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Riscatto: anticipa la pensione?

14 Novembre 2021 | Autore:
Riscatto: anticipa la pensione?

Recupero ai fini pensionistici dei corsi di studio universitari e di altri periodi non contribuiti: consente di uscire prima dal lavoro?

Il riscatto è una misura che consente al lavoratore, pagando un onere, di recuperare determinati periodi ai fini della pensione e di altre prestazioni previdenziali. Abbiamo elencato i periodi che è possibile recuperare nella nostra breve guida al riscatto. Ma il riscatto anticipa la pensione?

Non esiste una risposta valida per tutti a questa domanda, in quanto l’anticipo della pensione dipende da diversi fattori.

In primo luogo, bisogna valutare quale tipo di trattamento pensionistico si deve raggiungere: se si tratta di una pensione per ottenere la quale è previsto il solo requisito contributivo, sicuramente il riscatto consente l’uscita anticipata dal lavoro, in quanto non sussiste un’età minima per il pensionamento.

Ad esempio, se l’interessato ambisce ad ottenere la pensione anticipata ordinaria e riscatta quattro anni di laurea, anticipa la pensione di quattro anni. Sempre che, è bene sottolinearlo, i periodi non risultino già contribuiti ad altro titolo: nella generalità dei casi, ad ogni modo, il riscatto dei periodi già contribuiti non è consentito dalla gestione previdenziale.

Se la tipologia di pensione che si vuole raggiungere prevede invece un’età minima e non è stato ancora perfezionato il requisito anagrafico, il riscatto non consente di ottenere in anticipo il trattamento pensionistico. Inoltre, l’anticipo della pensione dipende anche dai periodi riscattati, che possono andare da un minimo di una settimana, in base alla tipologia di riscatto ed alla gestione presso la quale avviene l’accredito, sino anche a sei anni (pensiamo all’ipotesi del riscatto degli anni di laurea per i medici).

Osserviamo ora in quali casi il riscatto consente di anticipare la pensione, presso le gestioni amministrate dall’Inps.

Riscatto per anticipare quota 100

La pensione anticipata con opzione quota 100 [1] può essere ottenuta con un minimo di 62 anni di età e 38 anni di contributi, requisiti da perfezionare al 31 dicembre 2021, in quanto si tratta di una tipologia di pensione non prevista in via strutturale, ma sperimentale. Dei 38 anni di contributi richiesti, peraltro, almeno 35 devono risultare “al netto” di eventuali periodi di disoccupazione, malattia e infortunio non integrati dal datore di lavoro (presso l’Assicurazione generale obbligatoria Inps ed alcuni fondi sostitutivi).

Il riscatto consente di anticipare la pensione quota 100 soltanto qualora, raggiunti i 62 anni (purché entro il 31 dicembre 2021), il requisito contributivo di 38 anni (unitamente al requisito contributivo di 35 anni al netto degli accrediti per disoccupazione, malattia e infortunio) risulti ancora non perfezionato.

È importante sapere che, a partire dalla data di perfezionamento del requisito contributivo, è necessario un periodo di attesa, detto finestra, pari a tre o a 6 mesi, in base alla categoria di appartenenza (finestra annuale per il personale del comparto scuola- Afam).

Riscatto per ottenere prima la pensione anticipata

Il riscatto aiuta senz’altro a raggiungere prima i 42 anni e 10 mesi di contribuzione, 41 anni e 10 mesi per le donne, richiesti per la pensione anticipata ordinaria Fornero [2], o i 41 anni di contribuzione necessari per la pensione anticipata dei lavoratori precoci. Lo status di lavoratore precoce si ottiene qualora risultino accreditati almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro entro il compimento dei 19 anni di età; inoltre, per il diritto alla pensione precoci, è necessario essere in possesso di contribuzione al 31 dicembre 1995 ed appartenere a una delle seguenti categorie: disoccupati di lungo corso, invalidi dal 74%, addetti ai lavori usuranti, gravosi, notturni, caregiver; per ogni categoria devono essere soddisfatti specifici requisiti.

Ricordiamo che entrambe le pensioni possano essere ottenute anche in regime di cumulo, cioè sommando gratuitamente i contributi accreditati presso le diverse gestioni previdenziali. È importante sapere che, a partire dalla data di perfezionamento del requisito contributivo, è necessario un periodo di finestra pari a tre mesi (finestra annuale per il personale del comparto scuola- Afam).

Riscatto per ottenere prima la pensione di anzianità in totalizzazione

Il riscatto aiuta inoltre a raggiungere prima i 41 anni di contribuzione necessari per la pensione di anzianità in regime di totalizzazione: la totalizzazione, così come il cumulo, consente la sommatoria gratuita, ai fini del diritto alla pensione, della contribuzione accreditata presso le diverse casse di previdenza. Tuttavia, per la liquidazione della pensione è necessaria l’attesa di una finestra pari a 21 mesi, a partire dalla data di maturazione del requisito contributivo.

Riscatto per ottenere prima l’opzione donna

La pensione anticipata con opzione donna [3] può essere ottenuta con un minimo di 58 anni di età (59 per le lavoratrici autonome) e 35 anni di contributi, requisiti da perfezionare al 31 dicembre 2020, in quanto si tratta di una prestazione pensionistica non prevista in via strutturale, ma sperimentale. I 35 anni di contributi richiesti devono risultare “al netto” di eventuali periodi di disoccupazione, malattia e infortunio non integrati dal datore di lavoro (presso l’Assicurazione generale obbligatoria Inps ed alcuni fondi sostitutivi).

Il riscatto consente di anticipare la pensione opzione donna soltanto qualora, raggiunti i 58 e 59 anni (purché entro il 31 dicembre 2020), il requisito contributivo di 35 anni (al netto degli accrediti per disoccupazione, malattia e infortunio) risulti ancora non perfezionato.

È importante sapere che, a partire dalla data di perfezionamento del requisito contributivo, è necessario un periodo di attesa, detto finestra, pari a 12 mesi per le dipendenti e a 18 mesi per le autonome (finestra annuale per il personale del comparto scuola- Afam).

Riscatto per addetti ai lavori usuranti o notturni

Nell’ipotesi in cui il lavoratore risulti adibito, per almeno 7 anni nell’ultimo decennio o per almeno metà della vita lavorativa, a lavori usuranti o a turni notturni, secondo le previsioni di legge [4], il riscatto può risultare utile per raggiungere i 35 anni di contribuzione previsti per la speciale pensione di anzianità agevolata (che richiede, comunque, un minimo di 61 anni e 7 mesi di età, una quota almeno pari a 97,6 ed ulteriori condizioni specifiche).

Riscatto per le pensioni che richiedono pochi contributi

Il riscatto non risulta generalmente utile ai fini della pensione di vecchiaia ordinaria, che attualmente si raggiunge con 67 anni di età e 20 anni di contributi, 15 anni per i beneficiari di particolari deroghe. Nella generalità dei casi, non risulta nemmeno utile alla pensione di vecchiaia contributiva, che si ottiene con 71 anni di età e 5 anni di contributi, ma è riservata a coloro che non hanno contribuzione accreditata prima del 1996.

Come mai il riscatto non risulta utile in questi casi? L’utilità è limitata ad ipotesi piuttosto infrequenti, poiché all’età prevista per il diritto alla pensione solitamente si possiede già il requisito contributivo richiesto, nettamente inferiore rispetto a quello previsto per le pensioni anticipate e di anzianità.

Riscatto per la pensione anticipata contributiva

La pensione anticipata contributiva si ottiene con un minimo di 64 anni di età, 20 anni di contribuzione effettiva e un assegno almeno pari a 2,8 volte l’assegno sociale (ossia è necessario raggiungere una pensione minima pari a 1.288,78 euro mensili). Ai fini del computo dei 20 anni di contribuzione “effettiva” è utile solo la contribuzione effettivamente versata (obbligatoria, volontaria, da riscatto) con esclusione di quella accreditata figurativamente a qualsiasi titolo [5].

Questa tipologia di pensione può essere ottenuta dai lavoratori privi di contribuzione al 31 dicembre 1995, oppure, per chi possiede meno di 18 anni di contributi entro tale data, optando per il computo di tutti i contributi presso la gestione Separata. I requisiti per il computo sono: almeno 15 anni di contributi complessivi, di cui almeno 5 accreditati dal 1996 in poi, almeno un contributo al 31 dicembre 1995, meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 e almeno un mese di contributi nella gestione Separata. Il computo comporta il ricalcolo della pensione con sistema integralmente contributivo, solitamente penalizzante.

Il riscatto può essere utile sia ai fini del raggiungimento dei 20 anni di contribuzione, qualora il requisito contributivo non risulti maturato alla data di perfezionamento del requisito di età, sia naturalmente ai fini del raggiungimento dei 15 anni di contributi complessivi per il computo e del minimo di 5 anni accreditati dal 1996 in poi. Attenzione, però: se il riscatto determina il possesso di oltre 18 anni di contribuzione alla data del 31 dicembre 1995, il lavoratore perde la possibilità di ottenere il computo presso la gestione separata, quindi di ottenere la pensione anticipata a 64 anni. Si tratta di un caso sicuramente singolare, in quanto l’accredito di troppi contributi determina il mancato accesso alla pensione.

Riscatto per ottenere prima l’Ape sociale

L’Ape sociale [6] è un’indennità di accompagnamento alla pensione che può essere ottenuta con un minimo di 63 anni di età e 30 anni di contributi (sino a 2 anni in meno per le donne con figli), requisiti da perfezionare al 31 dicembre 2021, in quanto si tratta di una prestazione di prepensionamento non prevista in via strutturale, ma sperimentale. Per ottenere l’Ape sociale bisogna appartenere alla categoria dei caregiver, dei disoccupati di lungo corso o degli invalidi dal 74%.

Il riscatto, oltreché per il perfezionamento dei 30 anni di contributi, può inoltre essere utile per raggiungere i 36 anni di contributi richiesti (sino a 2 anni in meno per le donne con figli) per l’Ape sociale riservata agli addetti ai lavori gravosi- qualora il lavoratore sia stato addetto a mansioni rientranti negli elenchi dei lavori gravosi per almeno 6 anni nell’ultimo settennio prima della domanda.

Riscatto per il prepensionamento

Il riscatto può risultare utile, infine, qualora consenta al lavoratore di accedere all’isopensione, all’assegno straordinario o al pensionamento con contratto di espansione (la possibilità di beneficiare di queste indennità di accompagnamento alla pensione dipende però dalle dimensioni e dal settore dell’azienda, nonché dall’attivazione, da parte dell’azienda, di queste misure, delle quali il lavoratore non può avvalersi autonomamente). Per approfondire, leggi: “Scivolo per la pensione“.

Si ricorda, in conclusione, che vi sono ulteriori pensioni agevolate per le quali il riscatto potrebbe eventualmente essere utile, come i trattamenti speciali conseguibili dagli appartenenti al comparto Difesa, sicurezza e soccorso, Autotrasporti, Spettacolo, Sport, Marittimi, fondo Volo.


note

[1] Art. 14 DL 4/2019.

[2] Art. 24 Co. 10 DL 201/2011.

[3] Art. 16 DL 4/2019.

[4] D.lgs. 67/2011.

[5] Art. 24 Co. 11 DL 201/2011; Circ. Inps 35/2012, p.to 2.2.


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