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Addio slot machine vicine a scuole, chiese e impianti sportivi

29 Maggio 2014
Addio slot machine vicine a scuole, chiese e impianti sportivi

Decreto Balduzzi: la lotta contro la ludopatia inizia con l’imposizione di distanze minime dei macchinette dai luoghi sensibili.

La tutela salute è tra le materie che il nostro ordinamento lascia all’autonomia decisionale delle Regioni. E, pertanto, anche le misure contro la ludopatia – considerata, appunto, una vera e propria malattia – spettano agli enti locali. In particolare, questi ultimi possono stabilire distanze minime delle macchinette da gioco rispetto ai luoghi sensibili, frequentati da giovanissimi e anziani i quali, rispetto agli altri cittadini, sono a rischio compulsione.

È questa la conseguenza del Decreto Legge Balduzzi [1], così ripercorso e interpretato da una recente sentenza del Tar Brescia [2]. E difatti, secondo tale pronuncia, devono considerarsi legittime le distanze minime fissate dalle Regioni tra i luoghi ove sono collocate le slot machine da un lato, e le chiese, le scuole e gli impianti sportivi dall’altro.

La Lombardia, la Toscana e la Puglia hanno stabilito che le macchine da gioco devono stare a non meno di 500 metri da tali luoghi. Più permissive, invece, sono la provincia autonoma di Bolzano e l’Abruzzo dove l’off limits scende a 300 metri.

Insomma, l’imposizione di un’area di rispetto trova il suo fondamento giuridico direttamente nel decreto Balduzzi, che anzi ha disposto l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (Lea), estendendoli alle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione da ludopatia.

Il legislatore ritiene che l’imposizione di tale limite di distanza possa servire ad arginare le suggestioni di facile e immediato arricchimento nelle fasce più facili da convincere (appunto, giovani e anziani).

Non resta che informarsi su quelle che sono le prescrizioni stabilite dalla propria Regione.


note

[1] DL n. 158/12.

[2] Tar Brescia, sent. n. 276/14.

Autore immagine: 123rf . com


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