HOME Articoli

Miscellanea Pos negli studi e negozi: ecco i costi praticati dalle banche

Miscellanea Pubblicato il 29 maggio 2014

Articolo di




> Miscellanea Pubblicato il 29 maggio 2014

Pagamenti tramite carte di debito: arrivano le prime proposte degli intermediari a costi bassi.

L’obbligo di accettare il bancomat sopra i 30 euro, che scatterà a fine giugno per commercianti, artigiani, imprese e professionisti trova impreparate molte categorie (leggi: “Pos obbligatorio, sale la protesta” di ieri). Tra le cause ostative, oltre alla scarsa cultura digitale di alcuni settori della popolazione, gli eccessivi costi di installazione e gestione del Pos.

In Italia le carte bancomat sono 44 milioni e 200mila (dati Bankitalia) e i Pos sono un milione e mezzo quelli gestiti dal sistema bancario e 53mila di BancoPoste. Un numero in linea con gli altri Paesi, è l’uso che da noi è più “contenuto”. I costi variano da istituto e da zone territoriali, ma soprattutto per artigiani e commercianti con bassi margini di guadagno pesano o peserebbero troppo (da qui la richiesta delle associazioni di categoria di alzare il tetto almeno a 50 euro).

Ci sono banche che hanno da tempo studiato prodotti ad hoc, un caso è quello di Banca Sella che ha il vantaggio di non richiedere l’apertura obbligatoria del conto corrente.

Ubi Banca propone il Mobile Pos è uno strumento tecnologico che consente di ricevere pagamenti tramite carte, in mobilità e a costi contenuti. Funziona in abbinamento a uno smartphone o a un tablet (di proprietà dell’esercente) e si collega tramite bluetooth; non prevede canone per i primi sei mesi e se il cliente raggiunge un certo limite di transazioni mensili il canone rimane zero.

IntesaSanpaolo propone Move and Pay Business che non ha costi di attivazione e supporta tutte le carte in circolazione. Anche in questo caso il collegamento è con smartphone e tablet; il canone mensile è di 2 euro e comprende assistenza, manutenzione e sostituzione del dispositivo. Su ogni operazione viene applicata una commissione in linea con quelle di un Pos tradizionale, ad esempio per i professionisti (notai, avvocati, commercialisti, eccetera) sono tra lo 0,60% e lo 0,70% per il bancomat. Da ultima Unicredit tra breve arricchirà la sua offerta introducendo il light-Pos, uno strumento che consentirà di accettare pagamenti con carta attraverso dispositivi mobili.

A macchia di leopardo sono stati fatti accordi tra categorie, Ordini locali e istituti bancari sul territorio. Un accordo esteso a livello nazionale è quello appena siglato da Andi, l’Associazione nazionale dentisti italiani, che conta circa 23mila iscritti, con la banca telematica FarBanca. È un istituto specializzato in servizi per il settore della sanità e ha studiato un’offerta competitiva: nessun costo di istallazione e in alternativa nessun costo fisso di gestione e una commissione dello 0,40% sulla carta di debito, oppure la commissione scende allo 0,30% con un costo fisso di 20 centesimi a operazione. In aggiunta viene concessa una linea di credito con tassi di interesse del 4% e una linea privilegiata di credito, di un importo pari all’80% di quanto movimentato trimestralmente con il Pos, a un tasso d’interesse del 2 per cento.

note


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI