitori o di altri componenti della loro famiglia. Come abbiamo visto, questo condiziona notevolmente l’ammontare delle tasse da pagare. 

Staccarsi dal nucleo familiare di origine può consentire di abbassare il proprio Isee, che per il futuro verrà calcolato solo in base ai redditi ed al patrimonio dello studente, ma ai fini delle tasse universitarie questo non è sufficiente: occorre anche avere una residenza autonoma, in un immobile diverso da quello della famiglia e che non sia di proprietà di un suo membro, da almeno due anni. 

Voto di diploma

Chi si è diplomato con il voto massimo di 100/100 e lode è esonerato dal pagamento delle tasse di iscrizione al primo anno di università. Alcuni atenei rimborsano anche le spese sostenute per partecipare ai test di ammissione. 

Ogni università ha le proprie regole in proposito; alcune riconoscono uno sconto sulle tasse di immatricolazione tanto maggiore quanto più è alto il voto di diploma (di solito, a partire da 90/100 in su). Inoltre, il punteggio elevato conseguito all’esame di maturità viene spesso considerato ai fini del merito per le borse di studio attribuite agli studenti del primo anno di università. 

Agevolazioni per studenti meritevoli 

Gli studenti che frequentano con regolarità i corsi e ottengono buoni voti agli esami sono considerati studenti meritevoli e possono ottenere una consistente riduzione delle tasse universitarie, con un taglio anche del 50%, che significa tasse dimezzate. La maggior parte degli atenei richiede, per attribuire questi sconti, un numero minimo di esami sostenuti con esito favorevole, una media dei voti superiore a 27 o a 28 trentesimi e un determinato numero di crediti formativi conseguiti durante l’anno, in percentuale non inferiore all’80% di quelli previsti. 

C’è anche un bonus per chi si laurea con il massimo dei voti e non ha un Isee superiore ai limiti fissati dall’ateneo: con una domanda entro 30 giorni dal conseguimento della laurea potrà ottenere il rimborso del contributo di iscrizione e delle tasse universitarie pagate nell’ultimo anno di corso (gli studenti fuori corso non hanno diritto a questa agevolazione). 

Sconti famiglia 

Se più membri della famiglia sono iscritti alla stessa università (ad esempio, due fratelli o sorelle) alcune università offrono un vero e proprio “sconto famiglia”, con una riduzione delle tasse per entrambi gli studenti (o almeno per il secondo iscritto e per i successivi). 

La dichiarazione della presenza di più studenti in famiglia va fatta nella domanda di iscrizione annuale. Un requisito essenziale è che gli studenti appartenenti alla stessa famiglia abbiano anche la medesima residenza anagrafica.  

Studenti lavoratori 

Gli studenti lavoratori possono ottenere una riduzione del 30% delle tasse universitarie annuali se hanno ottenuto almeno il 20% dei crediti formativi previsti nell’anno di riferimento ed alternativamente: 

  • hanno un rapporto di lavoro dipendente, o assimilato, in corso da almeno 6 mesi; 
  • sono lavoratori autonomi (con partita Iva o occasionali) e hanno conseguito un reddito annuo non inferiore a 7mila euro. 

Studenti disabili 

Lo studente che ha un’invalidità accertata superiore al 66% ha diritto all’esonero totale dal pagamento delle tasse universitarie. Per fruire dell’agevolazione occorre presentare alla segreteria dell’università la documentazione necessaria entro i termini previsti per il versamento della prima rata annuale. 

Alcuni atenei consentono una riduzione delle tasse anche per chi ha una percentuale di invalidità inferiore al 66%, in base alle condizioni stabilite nei rispettivi regolamenti. 

Come detrarre le spese universitarie dalle tasse 

Le tasse universitarie possono essere portate in detrazione nella dichiarazione dei redditi, cioè in diminuzione dell’imposta complessivamente dovuta. La percentuale di detrazione è del 19% sull’Irpef da pagare: ad esempio, 1.000 euro di tasse universitarie annuali valgono 190 euro di sconto sull’Irpef. Sono detraibili anche le spese sostenute per i test di ammissione.

Per essere riconosciute come detraibili, le spese devono essere:

  • indicate in dichiarazione dei redditi (modello 730 o Unico) nei righi da E8 a E10, indicando il codice 13;
  • sostenute con strumenti di pagamento tracciabili (bancomat, carte di credito o prepagate, bonifico bancario o postale)

L’agevolazione fiscale può essere fruita da chi ha sostenuto materialmente la spesa: così saranno i genitori ad operare la detrazione per i figli studenti che non sono ancora economicamente autonomi. 



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