Pos obbligatorio: sale la protesta per una norma senza sanzioni

28 maggio 2014


Pos obbligatorio: sale la protesta per una norma senza sanzioni

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 maggio 2014



Il 30 giugno scatterà l’obbligo di accettare pagamento con bancomat, oltre la soglia dei 30 euro, per artigiani, commercianti e professionisti: obiettivo: ridurre l’uso del contante e consentire la tracciabilità dei pagamenti; una lotta al “nero” che tutti condividono, ma che deve fare i conti con costi e con le difficoltà dell’adempimento.

Dal 30 giugno per le imprese e i professionisti scatta l’obbligo di accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito (bancomat). L’obbligo, potrebbe, attraverso l’emanazione di decreti estendersi a ulteriori strumenti di pagamento elettronici basati anche su tecnologie mobili. Inoltre allo stato attuale, sempre dal 30 giugno l’obbligo sarà riferito a tutte le imprese e i professionisti senza eccezioni (non si può, infatti, applicare il limite di esclusione per i soggetti con un volume d’affari solo superiore a 200mila euro); sul piano oggettivo il decreto ha fissato un limite di 30 euro. Sotto questo limite l’obbligo non opera.

La legge non prevede una sanzione per chi non adempie, ma secondo Confartigianato le organizzazioni dei consumatori, potrebbero promuovere class action contro le categorie inadempienti per danno in sede civile.

L’entrata in vigore dell’obbligo è stata preceduta da una serie di proroghe e da aspre polemiche, alimentato in particolare da alcune categorie professionali che con diversi interventi hanno puntualizzato che la disposizione non introduce alcun obbligo (per i legali leggi “Avvocati: onorario vincolato al Pos solo su richiesta”).

Secondo queste posizioni l’obbligo previsto dalla norma non può essere considerato in modo automatico e assoluto un dovere di dotare il proprio ufficio di un Pos per consentire al cliente di pagare con un bancomat. Inoltre, il soggetto che non si adegua non rischia alcuna sanzione, se non il caso in cui il comportamento sfoci in una violazione degli obblighi previsti dal Testo unico antiriciclaggio (pagamenti in contanti sopra la soglia delle mille euro).

Sotto il primo profilo l’obbligo previsto dalla norma non si può assimilare a un dovere giuridico di dotarsi di strumenti tecnologici per consentire al cliente di pagare con il bancomat, ma costituisce un onere che grava in capo all’impresa e al professionista. Questo onere genera, nel caso in cui il cliente chieda di pagare con il bancomat e il creditore non permetta al cliente di pagare con lo specifico mezzo, una “mora del creditore” che non libera giuridicamente il cliente dall’obbligazione derivante dal bene o dal servizio acquisito.

Questa considerazione giuridica è utile per i professionisti o per le imprese che operano in modo strutturato e sulla base di precisi contratti con una diretta conoscenza del cliente; non è però facilmente applicabile alle strutture imprenditoriali che operano in esercizi pubblici a contatto con clienti del tutto occasionali. In questi contesti, si pensi a un bar, a un ristorante o, più in generale, a un esercizio commerciale il non mettere a disposizione un Pos ovvero un altro meccanismo per pagare con il bancomat potrebbe produrre dei problemi e delle difficoltà operative di intuitiva evidenza.

Inoltre, l’obbligo costituisce uno strumento di semplificazione nei rapporti con i clienti, con scopi anche di natura pubblica di grande interesse. Quindi la riflessione che bisognerebbe fare è di intervenire semmai sui costi dell’adeguamento, piuttosto che sui limiti giuridici di applicazione.

Professionisti

Anche i professionisti sono preoccupati ma, a differenza di negozi e piccoli artigiani, non tutti hanno a che fare direttamente con i privati. C’è però una mobilitazione da parte di alcuni Consigli nazionali. In primis gli architetti, che vedono in quest’obbligo un regalo alle banche. Il ricorso presentato al Tar del Lazio è stato respinto, quindi si è deciso di rivolgersi al Garante della concorrenza e del mercato. Nell’attesa del Garante, il Consiglio, il 21 maggio, ha inviato agli iscritti un parere legale in cui viene “minimizzato” il rischio in caso di inadempienza.

Secondo il Consiglio nazionale forense, che ha diramato una circolare il 20 maggio, non esiste un obbligo giuridico, piuttosto si deve parlare di «onere».

Oggi dovrebbe arrivare anche una circolare della Fondazione studi dei consulenti del lavoro.

note

Autore immagine: 123rf . com

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1 Commento

  1. Ma non è obbligatorio per gli istituti di credito. Il MPS pretende il pagamento delle tasse universitarie solo in contanti, anche per cifre superiori ai limiti di legge relativi a tali forme di pagamento. Come mai?

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