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Donazione: cos’è e come funziona

29 Agosto 2014
Donazione: cos’è e come funziona

La guida pratica e completa su come regolarizzare, dal punto di vista legale, la donazione di denaro o altri beni mobili o immobili a familiari, parenti o amici.

La donazione è un vero e proprio contratto. Essa è il metodo che si deve utilizzare se un soggetto (detto “donante“) intende regalare qualcosa a un altro soggetto (detto “donatario“): si può trattare di denaro o di beni in natura. Dall’altro lato il beneficiario della donazione non dovrà corrispondere alcunché al donante.

Aiutare i propri figli, anticipare la trasmissione del proprio patrimonio, in tutto o in parte, prima della propria morte, fare un regalo a un amico, ricompensare colui che ci ha reso un servizio o un favore, partecipare alla realizzazione di un obiettivo di beneficenza. Chi desidera tutto questo può farlo attraverso la donazione: lo spirito della donazione è in realtà il desiderio o l’opportunità di dare qualcosa alle persone a noi legate da affetti o da amicizia.

Come funziona la donazione

Oggetto di donazione possono essere: denaro, azioni, quote societarie, strumenti finanziari (come le quote di un fondo comune di investimento), beni mobili (un quadro, una statua, un mobile) oppure beni immobili: terreni e fabbricati.

Con la donazione il donante si può anche obbligare a corrispondere al donatario una prestazione periodica, come una rendita vitalizia.

Nel caso di donazione di beni mobili è necessario indicare il loro valore. Il beneficiario della donazione deve dichiarare di accettare il regalo. In pratica, non si può donare qualcosa senza il consenso del beneficiario.

La donazione è un atto assai importante, in quanto comporta il decremento del patrimonio di colui che dona e il conseguente incremento del patrimonio di colui che la riceve. È pertanto necessario che il donante pensi bene al proprio gesto e che si faccia opportunamente consigliare: una volta stipulata, infatti, la donazione è irrevocabile.

Pertanto, l’opportunità di una donazione deve analizzarsi caso per caso, avendo presente diversi elementi di valutazione: ad esempio, il patrimonio del donante, la sua situazione familiare, gli aspetti fiscali ed eventuali vantaggi e svantaggi di un simile atto.

Proprio per questa sua intrinseca importanza la legge richiede che la donazione – salvo qualora il bene donato sia di modico valore – richiede sempre la presenza del notaio e di due testimoni e andrà redatta su atto pubblico.

La forma

Come detto la donazione richiede l’assistenza di un notaio. Pertanto, la volontà del donante di effettuare la donazione e la volontà del donatario di accettarla devono essere consacrate in un atto pubblico notarile alla presenza di due testimoni.

Tuttavia, la forma dell’atto pubblico non è richiesta nel caso della cosiddetta “donazione manuale” e cioè la donazione di una cosa mobile di “modico valore”. Si intende “modico” un valore non più elevato di quello di un regalo che ordinariamente si faccia a una persona cara in occasione di una particolare ricorrenza. Il “valore modico” viene comunque commisurato anche alle condizioni economiche del donante. Sono pertanto considerate modeste le donazioni che non incidono in maniera significativa sulla ricchezza di chi dona. Insomma: più le tue condizioni sono agiate, più aumenta il valore dei regali che si possono fare.

La revoca

Come detto la donazione, una volta effettuata, è irrevocabile. La revoca potrebbe altrimenti intervenire se c’è l’accordo di entrambe le parti.

Esiste però un’eccezione: il donante può chiedere al giudice civile la revoca della donazione già effettuata in caso di ingratitudine del donatario (il che avviene quando il donatario abbia commesso reati gravi nei confronti del donante e dei suoi congiunti) oppure per sopravvenienza di figli (si pensi, per esempio, al caso di Tizio che, non avendo avuto figli, doni l’unica casa al nipote, figlio della sorella, ma che poi, in extremis, riesce ad avere un figlio e quindi preferisca lasciare a quest’ultimo l’immobile).

Ciò significa che, fatta eccezione per questi casi, una volta che si sceglie di donare, non si può più tornare indietro.

Tassazione

Ad oggi, la donazione è soggetta alla seguente tassazione:

1. se interviene tra coniugi o tra parenti in linea retta, si applica l’aliquota del 4 per cento sulla parte di valore dei beni oggetto di donazione che supera la franchigia di 1 milione di euro (ad esempio, se Tizio dona al figlio Caio una somma di denaro del valore di 1 milione 300 mila euro, la tassazione è di 12mila euro e cioè il 4 per cento di 300 mila euro, in quanto per 1 milione di euro non vi è tassazione);

2. se la donazione interviene tra fratelli e sorelle, si applica l’aliquota del 6 per cento sulla parte di valore dei beni oggetto di donazione che supera la franchigia di 100mila euro (ad esempio, se Mevia dona al fratello Sempronio una somma di denaro del valore di 500mila euro, la tassazione è di 24mila euro e cioè il 6 per cento di 400 mila euro, in quanto per 100mila euro non vi è tassazione);

3. se la donazione interviene tra cugini, tra un coniuge e i genitori o i fratelli o i nipoti dell’altro coniuge, si applica l’aliquota del 6 per cento, senza alcuna franchigia;

4. se la donazione interviene tra soggetti diversi da quelli finora elencati (ad esempio, tra due conviventi non coniugati), si applica l’aliquota dell’8 per cento, senza alcuna franchigia.

Vi è peraltro da ricordare che se il donatario è affetto da un handicap grave, la donazione a suo favore non paga imposte (qualunque sia il rapporto di parentela tra donante e donatario) fino alla soglia di 1,5 milioni di euro.

Queste aliquote vanno applicate al valore dei beni donati, con l’avvertenza però che gli immobili devono essere considerati solo per il valore catastale (quello che si ottiene moltiplicando la rendita catastale per un dato coefficiente di aggiornamento). A questo valore, peraltro, occorre applicare le aliquote dell’1 per cento (per imposta catastale) e del 2 per cento (per imposta ipotecaria); queste due imposte sono però dovute nella misura fissa di euro 200 se il donatario chiede l’agevolazione “prima casa”.

Cosa cambia dal 2014

Nel 2014 sono aumentate, da 168 a 200 euro, le imposte fisse ipotecaria e catastale dovute per la donazione della prima casa.


note

Autore immagine: 123rf . com


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