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Distinzione tra diritto e morale

13 Novembre 2021 | Autore:
Distinzione tra diritto e morale

Norme giuridiche e precetti morali: qual è la differenza? In quali casi è possibile imporre il rispetto di un obbligo?

L’ordinamento giuridico è l’insieme delle norme che si applicano all’interno di un territorio. Ad esempio, l’ordinamento giuridico italiano è l’insieme di tutte le leggi, i decreti e i regolamenti che impongono obblighi o divieti a chi si trova in Italia. È quello che, in maniera più breve e concisa, viene definito “diritto”. Spesso, però, si tende ad obbedire anche a precetti che non sono imposti dalla legge, bensì che sono tramandati dalla società oppure che provengono da altre fonti, come ad esempio la religione. È qui che entra in gioco la morale. Con questo articolo ci occuperemo proprio di questo aspetto: spiegheremo cioè qual è la distinzione tra diritto e morale.

Sin da subito, va detto che diritto e morale, pur essendo facilmente riconoscibili, spesso tendono ad accavallarsi, cioè a imporre la propria autorità sulle stesse materie. Si pensi, ad esempio, all’aborto. Per legge, la donna può abortire, purché lo faccia nel rispetto delle regole stabilite dall’ordinamento giuridico; per una parte della morale (quella cristiana, ad esempio), l’interruzione volontaria della gravidanza è invece sempre sbagliata (a meno che non sia per fini terapeutici). In un caso del genere, lo stesso campo è conteso da due tipi di norme: quella giuridica e quella morale. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme qual è la distinzione tra diritto e morale.

Cos’è il diritto?

Ci sono due modi di intendere il diritto: in senso soggettivo e in senso oggettivo.

Il diritto in senso soggettivo è il potere che la legge attribuisce a un soggetto per far valere davanti al giudice una propria pretesa.

Ad esempio, il creditore ha diritto di farsi pagare dal debitore. Se questi non adempie spontaneamente, il creditore può andare dal giudice e ottenere un provvedimento (decreto ingiuntivo, sentenza, ecc.) che gli consenta di agire coattivamente nei confronti del debitore.

Il diritto in senso oggettivo consiste nell’insieme delle norme giuridiche valide su un determinato territorio in un determinato periodo di tempo. In pratica, il diritto oggettivo è l’ordinamento giuridico, quello che, in maniera piuttosto sbrigativa, viene anche individuato come “legge”.

Quando parliamo della distinzione tra diritto e morale, ci riferiamo al diritto in senso oggettivo.

Cos’è la morale?

La morale è l’insieme dei princìpi che vivono in una società e che sono avvertiti da essa come più o meno vincolanti.

La morale è dunque l’insieme delle norme che regolano la condotta di una persona, considerate come vincolo che agisce sulla propria coscienza.

Diritto e morale: qual è la differenza?

La più importante differenza tra diritto e morale è che solo il diritto è obbligatorio, nel senso che può essere imposto anche contro la volontà di una persona.

Ad esempio, l’imputato condannato per un reato dovrà andare in carcere, che lo voglia oppure no. Se si oppone, potrà essere prelevato con la forza dalle autorità e condotto in prigione.

Allo stesso modo, il debitore che rifiuta di pagare il creditore potrà essere costretto a fare ciò, col rischio di perdere i suoi beni e di essere cacciato via di casa in caso di esecuzione forzata.

Tutto ciò non accade con la morale. Le norme morali non possono mai essere imposte con la forza, per quanto possano essere avvertite come vincolanti all’interno di una società.

Ad esempio, il precetto morale/religioso secondo cui bisogna aiutare il prossimo in difficoltà non può essere attuato contro la volontà di una persona, magari sottraendole con la forza i suoi averi per darli ai più bisognosi.

Se ciò avvenisse, chi ha tentato di obbligare un soggetto sulla base di una norma morale e non giuridica commetterebbe un illecito sanzionato dalla legge.

Sanzioni giuridiche e sanzioni morali: differenze

Da quanto detto nel precedente paragrafo deriva che solo le norme giuridiche prevedono sanzioni che possono essere portate a compimento anche contro il volere del soggetto che deve subirle.

Ciò tuttavia non significa necessariamente che la trasgressione a un precetto morale non possa essere considerata molto grave, a volte anche più grave di quanto faccia il diritto.

Ad esempio, per una certa morale il tradimento coniugale è imperdonabile, mentre la stessa condotta in ambito giuridico potrebbe avere una rilevanza decisamente minore (ad esempio, la Cassazione ritiene non rilevante il tradimento se è la conseguenza di un rapporto coniugale ormai finito).

Anche le sanzioni morali, pur non potendo essere eseguite coattivamente, cioè contro la volontà del trasgressore, potrebbero essere ben più dure delle sanzioni giuridiche.

Riprendendo il caso dell’infedeltà coniugale, mentre la sanzione giuridica potrebbe consistere al massimo nell’addebito della separazione, la sanzione morale potrebbe risultare ben più pesante. Ad esempio, esistono comunità in cui chi viola i precetti morali viene emarginato, con conseguente perdita di ogni forma di stima e di affetto. Ciò potrebbe essere una sanzione ben più grave di quella giuridica.

Morale e diritto: quando non c’è differenza?

La differenza tra diritto e morale si affievolisce quando le norme di entrambi sono d’accordo nel sanzionare un determinato comportamento o nel prevedere come giusta una specifica condotta.

Ad esempio, sia per il diritto che per la morale rubare è sbagliato, così come uccidere, percuotere, ecc. Sia per il diritto che per la morale ci sono determinate situazioni in cui occorre agire. È il caso dell’omissione di soccorso in presenza di una persona in evidente stato di bisogno. In un’ipotesi del genere, sia la morale che il diritto impongono di intervenire.

Insomma: sempre più spesso, morale e diritto finiscono per perseguire gli stessi scopi, pur con le importanti differenze indicate nel paragrafo precedente. Solo il diritto, infatti, può far rispettare i suoi comandi mediante l’uso della forza.

Quando c’è contrasto tra morale e diritto?

Può succedere che i precetti della morale spesso non siano accolti dalla legge, anzi si pongano in diretto contrasto con essa. È il caso, riportato in premessa, dell’interruzione di gravidanza: la morale di derivazione cristiana ritiene (quasi) sempre inammissibile l’aborto, mentre la legge lo consente al ricorrere di determinati requisiti.

In un’ipotesi del genere, cioè nel caso di contrasto tra morale e diritto, è il diritto a prevalere, in quanto è l’unico che può essere fatto rispettare rivolgendosi all’autorità giudiziaria.



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