Diritto e Fisco | Articoli

Principio di cassa: cos’è

13 Novembre 2021 | Autore:
Principio di cassa: cos’è

In che cosa consiste la forma di contabilità semplificata per l’elaborazione del bilancio delle partite Iva? Quale differenza con il criterio di competenza?

Chi ha un’attività in proprio ha due modi di fare i conti con il Fisco alla fine dell’anno: o decide di dichiarare quello che effettivamente ha incassato o sceglie di presentare ricevute e fatture emesse durante l’esercizio, che le abbia incassate o che stia ancora aspettando di vedere un soldo. È questa, detta proprio in termini semplici, la differenza sostanziale tra il principio di cassa (il primo) ed il principio di competenza (il secondo). Ma il principio di cassa, cos’è esattamente? Può applicarlo chiunque o è riservato solo a determinate categorie di partite Iva? E soprattutto: conviene questa formula o meglio privilegiare il criterio di competenza?

I due sistemi si rendono necessari per un motivo molto semplice: sono ormai lontani anni luce i tempi in cui chi acquistava un bene o un servizio pagava all’istante e non ci pensava più. Oggi, è più comune la legge non scritta del «mandami la fattura, poi passerò a pagarti», oppure «pagamento stabilito in 60 o 90 giorni». Cioè lavori oggi e incassi ben che vada dopo due mesi, se non addirittura tre. C’è addirittura chi chiede: «Dimmi subito il conto che me lo segno sul muro: domani vengono a imbiancare». Stanno scherzando, dicono. Poi, son capaci di fare sul serio.

Il problema, battute a parte, si pone proprio per questo: cosa devo mettere nel bilancio, cioè cosa devo raccontare al Fisco se emetto una fattura a novembre e la incasso a febbraio dell’anno dopo? Gli devo dire quello che ho effettivamente guadagnato quest’anno o quello che sono riuscito a vendere quest’anno ma non mi è stato ancora pagato? Ecco la domanda che ci porta a capire cos’è il principio di cassa ed in che cosa consiste il criterio di competenza.

Che cos’è il principio di cassa?

Un vecchio proverbio diceva: «Meglio avere un’anatra in mano che vederne cento in volo e sperare di cacciarne una». Qualcuno, storpiandolo, sosteneva che «è meglio avere un’anatra in mano che vedere scendere una bistecca col paracadute». In entrambi i casi, il significato è sempre lo stesso: vale di più la certezza di avere incassato che la speranza di essere pagati un domani.

Il principio di cassa si basa, più o meno, su questa logica: il Fisco vuole sapere quante anatre è riuscito ad avere in mano il contribuente durante l’anno solare di riferimento, non quante ne deve ancora catturare. In altre parole, quanti soldi sono entrati ed usciti (ricavi e costi) dal 1° gennaio al 31 dicembre dello stesso anno e, pertanto, qual è stato il guadagno effettivo, il reddito prodotto e già portato a casa. Rimarranno fuori dal bilancio le fatture emesse ma non ancora incassate.

Diverso il concetto che riguarda il criterio di competenza: in questo caso, il contribuente presenterà al Fisco non solo quello che ha effettivamente incassato ma anche ciò che avrà fatturato e che, al 31 dicembre dell’anno solare di riferimento, non ha ancora percepito, perché i soldi arriveranno con l’anno nuovo. Ciò nonostante, queste operazioni faranno parte del bilancio dell’anno in corso.

Qual è il vantaggio del principio di cassa?

Superando le semplici questioni burocratiche e cercando dei vantaggi al principio di cassa, la prima cosa che viene in mente è che in questo modo il contribuente pagherà le tasse per quello che ha effettivamente incassato e non per ciò che spera di avere nei mesi successivi.

Dice l’Agenzia delle Entrate: «Il regime Iva per cassa consente all’imprenditore o al lavoratore autonomo di posticipare il versamento dell’imposta sulle cessioni di beni e le prestazioni di servizi, dal momento di effettuazione dell’operazione a quello dell’incasso. Allo stesso modo, il diritto a detrarre l’Iva sui beni e sui servizi acquistati nasce al momento del pagamento dei corrispettivi ai fornitori. L’imposta – continua l’amministrazione tributaria – diventa comunque esigibile dopo un anno dall’effettuazione dell’operazione, a meno che, prima del decorso di questo termine, il cessionario o committente sia stato assoggettato a procedure concorsuali. Allo stesso modo l’Iva sugli acquisti può essere detratta, trascorso un anno dal momento in cui l’operazione si considera effettuata».

In buona sostanza, il Fisco conferma che l’Iva andrà pagata solo quando saranno stati incassati i corrispettivi per i beni venduti o per i servizi prestati. E che l’imposta dovrà essere, comunque, versata entro un anno dalla vendita o dalla prestazione del servizio.

Chi può adottare il principio di cassa?

La platea dei contribuenti che possono applicare il principio di cassa sull’Iva è molto ampia. Hanno la possibilità di aderire, infatti coloro che:

  • lavorano nell’esercizio d’impresa, arti e professioni;
  • hanno ottenuto nell’anno precedente o prevedono di realizzare in quello corrente un volume d’affare fino a due milioni di euro;
  • fanno cessione di beni o prestazioni di servizi imponibili in Italia verso chi svolge un’attività nell’esercizio di impresa, arti o professioni.

Sarà essenziale, ai fini di rientrare in questa forma di contabilità semplificata, indicare con precisione la data in cui l’importo è stato pagato e quella in cui il saldo è effettivamente disponibile sul conto corrente del contribuente.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube